direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri l’esame del disegno di legge relativo all’adesione dell’Italia alla Convenzione delle Nazioni Unite del 1961 sull’apolidia

SENATO DELLA REPUBBLICA

Ad illustrare il provvedimento la relatrice Emma Fattorini (Pd)

 

ROMA – La Commissione Affari Esteri del Senato ha avviato l’esame del disegno di legge relativo all’adesione dell’Italia alla Convenzione delle Nazioni Unite del 1961 sulla riduzione dei casi di apolidia, già approvato dalla Camera dei Deputati.

Ad illustrare il provvedimento la relatrice Emma Fattorini (Pd) che ha ricordato come la Convenzione sia uno strumento normativo entrato in vigore nel dicembre 1975 cui finora hanno aderito 63 Paesi, tra i quali 20 Stati membri dell’Unione europea, inclusi Regno Unito, Francia e Germania. “L’apolidia, ovvero la condizione di un individuo privo di nazionalità e che nessuno Stato considera come suo proprio cittadino, è un fenomeno spesso sottovalutato, ma che priva ancora oggi molte persone di diritti elementari fondamentali – ha evidenziato la relatrice, quantificando in 600 mila i casi stimati di apolidia in Europa, “mentre in Italia – precisa – sarebbero almeno 15.000 le persone apolidi o a rischio apolidia, per la maggior parte giovani, nati e cresciuti in Italia, spesso appartenenti alle comunità Rom e Sinti, provenienti dalla ex Jugoslavia”.

“La Convenzione prevede che gli Stati garantiscano l’acquisizione della cittadinanza in modo automatico al momento della nascita, attraverso previsione di legge o tramite istanza dell’interessato. L’ordinamento italiano, riconoscendo ex lege la cittadinanza ai bambini nati nel proprio territorio e che sarebbero altrimenti apolidi (ai 91 del 1992), è già in linea con quanto previsto dalla sensi della legge n. Convenzione – fa notare Fattorini, – che pertanto non necessita di disposizioni di adeguamento”. “La ratifica del provvedimento in esame consentirebbe però – rileva – di introdurre nell’ordinamento italiano un ulteriore obbligo giuridico di rilevanza internazionale, rafforzando garanzie in materia e dando seguito ad impegni assunti a livello internazionale, da ultimo nel corso della riunione di alto livello sullo Stato di diritto svoltasi a New York nel settembre 2012”.

La relatrice passa quindi a esporre in dettaglio gli articoli della Convenzione: i primi introducono misure per evitare l’apolidia dei minori, in particolare attraverso l’attribuzione jure soli della cittadinanza ai nati da genitori apolidi o cittadini di Stati che non applicano lo jus sanguinis, e attraverso l’attribuzione jure sanguinis della cittadinanza ai nati all’estero; gli articoli 5, 6 e 7 fissano una serie di misure per evitare l’apolidia dovuta a perdita o a rinuncia della propria nazionalità, condizionando la perdita della cittadinanza al possesso di un’altra cittadinanza; l’8 e 9 dettano norme per evitare l’apolidia dovuta alla privazione della nazionalità mentre l’articolo 10 introduce alcune disposizioni volte ad evitare l’apolidia nel contesto della successione degli Stati, prevedendo l’obbligo di regolare la cittadinanza delle persone coinvolte in trasferimenti di territorio da uno Stato a un altro; l’articolo 13 dispone che non venga pregiudicata l’applicazione di disposizioni nazionali più favorevoli in materia, mentre i successivi articoli dettano norme in materia di controversie interpretative, di applicazione delle disposizioni ai territori statuali e di possibili riserve espresse; gli articoli da 18 a 21 disciplinano, fra l’altro, l’entrata in vigore, la modalità di denuncia ed i compiti del segretario generale delle Nazioni Unite nella notifica degli atti connessi alla Convenzione.

Il disegno di legge di ratifica si compone di 4 articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all’autorizzazione alla ratifica (articolo 1), all’ordine di esecuzione (articolo 2), alla clausola di invarianza di finanziaria (articolo 3) ed all’entrata in vigore (articolo 4).

Fattorini ricorda inoltre come l’accordo risulti in linea con quanto già previsto dalle Convenzioni del Consiglio d’Europa sulla nazionalità del 1997 e sulla prevenzione dei casi di apolidia in relazione alla successione degli Stati del 2006. Il seguito dell’esame viene quindi rinviato. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform