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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

In Aula il provvedimento di ratifica ed esecuzione della Convenzione tra Italia e Panama volta ed evitare doppie imposizioni sui redditi ed evasione fiscale

CAMERA DEI DEPUTATI

Illustra le linee generali il relatore Fabio Porta, presidente del Comitato per gli italiani all’estero e la promozione del sistema Paese

 

ROMA – Alla Camera dei Deputati l’illustrazione da parte di Fabio Porta, presidente del Comitato per gli italiani all’estero e la promozione del sistema Paese, del disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione tra Italia e Panama tesa ad evitare doppie imposizioni sul reddito ed evasione fiscale, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Roma e a Città di Panama il 30 dicembre 2010.

Dopo il sì della Commissione Affari Esteri (vedi http://comunicazioneinform.it/si-della-commissione-esteri-alla-ratifica-della-convenzione-tra-italia-e-panama-contro-le-doppie-imposizioni-sul-reddito-e-per-la-prevenzione-delle-evasioni-fiscali/), il relatore presenta in Aula le linee generali del provvedimento e segnala come la Convenzione in esame si discosti solo per taluni punti, in relazione ad aspetti particolari dei sistemi fiscali dei due Paesi, dagli schemi più recentemente accolti sul piano internazionale dall’Ocse. Ribadisce inoltre come “le norme introdotte da tale accordo potranno costituire un valido strumento giuridico-economico di riferimento per gli operatori economi italiani operanti nello Stato centroamericano, ponendoli in condizione di maggiore competitività con le imprese concorrenti degli altri Paesi industrializzati”.

Richiamato in particolare il superamento del segreto bancario in riferimento alla Repubblica di Panama, “tema assai importante ed attuale – sottolinea Porta – anche alla luce dei recenti scandali relativi a manovre di elusione fiscale”, mentre si precisa come il riferimento al concetto di “residente di uno Stato contraente” in relazione alle persone diverse da quelle fisiche, risponda al principio della “direzione effettiva”, “che corrisponde maggiormente ai principi della legislazione fiscale italiana”. Il relatore evidenzia inoltre le norme in materia di stabile organizzazione e, a proposito della tassazione dei redditi immobiliari, ricorda come essa sia prevista, “in base al modello Ocse, a favore del Paese in cui sono situati gli immobili, mentre, per quanto concerne il trattamento degli utili delle imprese, è stato accolto il principio generale secondo il quale gli stessi sono imponibili nello Stato di residenza dell’impresa, ad eccezione dei redditi prodotti per il tramite di una stabile organizzazione”. Richiamate anche le disposizioni che disciplinano le altre categorie di redditi di maggiore interesse, dividendi, interessi e canoni Porta precisa come uno degli aspetti fondamentali della Convenzione riguardi lo scambio di informazioni e rifletta su esso un nuovo orientamento della controparte panamense, in un’ottica di contrasto della manovre elusive. Segnala inoltre, tra i pareri favorevoli espressi dalle Commissioni, quello della Commissioni Affari costituzionali e Finanze, che ha sottolineato la rilevanza della Convenzione anche ai fini della eliminazione dei paradisi fiscali e dell’incremento di gettito, auspicandone una rapida approvazione quale base legale per chiedere a Panama la trasmissione di informazioni rilevanti per la tutela degli interessi erariali. Richiamati infine gli oneri derivanti dall’attuazione dell’accordo, stimati in 380.000 euro annui imputabili alla ridefinizione e a una diminuzione del gettito per interessi, dividendi e canoni. Il relatore auspica dunque una rapida approvazione del provvedimento che – ricorda – si affiancherà all’accordo bilaterale per la promozione e protezione degli investimenti, già entrato in vigore, e che consoliderà il quadro giuridico che disciplina l’intensa cooperazione economica tra Italia e Panama. (Inform)

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