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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Interrogazione di Elisa Siragusa (M5S) sui procedimenti di riconoscimento di cittadinanza italiana iure sanguinis

CAMERA DEI DEPUTATI

 

La deputata chiede al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese e a quello degli Esteri, Luigi Di Maio un quadro complessivo delle richieste avanzate negli ultimi anni – i provvedimenti emessi e il numero di pratiche aperte

 

ROMA – La deputata eletta nella ripartizione Europa Elisa Siragusa (M5S) ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese e a quello degli Esteri, Luigi Di Maio in cui chiede di sapere “quanti provvedimenti di riconoscimento di cittadinanza iure sanguinis siano stati emessi negli ultimi dieci anni, in Italia e all’estero, per avi oltre la seconda generazione, e quali siano i dati ufficiali per quel che concerne il numero di pratiche aperte vertenti sul riconoscimento di cittadinanze iure sanguinis”.

Dopo aver richiamato in particolare la circolare del Ministero dell’Interno del 1991 che sottolineava “la possibilità che i discendenti dei nostri emigrati, senza alcun limite di generazioni, potessero essere investiti della cittadinanza italiana”, Siragusa ricorda che il riconoscimento è subordinato “al verificarsi di determinate condizioni, e all’accertamento di alcune circostanze: in primo luogo – si legge nell’interrogazione, – è necessario dimostrare che la discendenza abbia avuto inizio da un avo italiano; in secondo luogo, si deve provare l’assenza di interruzioni nella trasmissione della cittadinanza”. “I cittadini stranieri che possano dimostrare, presentando l’opportuna documentazione, di avere nel loro albero genealogico un lontanissimo avo italiano, possono ottenere quindi la cittadinanza; e ciò – segnala Siragusa, – nonostante le loro famiglie vivano all’estero da generazioni”.

La deputata ricorda poi come “ad oggi, i discendenti degli italiani nel mondo – gli oriundi – sono stimati essere tra i sessanta e gli ottanta milioni di persone” e che “potenzialmente, se tutte queste persone volessero e riuscissero a dimostrare le loro ascendenze italiane, il numero degli italiani nel mondo potrebbe aumentare considerevolmente in pochi anni”. “Le richieste, da parte degli oriundi, della cittadinanza italiana, sembra siano così numerose in alcuni Paesi da compromettere addirittura l’operatività dei servizi consolari; ciò accade in particolare nei Paesi sudamericani, nei quali maggiore è la richiesta di cittadinanza iure sanguinis – sottolinea Siragusa, quantificando in un milione il numero di persone che tra il 1998 e il 2010 ha ottenuto un passaporto italiano in questo modo.

“Dal Rapporto degli italiani nel mondo 2018, si evince come, al 1° gennaio 2018, oltre 2,6 milioni (il 51,9 per cento) degli appartenenti all’Aire abbiano indicato come motivazione dell’iscrizione l’espatrio e/o la residenza all’estero, mentre sono circa 2 milioni (pari al 39,5 per cento del totale) gli iscritti per nascita. Sempre nel Rapporto – prosegue la deputata – si sottolinea come nel 2018 le motivazioni di iscrizione per nascita e per acquisizione di cittadinanza abbiano registrato aumenti più significativi rispetto all’espatrio e/o alla residenza all’estero”. Richiamati anche i numeri relativi alla crescita dei cittadini stranieri residenti in Italia che hanno acquisito la cittadinanza, in particolare i non comunitari divenuti italiani iure sanguinis: nel 2016 erano circa 7 mila individui, saliti a 8.211 nel 2017 (circa il 6,1 per cento di tutte le acquisizioni di cittadini non comunitari residenti in Italia).

Per una maggiore comprensione della dinamica, Siragusa chiede dunque di conoscere “quanti provvedimenti di riconoscimento di cittadinanza iure sanguinis siano stati emessi negli ultimi dieci anni, in Italia e all’estero, per avi oltre la seconda generazione, e quali siano i dati ufficiali per quel che concerne il numero di pratiche aperte vertenti sul riconoscimento di cittadinanze iure sanguinis”. (Inform)

 

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