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PARIGI – Un viaggio tra aneddoti e retroscena degli incontri con i giganti dello spettacolo e dello sport. Emilio Buttaro ha raccontato i suoi quattro decenni di attività giornalistica agli studenti della sezione italiana del Lycee H. De Balzac di Parigi . L’iniziativa dal titolo “Incontri speciali in 40 anni di Bel Paese”, moderata dalla Prof.ssa Silvia Falagiani si è aperta con un video che ripercorso la carriera del cronista. “La passione per il giornalismo è nata insieme a me – ha spiegato Buttaro – nel senso che, quando avevo tre anni conoscevo tutti i volti e i nomi delle figurine Panini e improvvisavo delle telecronache. Ci ho sempre creduto e col passare degli anni, il pensiero di fare il giornalista più che un’idea era un sogno”. Poi, i racconti delle interviste partendo d Mike Bongiorno, l’inventore della televisione italiana fino ad arrivare al recente Festival di Sanremo. In mezzo tante icone dello spettacolo, della musica e dello sport: da Raffaella Carrà ad Adriano Celentano, da Maradona a Toto Cutugno, da Fabrizio De Andrè a Pippo Baudo e poi Pelè, per il giornalista il più emozionante degli incontri. E su Sanremo 2026 Buttaro ha detto: “Se mi aspettavo la vittoria di Sal Da Vinci? Già alle prime prove la sua canzone è stata l’unica che ha fatto scattare la standing ovation. Credo che meriti questo successo anche se tanti giovanissimi hanno presentato delle canzoni belle e orecchiabili. Il Festival rimane un simbolo della tradizione e del costume italiano. Quando si entra all’Ariston è impossibile non avere dell’emozione dentro”. Numerosa e attenta la partecipazione degli studenti del Balzac che a margine della chiacchierata hanno rivolto al giornalista diverse domanda principalmente sui personaggi dello sport. All’incontro hanno partecipato docenti del Liceo, tra cui la coordinatrice della sezione italiana Prof.ssa Annalisa Pierini. Per Emilio Buttaro la presentazione di Parigi è stata la diciannovesima del suo progetto itinerante che ha toccato 12 Paesi e 7 capitali europee. “In giornate come questa – ha detto il cronista – la realtà supera il sogno, perché quando ho iniziato questa attività nel 1984, mai mi sarei aspettato di incontrare e intervistare tanti personaggi e mai mi sarei aspettato di raccontare poi con una certa emozione questi incontri, come è avvenuto a Parigi, una delle città più suggestive al mondo”. (Inform)