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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Interrogazione di Di Biagio (Ap) e Michelioni (Pd) ai ministri degli Esteri e dell’Economia

SENATO DELLA REPUBBLICA

Chieste  quali siano le ragioni ostative al riconoscimento degli adeguamenti stipendiali per la retribuzione del personale a contratto nelle sedi diplomatico-consolari di Germania, Francia e Olanda e  se si intende garantire un intervento volto al superamento di tali ragioni

 

ROMA – I senatori eletti nella circoscrizione Estero Aldo Di Biagio (Ap) e Claudio Micheloni (Pd,Micheloni è presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato) hanno presentato un’interrogazione, a risposta scritta, al ministro degli Esteri Angelino Alfano e al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in merito ai mancati adeguamenti retributivi per il personale a contratto a legge Italiana operativo nelle sedi di Germania, Francia e Olanda.

Nell’interrogazione si segnala come “il MAECI abbia confermato ai sindacati che il personale a contratto italiano assunto prima del 1997 ed operativo presso le sedi diplomatico-consolari di Germania, Francia e Olanda sarà escluso dal provvedimento di aumenti proposto dalla DGRI agli organi di controllo malgrado fosse stato già previsto un esiguo adeguamento pari al 2% e non risulti un intervento compensativo sulle retribuzioni da ben 14 anni”. Alla luce di ciò gli interroganti evidenziano come il “mancato riconoscimento di un adeguamento retributivo, tra le altre cose già concordato con l’Amministrazione, ad una categoria di lavoratori a cui da oltre 14 anni non è accordata alcuna rimodulazione stipendiale malgrado esistano i presupposti di legge per giustificarla, si configura come un discutibile segnale di disattenzione verso una categoria operativa in sedi consolari dove si è anche registrato un incremento esponenziale della mole di lavoro e dei servizi richiesti, e dove – malgrado tali aspetti – si è continuato a garantire un prosieguo fattivo e puntuale delle attività, ragion per cui il dovuto – normativamente sancito – dovrebbe essere inderogabilmente garantito”. Dopo aver ricordato che la Sentenza n. 178 del 24 giugno 2015 della Corte Costituzionale si è pronunciata in maniera chiara ed inequivocabile circa il carattere incostituzionale di simili blocchi retributivi, gli interroganti chiedono  quali siano le ragioni ostative al riconoscimento degli adeguamenti stipendiali di cui in premessa e  se si intende garantire un intervento volto al superamento di eventuali motivi ostativi al fine di garantire la tutela e l’attuazione del dettato normativo vigente in materia.(Inform)

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