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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri l’esame della legge di bilancio

SENATO DELLA REPUBBLICA

Ha illustrato il provvedimento il relatore Francesco Giacobbe (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide). Evidenziata la necessità di aumentare le risorse per  la promozione della lingua italiana e di ridurre l’aumento dei diritti consolari per la domanda di riconoscimento della cittadinanza

 

ROMA – La Commissione Affari esteri del Senato ha svolto l’esame del disegno di legge di bilancio, in particolare per le parti relative al Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, illustrate dal relatore Francesco Giacobbe (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide). Tra gli aspetti di competenza della Commissione, il relatore ha richiamato le misure volte a rafforzare, compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili, la proiezione italiana all’estero e a sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Nel provvedimento è inoltre disposta la riduzione del contributo italiano ad alcuni organismi internazionali e consolidata la partecipazione del nostro Paese ad alcune istituzioni finanziarie internazionali.

Nell’ambito delle misure per la crescita, il disegno di legge prevede uno stanziamento di 44,895 milioni di euro per il 2020 per il Piano straordinario di promozione del made in Italy, iscritto nello stato di previsione del Maeci, e di 40,29 milioni di euro a decorrere dal 2021. L’attuazione del Piano, già avviata dal 2014, viene confermata in capo all’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Viene inoltre incrementato di 30 unità il numero del personale temporaneo e estraneo all’amministrazione del Maeci per l’incremento delle competenze specialistiche della Rappresentanza permanente presso l’Unione Europea a Bruxelles, autorizzando a tal fine un incremento di spesa di 2,505 milioni di euro per l’anno 2020 e di 5,010 milioni di euro a decorrere dal 2021. La stessa disposizione stabilisce altresì un incremento ulteriore dell’autorizzazione di spesa nella disciplina dell’ordinamento dell’amministrazione degli Affari esteri, per 2,1 milioni di euro per l’anno 2020 e di 4,2 milioni di euro a decorrere dal 2021, risorse che si sommano a quelle previste per l’utilizzo del personale temporaneo. Tali misure – spiega il relatore – sono finalizzate a rafforzare la presenza negli uffici all’estero del personale del Meaci, anche in relazione alle procedure di assunzione, in corso di svolgimento, di personale amministrativo autorizzate dalle leggi di bilancio 2018 e 2019. Viene inoltre autorizzata la spesa di 500.000 euro annui a decorrere dal 2020 per iniziative di formazione a favore del personale dell’amministrazione degli Affari esteri, anche in considerazione dell’accresciuta esigenza di aggiornamento derivante dall’evoluzione del contesto internazionale.

Nel quadriennio 2015-2018, la strategia promozionale del Piano straordinario di promozione del made in ltaly ha visto – ricorda Giacobbe – un finanziamento complessivo pari a 520 milioni di euro, ai quali si sono aggiunti 140 milioni di euro per il 2019, in fase di avvio operativo. Tali risorse sono state destinate, fra l’altro, a promuovere la formazione per le piccole e medie imprese, il potenziamento delle fiere italiane, la valorizzazione delle produzioni di eccellenza, la strategia di valorizzazione del brand Italia, la sottoscrizione di accordi per la presenza italiana nell’ambito dell’e-commerce e il rafforzamento di start up e micro imprese.

 

Nell’ambito delle misure di riduzione e rimodulazione della spesa pubblica lo stanziamento dello stato di previsione del Maeci, denominato “Contributi ad organismi internazionali” e nel quale sono allocate le risorse per i contributi a beneficio delle Nazioni Unite ma anche di altre organizzazioni internazionali quali l’Osce e il Consiglio d’Europa, passa da 400 a 364 milioni di euro a partire dal 2020. A partire dal 1° febbraio 2020 – prosegue il relatore – viene inoltre disposto il raddoppio dei diritti da riscuotere per il trattamento della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona maggiorenne, che passano da 300 a 600 euro, insieme all’aumento dei diritti per ottenere un visto nazionale per soggiorni di lunga durata (da 116 a 130 euro), per un documento di viaggio provvisorio (50 euro) e un generale incremento del 20% dei diritti che si riferiscono a servizi che vanno dalle pubblicazioni di matrimonio alla traduzione in italiano di atti di stato civile, ai visti richiesti all’estero. Sono incrementate le risorse disponibili presso il Fondo nazionale per la tutela delle minoranze linguistiche storiche riconosciute sul territorio italiano, per gli anni 2020, 2021 e 2022. Nella nota integrativa al provvedimento vengono quindi indicate le priorità dell’azione amministrativa del Maeci, che riguardano per il 2020: l’Europa (con riferimento alla Brexit, alla gestione del fenomeno migratorio, alla crescita economica, alla dimensione sociale e al contrasto delle diseguaglianze, alla riflessione sulla riforma delle istituzioni europee, all’integrazione dell’area balcanica e all’attenzione per i Paesi del Vicinato), i fenomeni migratori (con riferimento all’interlocuzione con i Paesi di provenienza o transito dei flussi migratori e alla promozione di nuovi accordi di riammissione dei migranti irregolari), il Mediterraneo (con riferimento alla necessità di tutelare gli interessi nazionali nell’area, di stabilizzare gli scenari di crisi e di continuare l’azione di contrasto al terrorismo), la sicurezza e i diritti (per la risoluzione delle crisi del vicinato meridionale e orientale, oltre che in Africa), la diplomazia della crescita, le sfide globali (a partire dalla salvaguardia della sicurezza dell’approvvigionamento energetico), l’aiuto allo sviluppo (con l’impegno a perseguire gli obiettivi nel solco tracciato dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile) e la riforma dell’azione amministrativa.

 

Per lo stato di previsione del Maeci, articolato in 2 missioni e 14 programmi, il disegno di legge autorizza spese finali, in termini di competenza, pari a 2.790 milioni di euro nel 2020, a 2.747,9 milioni di euro per il 2021 e 2.746 milioni di euro per il 2022. In termini di cassa, le spese finali sono 2.791 milioni di euro nel 2020, 2.747,9 milioni di euro nel 2021 e  2.746 milioni di euro nel 2022. Si tratta – evidenzia il relatore – di un volume di risorse di dimensioni limitate soprattutto se confrontato con quello dei principali paesi partner dell’Unione Europea.

La spesa complessiva è distribuita su “L’Italia in Europa e nel mondo”, missione articolata in 12 programmi e che assorbe la quasi totalità (il 98,95%) delle risorse allocate nello stato di previsione del Ministero, pari a 2.708 milioni di euro; e su “Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche” che si compone di due programmi ed è dotata del restante 1,05% delle risorse, pari a 82 milioni di euro. Viene poi segnalata la quota di risorse destinata alla cooperazione allo sviluppo: 4.751,68 milioni, in diminuzione rispetto ai 5.077,47 milioni di euro previsti dalla legge di bilancio dello scorso anno, e ricordato che la partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali viene finanziato attraverso un apposito fondo istituito al Ministero dell’Economia, e dotato di 1.308,74 milioni di euro.

Il relatore richiama, infine, l’attenzione sulla sezione “Italiani nel mondo e politiche migratorie”, in cui si collocano i capitoli di diretto interesse per le comunità degli italiani all’estero e per i relativi organi di rappresentanza, nonché i capitoli che riguardano la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo. Evidenzia, al riguardo, come i capitoli relativi ai Comites e al Cgie non subiscano tagli nel triennio. Viceversa, il capitolo relativo alla promozione della lingua italiana nel mondo, pur non subendo decurtazioni per l’anno 2020, registra un arretramento di risorse per circa due milioni di euro relativamente agli anni 2021 e 2022, dovuto al fatto che il fondo triennale per il potenziamento della promozione della lingua e della cultura italiana all’estero in quegli anni non registra più alcuno stanziamento – ricorda Giacobbe. (Inform)

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