ITALIANI ALL’ESTERO
Da “La Gazzetta del Sud Africa” on line, diretta da Ciro Migliore
CAPE TOWN – Ha vinto il cancro. Mario Gaspare Oriani Ambrosini, deputato del Parlamento del Sud Africa, giurista e costituzionalista di fama mondiale, discepolo e ammiratore di Marco Pannella, discendente di personaggi storici dell’Italia, sua patria d’origine, si è arreso sabato 16 agosto. Il 26 ottobre prossimo avrebbe compiuto 54 anni. Nel maggio dell’anno scorso gli era stato diagnosticato un cancro ai polmoni già allo stadio terminale. I medici gli avevano promesso tre mesi di vita se avesse intrapreso subito la chemioterapia. Rifiutò per cominciare una propria ricerca nei metodi di cura alternativi, provando fra l’altro una terapia a base di bicarbonato di soda praticata da un ricercatore italiano ma proibita in Italia e combattendo i dolori lancinanti che gli provocava il nemico feroce annidato nei suoi polmoni con la marjiuana, che in Sud Africa è chiamata dagga ed è una pianta spontanea. Ha guadagnato un anno di vita; alla fine il cancro ha vinto ma non lo ha domato. In questo anno di vita in più Mario Ambrosini ha continuato le sue battaglie da legislatore d’avanguardia e ha propugnato fino all’ultimo respiro il diritto dei malati terminali a fare uso terapeutico della marjiuana. Il suo nome è legato a diverse leggi che hanno ancora migliorato la Costituzione sudafricana alla cui formulazione aveva dato un grande contributo negli anni dei negoziati che portarono alle elezioni democratiche del 1994 e all’adozione di una delle più avanzate e illuminate carte costituzionali del mondo. A tale scopo era venuto dagli Stati Uniti quale consigliere legale del Principe Mangosuthu Buthelezi nel 1990, quando non aveva ancora compiuto trent’anni.
Quel Mario Gaspare Oriani Ambrosini aveva alle spalle studi giuridici in università italiane e americane, un apprendistato politico nel Partito Radicale di Marco Pannella, del cui Consiglio Generale ha fatto parte fino alla morte, ma soprattutto un’eredità rivelata dal suo doppio cognome, che lo legava a due famiglie di grandissimo spicco nel panorama politico a giuridico dell’Italia negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. Il prozio Gaspare Ambrosini era stato presidente della Corte Costituzionale ed esponente di spicco della Democrazia Cristiana. Un altro zio, Antonio Ambrosini, è accreditato quale architetto della Convenzione di Varsavia.
Nel salutare l’amico che abbiamo avuto modo di apprezzare negli ultimi vent’anni – l’anno scorso trovò il tempo di adoperarsi, con il console e il nostro direttore perché al cimitero di guerra italiano di Worcester fosse risparmiata la fine ingloriosa alla quale era stato condannato dall’incuria delle locali autorità comunali -, porgiamo dal cuore le nostre condoglianze alla vedova Carin e al figlio Luke William. (La Gazzetta del Sud Africa.net, 18 agosto / Inform)