direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Commissione Esteri il sottosegretario Manlio Di Stefano ha risposto ad un’interrogazione sulla morte della cooperante Nadia De Munari, a seguito di un’aggressione avvenuta il 21 aprile scorso a Nuova Chimbote in Perù

CAMERA DEI DEPUTATI

 

L’interrogazione, presentata da Lia Quartapelle Procopio (Pd), chiede di adottare iniziative per  assicurare rapidità e attenzione alle indagini

 

ROMA – In Commissione Esteri alla Camera dei deputati il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano ha risposto ad un’interrogazione di Lia Quartapelle Procopio (Pd) sulla morte della cooperante Nadia De Munari, a seguito di una violenta aggressione avvenuta il 21 aprile scorso a Nuova Chimbote in Perù. De Munari era una volontaria laica dell’operazione Mato Grosso, “che opera in favore dei più poveri e in cui sono impegnati attualmente – segnala Quartapelle – circa 350 volontari italiani fra giovani, adulti, famiglie con bambini e numerosi sacerdoti”.

Quartapelle chiede di sapere quali informazioni il Governo abbia in merito alle circostanze della sua uccisione e “quali iniziative intenda intraprendere nelle relazioni bilaterali con il Perù perché siano assicurate la maggiore rapidità possibile e la necessaria attenzione nelle indagini”.

Nella sua risposta, Di Stefano ripercorre le ultime ore di vita di Nada De Munari, volontaria dell’operazione  Mato Grosso, in cui gestiva scuole per l’infanzia, dal 1995, e ritrovata la mattina del 21 aprile priva di sensi e con gravi contusioni al cranio, nella sua stanza presso una struttura dell’Organizzazione, trasportata in autoambulanza a Lima per essere sottoposta a una delicata operazione neurochirurgica e successivamente deceduta. “La nostra Ambasciata a Lima, intervenuta fin dalla prima segnalazione dell’aggressione per prestare ogni possibile assistenza, anche attraverso il console onorario ad Ancash, ha profuso grande impegno, da un lato, per cercare di assicurare l’assistenza medica dopo la brutale aggressione, dall’altro lato, stabilendo fin da subito un contatto diretto con i familiari e i responsabili dell’Organizzazione. Dopo il decesso, la nostra Sede ha fornito anche il necessario supporto per il rimpatrio della salma, avvenuto il 1° maggio – ricorda il Sottosegretario.

A proposito delle indagini per chiarire le dinamiche dell’accaduto e individuarne i responsabili, Di Stefano segnala che “la Polizia di Chimbote è stata affiancata da una squadra investigativa specializzata, appositamente giunta da Lima”, squadra investigativa potenziata “anche grazie alle sollecitazioni della nostra Ambasciata, con personale esperto”. “In attesa di conoscere i risultati delle perizie e l’esito degli interrogatori in corso, disposti dagli inquirenti, vige un doveroso, stretto riserbo istruttorio – rileva Di Stefano, assicurando che “la nostra Rappresentanza in Perù segue l’evolversi delle attività investigative con la massima attenzione, e mantiene contatti costanti con magistratura e competenti autorità locali cui abbiamo chiesto tutto l’impegno possibile per far piena luce sulla vicenda. Le controparti peruviane hanno assicurato sollecitudine nella conduzione delle indagini. In aggiunta – segnala Di Stefano, – l’esperto per la sicurezza in servizio presso la nostra Ambasciata ha fin dal primo momento sensibilizzato le autorità locali di polizia a tal fine e si è recato nelle scorse settimane a Chimbote per seguire di persona gli sviluppi investigativi”.
“Gli uffici del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e l’Ambasciata a Lima intrattengono un dialogo costante anche con i familiari di Nadia De Munari, aggiornandoli di ogni sviluppo. Abbiamo loro suggerito di nominare un avvocato che possa seguire il caso e ottenere informazioni di dettaglio direttamente dagli inquirenti, in qualità di parte offesa – ricorda il Sottosegretario, che ribadisce che nulla sarà tralasciato per “fare piena luce su quanto accaduto”.

In sede di replica, Quartapelle si dichiara soddisfatta della risposta, ritenendo il potenziamento del team investigativo “un significativo progresso, in grado di accelerare le indagini in corso”. Ribadendo che la morte della cooperante “ha profondamente scosso l’opinione pubblica”, Quartapelle richiama inoltre “la necessità di sensibilizzare ulteriormente le organizzazioni della società civile sui rischi connessi alle attività svolte in taluni contesti, promuovendo l’adozione di più efficaci protocolli di sicurezza a tutela degli operatori umanitari”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform