COOPERAZIONE SCIENTIFICA
Dall’Ambasciata d’Italia a Lima
Alla scoperta dei ricercatori del Museo de Historia Natural dell’Universidad Nacional Mayor de San Marcos di Lima hanno collaborato anche studiosi italiani
LIMA – L’equipe italiana che ha contribuito alla scoperta del fossile di Perucetus Colossus in Perù si congratula con i ricercatori peruviani del Museo de Historia Natural dell’Universidad Nacional Mayor de San Marcos di Lima, autori di questa eccezionale scoperta che ha suscitato grande ammirazione e interesse nelle comunità scientifiche e accademiche di tutto il mondo e rappresenta un importante testimonianza del ricco patrimonio paleontologico del Perù e del Sud America nel suo complesso. Informa l’Ambasciata d’Italia a Lima.
“Il ritrovamento delle prime ossa di Perucetus risale a tredici anni fa ed è merito di Mario Urbina, ricercatore di campo e vera e propria leggenda vivente della paleontologia peruviana – spiega il Prof. Giovanni Bianucci dell’Università di Pisa – ed è solo grazie alla perseveranza di Mario che lo scavo pluriennale di questo straordinario (e pesantissimo) fossile è stato possibile. È stato proprio Mario a realizzare che il deserto di Ica, una delle aree più aride del pianeta, è sede di uno dei più grandi giacimenti di vertebrati fossili del mondo”. Da oltre quindicina d’anni, grazie a una serie di progetti, molti dei quali finanziati dal Governo Italiano e da varie Università italiane – segnala la nota diffusa dall’Ambasciata d’Italia in Perù, – questo eccezionale patrimonio paleontologico viene progressivamente e adeguatamente valorizzato attraverso la ricerca scientifica portata avanti da un gruppo internazionale di paleontologi. Questo gruppo di ricerca vede in prima linea i ricercatori peruviani e italiani che collaborano in maniera sinergica allo studio dei fossili e delle rocce che li contengono, sia nel deserto che nel Museo de Historia Natural dell’Universidad Nacional Mayor de San Marcos di Lima. “Desideriamo esprimere la nostra profonda soddisfazione per la fruttuosa collaborazione scientifica che, a fronte delle enormi difficoltà incontrate nel reperimento dei fondi necessari a garantire un sostegno costante alla ricerca, da oltre un decennio ci vede protagonisti nel campo della ricerca paleontologica e geologica del Perù – aggiunge il Prof. Claudio Di Celma dell’Università di Camerino.
I ricercatori italiani guardano con ottimismo al futuro della collaborazione scientifica tra Italia e Perù ed auspicano che questo risultato di grande rilievo possa contribuire al suo rafforzamento, fungendo da catalizzatore nella ricerca congiunta in campo paleontologico e geologico. Lo studio dei cetacei del deserto di Ica e delle condizioni eccezionali che hanno portato alla formazione di questo straordinario giacimento fossilifero proseguirà negli anni a venire, anche grazie ad un nuovo finanziamento da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca italiano coordinato dal dott. Alberto Collareta dall’Università di Pisa. (Inform)