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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Aula la discussione della legge di stabilità e del bilancio dello Stato per gli anni 2015-2017 già approvati dalla Camera dei Deputati

SENATO DELLA REPUBBLICA

Francesco Giacobbe (Pd – ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) sollecita più risorse per l’insegnamento della lingua italiana all’estero, la promozione di attività culturali, le Camere di commercio e il processo di internazionalizzazione

 

ROMA – L’assemblea del Senato sta discutendo in questi giorni i provvedimenti recanti il bilancio di previsione dello Stato per il 2015, il bilancio pluriennale 2015-2017 e relativa nota di variazioni e la legge di stabilità, già approvati dalla Camera dei Deputati.

Per il 2015 si prevedono entrate finali per 515,7 miliardi di euro e spese finali per 569,3 miliardi. Il saldo netto da finanziare risulta quindi nel 2015 pari a -53,6 miliardi di euro. Un miglioramento è previsto nel biennio 2016-2017, con un saldo netto da finanziare in termini di competenza rispettivamente, pari a -25,5 miliardi di euro nel 2016 e a -13,5 miliardi di euro nel 2017. In termini di cassa, il saldo netto da finanziare è previsto pari a -113,2 miliardi di euro nel 2015, a -83,5 miliardi di euro nel 2016 e a -71,5 miliardi di euro nel 2017. Il risparmio pubblico, in termini di competenza, è atteso negativo nel 2015 e pari a -17,8 miliardi di euro, mentre torna su valori positivi nel biennio successivo e, precisamente, a +6,6 miliardi nel 2016 e a +18,3 miliardi nel 2017. In termini di cassa, lo stesso saldo segna, invece, una previsione di -75,4 miliardi di euro nel 2015, -50,8 miliardi nel 2016 e -39 miliardi nel 2016.

Segnaliamo nel corso della discussione generale sui provvedimenti l’intervento di Francesco Giacobbe, senatore eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, che ha evidenziato il ruolo delle collettività italiane all’estero nella promozione del made in Italy e sollecitato maggiori risorse anche per la cultura e la lingua italiana all’estero.

“Il Paese è in attesa di una svolta che riporti il nostro sistema economico a competere nel contesto internazionale – afferma Giacobbe, segnalando come la crescita sia possibile solo “attraverso l’adozione di un insieme di interventi espansivi di sostegno alla domanda ed ai redditi”. “La legge di stabilità – aggiunge – va in questa direzione in modo deciso, con una manovra espansiva sostenuta da un consistente taglio alle spese e nel rispetto degli stringenti vincoli di stabilità dei conti pubblici”. “Un ruolo importante nel processo di crescita è svolto dal valore dell’export italiano e dalle vendite all’estero – prosegue Giacobbe, – che si confermano asso trainante del made in Italy e questo grazie anche alla presenza di molti di noi che viviamo all’estero”. Il parlamentare residente in Australia chiede di mantenere legata la presenza di connazionali nel mondo al processo di internazionalizzazione di prodotti e servizi italiani, sottolineando come i primi siano stati e “per molti versi continuano ad essere i pionieri della diffusione di prodotti e servizi italiani, ambasciatori di fatto del made in Italy”, una realtà che costituisce un vantaggio competitivo e che sarebbe un errore ignorare.

“L’insegnamento della lingua italiana e la promozione di attività culturali sono mezzi molto più efficaci – afferma – per promuovere interessi in Italia e nel made in Italy di costose campagne pubblicitarie e, permettetemi di dire, sterili uffici, spesso di lusso e costosissimi, pieni di altrettanto costosi funzionari italiani che vi lavorano”. Si tratta di capitoli di spesa che per Giacobbe meritano più risorse, perché si tratta di un “investimento in grado di incrementare la domanda del made in Italy e di generare interesse per il nostro Paese quale destinazione turistica”. Anche in presenza di risorse limitate, il senatore ritiene si debba perciò investire nella “promozione dell’Italia come destinazione turistica e nell’incremento della domanda di prodotti e servizi made in Italy”. “Entrambi questi obiettivi – rileva – possono essere realizzati con una certa facilità: il grande patrimonio ambientale e culturale italiano, la qualità e la fantasia del made in Italy rendono il compito molto più facile. Il problema non è come vendere, ma come far arrivare il made in Italy all’estero e come generare interesse per il nostro Paese. Per questo penso che le poche risorse disponibili dovrebbero essere destinate all’insegnamento della lingua italiana all’estero, alla promozione di attività culturali, all’assistenza delle piccole e medie imprese italiane che producono il meglio del made in Italy nel processo di internazionalizzazione, prima in Italia e poi nei Paesi stranieri”. Un impegno che non va disperso con “interventi a pioggia”, ma legato a “criteri di performance, in base ai risultati raggiunti”.

“La legge di stabilità – prosegue – potrebbe anche risolvere, e ce lo auguriamo, l’annoso problema dei rimborsi Iva riconosciuti e dovuti, sulla base di numerose sentenze pronunciate dai tribunali italiani, alle aziende turistiche che operano nei Paesi extraeuropei. Se queste aziende che versano in una grave situazione finanziaria dovessero chiudere i battenti, oppure rivolgersi a mercati a loro più favorevoli, a perdere sarebbe solo l’economia italiana: pensate che un solo operatore in Australia manda in Italia oltre 45.000 persone all’anno”. Giacobbe chiede pertanto, per “cambiare verso”, l’inclusione del maxiemendamento alla legge di stabilità “delle proposte che noi senatori eletti all’estero abbiamo avanzato per l’insegnamento della lingua italiana, per la promozione di attività culturali, per il sostegno alle Camere di commercio e al processo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e per facilitare il lavoro delle agenzie turistiche”. Sollecitata inoltre una valutazione attenta e costante “dei risultati che derivano dall’utilizzo delle risorse destinate agli enti preposti alla promozione dell’internazionalizzazione del made in Italy, intervenendo immediatamente per assicurarne l’uso più efficace ed efficiente”. “Posso assicurare che, vivendo all’estero – conclude, – vigileremo con attenzione sui risultati conseguiti”. (Inform)

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