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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri un’interrogazione sul rilascio dei passaporti biometrici in Congo

CAMERA DEI DEPUTATI

Lia Quartapelle Procopio (Pd) sollecita il coinvolgimento dei consoli onorari nelle procedure per il rilascio dei documenti, specie in Paesi di grandi dimensioni come la Repubblica democratica del Congo. La risposta del sottosegretario Della Vedova. In corso lo studio di fattibilità del progetto, già adottato in via sperimentale in Regno Unito e Spagna

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, ha risposto in Commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati ad un’interrogazione formulata da Lia Quartapelle Procopio (Pd) sul rilascio dei passaporti biometrici ai connazionali residenti nella Repubblica democratica del Congo. La richiesta sollecita il rafforzamento di competenze e capacità di intervento dei consoli onorari dislocati sul territorio per consentire, per esempio, il prelievo dei dati necessari ai fini del rilascio di tale passaporto, “soluzione – rileva Quartapelle – praticata da altre diplomazie e che renderebbe il sistema sicuramente più efficiente e meno onerosi i disagi per i nostri connazionali in loco”. Il viaggio all’Ambasciata d’Italia presente a Kinshasa, necessario per la rilevazione d dati biometrici – il passaporto biometrico è l’unico ritenuto valido dalla Repubblica democratica del Congo, – è infatti molto costoso ed estremamente disagevole considerate le distanze di località come Lubumbashi, dove c’è un consolato onorario, o Bukavu e la Provincia del Sud Kivu, dove c’è un corrispondente consolare (si parla di oltre 2000 km).

Della Vedova ha rilevato come il Maeci stia valutando di concerto con l’Ambasciata d’Italia a Kinshasa la possibilità di avvalersi di modalità operative alternative a quella del funzionario itinerante, soluzione che “non risulta di agevole applicazione alla realtà locale – precisa, – sia per motivi di sicurezza” che “per il rapporto sfavorevole tra le risorse economiche necessarie e il numero di pratiche di passaporti richiesti dai connazionali in Congo che in passate missioni è risultato estremamente esiguo”. In corso uno studio di fattibilità sul progetto di “estendere ai consoli onorari la facoltà di captare i dati biometrici dei connazionali richiedenti il passaporto, lasciando alle competenti Ambasciate e Consolati di prima categoria il solo rilascio del libretto”, progetto teso a superare le difficoltà legate all’invio del funzionario itinerante come “il costo delle missioni del funzionario nonché l’indisponibilità di risorse umane sufficienti”. “Nello specifico, l’iniziativa in questione prevedrebbe la captazione delle impronte digitali necessarie per il rilascio del passaporto tramite una postazione mobile assegnata al console onorario. I dati biometrici raccolti verrebbero riversati nel sistema informatico dell’Ambasciata o del Consolato di riferimento e il connazionale, da parte sua – rileva Della Vedova, – potrebbe far pervenire l’istanza di passaporto per posta chiedendo, ove i servizi postali locali lo consentano, di ricevere il documento di viaggio direttamente al proprio domicilio”. Il coinvolgimento dei consoli onorari nella captazione dei dati biometrici è stato oggetto di sperimentazione – fa sapere il sottosegretario – in Regno Unito (Londra) e in Spagna (Madrid e Barcellona), due Paesi caratterizzati dalla presenza di forti comunità italiane anche in zone lontane dagli uffici diplomatico-consolari di riferimento. “In virtù del successo riscontrato, il Maeci sta valutando la possibilità di estendere quest’ulteriore modalità operativa anche al resto delle rete diplomatico-consolare – afferma Della Vedova, ricordando comunque che “la decisione ultima spetterà sempre al capo missione, unico soggetto in grado di valutare l’idoneità del console onorario a svolgere tale attività compatibilmente con le risorse a disposizione”.

Soddisfatta della risposta l’interrogante, che condivide il coinvolgimento dei consoli onorari in alternativa ai funzionari itineranti e sollecita una rapida conclusione della procedura. Quartapelle auspica inoltre “l’implementazione della cooperazione diplomatica con gli altri Paesi dell’Unione europea per quanto riguarda l’espletamento dei servizi consolari, soprattutto per Paesi di grandi dimensioni come la Repubblica Democratica del Congo”. (Inform)

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