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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri l’audizione del Segretario generale di Assocamerestero Domenico Mauriello sul Recovery Plan

CAMERA DEI DEPUTATI

 

(fonte Immagine Camera)

ROMA – In Commissione Esteri alla Camera, presieduta da Piero Fassino, si è tenuta l’audizione informale del Segretario generale dell’Associazione delle Camere di Commercio italiane all’estero (Assocamerestero), Domenico Mauriello, nell’ambito dell’esame in sede consultiva del Piano nazionale di ripresa e resilienza e quindi del Recovery Plan. Assocamerestero svolge un’azione di indirizzo strategico per le Camere di Commercio italiane nel mondo per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e la promozione del Made in Italy sul versante organizzativo e progettuale. Come spiegato da Mauriello, questa entità associa imprenditori italiani all’estero ma anche imprenditori italiani interessati ai luoghi in cui opera una determinata Camera di Commercio: Assocamerestero conta 81 realtà camerali in 58 Paesi, i quali rappresentano l’80% del volume di interscambio commerciale con l’Italia. “Il cofinanziamento dello Stato ha un forte effetto moltiplicatore e ogni euro di contributo del Mise ne genera molti di più. Già prima della pandemia abbiamo avviato un sistema per migliorare l’efficienza nell’avvicinamento alla transizione ecologica e alla digitalizzazione”, ha evidenziato Mauriello che ha portato all’attenzione alcuni punti prioritari. Come illustrato dal Segretario il primo ambito è quello dell’assistenza e dell’accompagnamento delle imprese alla digitalizzazione e alla transizione ecologica; questo considerando che comunque, nei cinque anni pre-Covid, già un numero discreto di imprese italiane ha investito nella cosiddetta ‘green economy’. “Per esempio le aziende manifatturiere passate al green hanno registrato un aumento di fatturato pur nelle difficoltà di mercato e per una quota pari al doppio rispetto alle imprese non green. Secondo uno studio dell’Università di Oxford, l’Italia risulta al secondo posto nel mondo, dopo la Germania, nell’indice di esportare prodotti green tecnologicamente avanzati. C’è ancora tanto lavoro da fare per coinvolgere le nostre piccole e medie imprese in questa transizione”, ha aggiunto Mauriello sottolineando come le misure contenute nel Piano di ripresa saranno in sostanza efficaci solo se si seguiranno passo dopo passo queste imprese. Un secondo ambito di attenzione è quello delle azioni per la proiezione internazionale delle imprese: valorizzazione delle potenzialità dell’export digitale ed estensione maggiore della presenza italiana all’estero, con l’aumento delle imprese esportatrici. “L’export italiano viaggia ancora in prevalenza su canali tradizionali”, ha ricordato Mauriello evidenziando come sia ancora ferma alla soglia media del 7% il peso dell’export digitale in rapporto a quello tradizionale: se per esempio il settore della moda sfiora il 15%, nell’alimentare si è ad appena il 3%. Un altro aspetto da affrontare riguarda il corretto posizionamento sui ‘mercati digitali’. Secondo l’ICE le imprese esportatrici italiane superano la quota di 120 mila unità “ma è un numero non solo ridotto rispetto alle potenzialità del Paese quanto addirittura in flessione negli ultimi anni”, ha ricordato Mauriello che ha anche affermato l’importanza per i micro esportatori di estendersi su più mercati esteri quando attualmente circa il 40% delle PMI investe prevalentemente in un solo mercato straniero. Mauriello ha parlato del legame necessario con ICE, Simest, Sace ma anche con le Regioni: il sistema camerale può d’altronde garantire interventi su scala locale. Si è fatto anche riferimento al reshoring, riaccorciando le filiere. “Servono politiche market friendly”, ha commentato Mauriello invitando quindi a politiche che passino per l’attrattività in entrata, da un lato, e per gli accompagnamenti in uscita, dall’altro; “così come bisogna insistere su formazione e informazione”, ha aggiunto il Segretario sottolineando come appaia anche necessario rendere strutturale il Piano straordinario di intervento a vantaggio delle Camere di Commercio italiane all’estero, avviato nel 2020. Mauriello ha ricordato l’esperienza di successo maturata da Assocamerestero con il programma ‘True Italian Taste’ promossa e finanziata dal Maeci per diffondere la cultura e la consapevolezza del consumo di prodotti Made in Italy in contrasto al cosiddetto ‘italian sounding’. Iolanda Di Stasio (M5S) e Paolo Formentini (Lega) hanno chiesto in maniera similare se ci siano suggerimenti da dare al legislatore per implementare l’azione volta a fare sistema. Simone Billi (Lega), eletto nella ripartizione Europa, ha sottolineato il ruolo fondamentale delle Camere di Commercio per quanto riguarda l’export: “innegabile questo ruolo del sistema camerale oggi ed, a maggior ragione, in futuro dove lo sarà ancor di più per aiutare il nostro Paese ad uscire dalla crisi economica. Svolgete un importante effetto moltiplicatore, quindi massimo sostegno e ripartiamo in fretta dopo la crisi”, ha commentato Billi soffermandosi sull’importanza del reshoring e chiedendo infine un aggiornamento sullo stato attuale delle singole Camere di Commercio all’estero alla luce della pandemia. Mauriello, nel rispondere, ha sottolineato l’importanza di curare la mappatura sui territori mirando le misure più adeguate per la singola impresa, quale suggerimento al legislatore. Dal punto di vista normativo l’auspicio di Mauriello è di poter arrivare all’eliminazione, quantomeno temporaneamente, del divieto attualmente in vigore circa la possibilità per le Camere di Commercio in Italia di svolgere attività promozionale direttamente all’estero, collegandosi così in modo diretto con il sistema camerale estero. Sulla situazione del sistema camerale estero, Mauriello ha confermato che il sistema ha tenuto, valorizzando il know-how all’interno delle stesse Camere. (Inform)

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