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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Aula prosegue la discussione generale sulla riforma del sistema di elezione della Camera dei Deputati

SENATO DELLA REPUBBLICA

L’intervento di Aldo Di Biagio (Pi – ripartizione Europa) che richiama la necessità di un approfondimento anche sul voto per la circoscrizione Estero

 

ROMA – Nel corso della discussione generale al Senato sulle proposte di riforma del sistema di elezione della Camera dei Deputati, proposte contenute in due provvedimenti già approvati alla Camera, è intervenuto Aldo Di Biagio, senatore di Per l’Italia eletto nella ripartizione Europa, rilevando la responsabilità di cui è investito il Parlamento nel trattare questioni come la riforma elettorale e quella costituzionale, riforme che tracceranno “un cambiamento significativo, direi epocale, per la storia politica e istituzionale del nostro Paese”.

“Noi abbiamo davanti una discussione che tocca il senso stesso della democrazia, affrontando un tema tanto centrale quanto quello della rappresentanza e del rapporto tra Stato e cittadino – afferma Di Biagio, rilevando come la ricerca di giuste soluzioni sia tanto più necessaria quanto più sia emersa la crisi dei rapporti tra cittadini e istituzioni, crisi che ha determinato una “forte disaffezione dei cittadini alla partecipazione al voto” e la cui distanza deve essere ricomposta. Per Di Biagio la strada per sanare questa frattura “è quella di coinvolgere direttamente i cittadini nel processo di formazione degli eletti e della classe dirigente, di fare crescere gli spazi in cui il popolo sovrano possa riappropriarsi dei diritti che, in sua vece, oggi vengono esercitati, con gli effetti degenerativi descritti dalle strutture e dalle burocrazie dei partiti politici”.

La difficoltà è data dalla “ricerca di equilibrio tra rappresentatività e governabilità”: “non bisogna appiattirsi su alcuno dei due poli della questione – mette in guardia Di Biagio, che ritiene insostenibile un ritorno al “proporzionale puro”, per le distorsioni di cui è stato fatto oggetto nel corso della nostra storia politica e perché bocciato dal referendum del 1993, e chiede cautela anche nella considerazione del sistema della preferenze e del sistema uninominale, che sarebbe oggi fortemente condizionato a suo avviso dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, oltre che da un contesto in cui la rappresentanza non è più legata al sistema partitico prima esistente.

A rendere ancora più problematica la valutazione, lo sfondo “pendente” di ampie questioni di natura istituzionale, come la forma di Governo del Paese, che necessiterebbero per il senatore di “scelte decise”.

“Non esiste un sistema ottimale o valido per tutte le stagioni storico-politiche di un Paese – prosegue, esprimendo la sua preferenza per un “sistema elettorale analogo a quello tedesco, sul modello del Budesrat, la cui adozione però – ammette, – pur adattabile alla realtà italiana, non trova oggi le condizioni per poter essere approvata”. “Prendo atto che la riforma, che nel concreto stiamo esaminando e che ha già avuto il vaglio della Camera, ha intrapreso un percorso diverso, che pure accetto, nella convinzione che vada migliorato – afferma Di Biagio, che passa poi a considerare il tema della circoscrizione estero, “vera acquisizione democratica del nostro sistema elettorale negli ultimi decenni”, che a suo dire è stato invece considerato con “molte superficialità, che tradiscono una non conoscenza e anche forse una non curanza di fatto della realtà estera”. Su tale questione ricorda come lui stesso e altri senatori eletti all’estero abbiano formulato “proposte razionali”, scontrandosi tuttavia “continuamente con una volontà di delegittimazione della rappresentanza”, episodi che lo inducono a suggerire di “uniformare” il sistema elettorale del voto all’estero a quello nazionale, soluzione che “consentirebbe di spendere meno ed eviterebbe i tanti problemi che hanno interessato finora il voto all’estero”.

“Tra i correttivi che sarebbe opportuno declinare in maniera adeguata – aggiunge, – c’è poi la questione del voto per gli italiani temporaneamente all’estero, un problema già emerso per le elezioni del 2013, in relazione agli studenti impegnati nel progetto Erasmus. Personalmente ritengo che sia opportuno intervenire anche su questa materia, che è stata anche oggetto di un disegno di legge a mia prima firma – ricorda Di Biagio – e a firma del senatore Della Zuanna, inquadrando pienamente questa categoria, che copre una platea di cittadini più ampia degli studenti Erasmus, riconoscendogli con adeguate modalità la possibilità di esercitare il proprio diritto di voto secondo le modalità sancite per tutti gli italiani”.

“Mi sento, infine, di fare un’ultima riflessione sulla fase storico-politica alla quale assistiamo, in cui il bipolarismo si è fatto polarizzazione, rendendosi odioso ai cittadini e, per certi versi, perdendo i suoi tratti significativi. Io resto un bipolarista convinto – afferma Di Biagio, – ma ritengo che il bipolarismo, che entra in una fase nuova, vada accompagnato, delineando quei contrappesi necessari ad evitare le derive autoritaristiche di chi vorrebbe farsi proprietario delle istituzioni”. L’invito all’Aula è quindi quello di “studiare con serenità i meccanismi ipotizzabili, per definire quelli che meglio si attaglierebbero alla nostra realtà e storia”. (Inform)

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