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In III Commissione il Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo risponde all’interrogazione della senatrice Garavini sulle pensioni dei contrattisti del Maeci a legge locale olandese

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

 

ROMA – La senatrice di Italia Viva, Laura Garavini, eletta nella Circoscrizione Estera-Europa, ha presentato il Commissione Esteri un’interrogazione riguardante le prospettive pensionistiche dei contrattisti a legge locale Maeci in Olanda. All’interrogazione ha risposto il  Sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo.

“I contrattisti del Ministero degli Esteri, di cittadinanza italiana o olandese, impiegati presso l’Ambasciata d’Italia a L’Aja, la cancelleria consolare a L’Aja e l’Istituto Italiano di Cultura per i Paesi Bassi con sede ad Amsterdam – si legge nell’interrogazione – si trovano in una condizione di forte sperequazione dal punto di vista delle tutele previdenziali di fronte alla più larga platea dei lavoratori locali. Nei Paesi Bassi – ha spiegato Garavini – la pensione di vecchiaia statale è una prestazione di base, al livello del minimo di sussistenza, che spetta a tutti i residenti e si accumula con un 2% per ogni anno di residenza nei Paesi Bassi, a decorrere dal 17° anno di età fino al 67° anno. Per integrare tale pensione di base, la quasi totalità dei lavoratori olandesi usufruisce di una pensione collettiva tramite il datore di lavoro, che porta la sua indennità mensile complessiva di pensionato a circa il 70% dell’ultimo stipendio: essa, pur non essendo il frutto di un obbligo di legge, è di fatto ormai una soluzione diffusa e consolidata, equiparabile a un diritto acquisito per i lavoratori”, ha evidenziato nell’interrogazione Garavini entrando nel merito della vicenda che riguarda in modo specifico i contrattisti Maeci. “Il tipo di contratto utilizzato per i contrattisti ministeriali non prevede invece alcuna copertura previdenziale, né la legge olandese prevede l’obbligatorietà per il datore di lavoro di mettere in atto uno schema di pensione complementare”, ha aggiunto Garavini sottolineando come purtuttavia il decreto sui contrattisti del 16 marzo 2000 stabilisca (art. 158) la possibilità, nel caso di manifesta insufficienza delle misure previdenziali locali e senza porre limiti territoriali che renderebbero tale articolo non rilevante nel caso di sistemi previdenziali europei, di avvalersi su richiesta di un’assicurazione presso un ente italiano o locale. Dunque a destare preoccupazione è quella che Garavini ha definito come “una forte sperequazione delle prospettive pensionistiche”, la quale rappresenta “un disincentivo alla permanenza di personale presso le nostre strutture diplomatico-consolari e al reperimento di nuovo personale, quanto mai necessario per l’assolvimento dei servizi”. Considerando il numero relativamente esiguo delle persone interessate, la senatrice ha quindi invitato il Ministero a farsi carico del problema per consentire ai contrattisti di avere una pensione più dignitosa potendo accedere in via contrattuale a forme pensionistiche complementari.

Nella sua risposta il Sottosegretario Merlo, in merito a quanto richiesto dalla senatrice interrogante, ha osservato che la tutela previdenziale degli impiegati a contratto, in servizio presso le rappresentanze diplomatiche all’estero, è assicurata nelle forme previste dalla normativa locale; così prevede il Decreto del Presidente della Repubblica (art. 158 del decreto n. 18 del 1967) che disciplina l’organizzazione del Ministero degli Affari Esteri. Tale articolo consentirebbe, nel caso la normativa non preveda forme di tutela previdenziale o statuisca in modo manifestamente insufficiente, di stipulare un’assicurazione presso enti italiani o stranieri. “La Ragioneria Generale dello Stato ha, però, più volte ribadito che non è consentito stipulare trattamenti previdenziali diversi ove il sistema locale non consenta di sottrarsi al trattamento base in quanto obbligatorio. E questo è proprio il caso della pensione di vecchiaia statale olandese, che è obbligatoria. La Ragioneria Generale dello Stato potrebbe autorizzare il Maeci a pagare fondi pensionistici complementari, in aggiunta alla pensione di base olandese, solo se fosse dimostrata l’esistenza di una norma olandese imperativa in tale senso. I capitoli di bilancio per la tutela previdenziale sono, infatti, destinati unicamente a spese di natura obbligatoria. La Farnesina ha avuto conferma, tramite l’Ambasciata a L’Aja, della non obbligatorietà del trattamento integrativo riconosciuto dalla quasi totalità dei datori di lavoro olandesi”, ha risposto Merlo rilevando che è in corso un approfondimento al fine di studiare ogni possibile soluzione alternativa che consenta di garantire, nel rispetto del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, della normativa olandese e delle condizioni imposte dagli Organi di controllo, a tale personale un trattamento pensionistico adeguato e soddisfacente. In sede di replica la senatrice Garavini ha invitato a proseguire sulla via prospettata dal Sottosegretario in maniera da trovare una soluzione adeguata per i suddetti contrattisti, considerato anche il numero esiguo delle persone direttamente interessate al problema (Inform)

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