CAMERA DEI DEPUTATI
Ad illustrare i contenuti del disegno di legge, già approvato dal Senato, il relatore Alessio Tacconi (Pd, ripartizione Europa)
ROMA – La Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati ha avviato l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo sulla cooperazione di polizia e doganale tra Governo italiano e Consiglio federale svizzero, fatto a Roma il 14 ottobre 2013, già approvato dal Senato.
Ad illustrarne il contenuto Alessio Tacconi (Pd, ripartizione Europa), che ha precisato come l’obiettivo sia quello di rafforzare ed intensificare la cooperazione transfrontaliera e il reciproco scambio di informazioni tra i due Paesi, al fine di combattere la criminalità e il terrorismo. Un impegno – rileva il relatore – che va aumentato e perfezionato visti anche il contesto internazionale e la contiguità territoriale. L’intesa è dunque finalizzata a “creare uno strumento giuridico più aderente alla realtà e più attuale rispetto all’Accordo attualmente in vigore, che risale al 1998”, prendendo anche spunto da strumenti giuridici di collaborazione transfrontaliera già esistenti in ambito internazionale. Tacconi ricorda a tal proposito come specifiche forme di cooperazione di polizia siano state fissate dal Trattato di Prüm del 27 maggio 2005, già operativo per 14 Stati dell’Unione europea ma non ancora in vigore nel nostro Paese né esteso alla Confederazione, che starebbe tuttavia negoziando l’adesione per semplificare lo scambio di informazioni al fine di contrastare la criminalità transfrontaliera tra gli Stati dell’Ue. La Svizzera ha inoltre concluso un Accordo di associazione al sistema di Schengen sulla libera circolazione ed il 28 febbraio 2008 e un Accordo di associazione al sistema di Dublino, sulla determinazione dello Stato competente per l’esame di una richiesta di asilo – segnala ancora il relatore.
L’Accordo in esame – precisa – sancisce quali sono le rispettive «zone di frontiera» ove esercitare le singole modalità di cooperazione e definisce i termini «centro comune», «agenti» e «sorveglianza» utilizzati nell’articolato. Richiamato in particolare il Titolo II che contiene altre disposizioni che definiscono l’ambito della cooperazione, la cui attuazione avverrà in conformità alle proprie legislazioni nazionali e agli obblighi internazionali; e gli ambiti criminosi oggetto dell’Accordo, che vanno dalla criminalità organizzata transnazionale al traffico dei migranti alla criminalità informatica.
Il disegno di legge, già approvato dal Senato il 20 aprile scorso – rileva Tacconi, – quantifica in circa 100 mila euro annui gli oneri derivanti dall’attuazione dell’Accordo, che saranno coperti mediante ricorso al fondo speciale di parte corrente iscritto nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2016 utilizzando parzialmente l’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
Si associa alle considerazioni svolte il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, che rimarca l’importanza dell’Accordo nell’ambito di una partnership ristabilita di recente.
Il presidente della Commissione dichiara concluso l’esame preliminare annunciando la trasmissione del provvedimento alle Commissioni competenti per l’espressione dei pareri. (Inform)