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Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova sul “Travel Ban” disposto dalle autorità degli Stati Uniti per via dell’aggravarsi del quadro pandemico: massima attenzione della Farnesina per il progressivo superamento delle restrizioni

CAMERA DEI DEPUTATI

 

In Commissione Esteri un’interrogazione di Andrea Delmastro delle Vedove (Fdi) ritorna sulle difficoltà per i connazionali, sollecitando soluzioni per giungere alla reciprocità nella modalità di spostamento

 

ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ha risposto in Commissione Esteri alla Camera dei deputati all’interrogazione di Andrea Delmastro delle Vedove (Fdi) sul “Travel Ban” disposto dalle autorità degli Stati Uniti per via dell’aggravarsi del quadro pandemico locale.

Delmastro Delle Vedove ricorda infatti che gli Usa hanno deciso di non revocare a breve termine le restrizioni all’accesso sul territorio americano introdotte per arginare il contagio da Covid 19 e che resta dunque vietato l’ingresso per chi abbia soggiornato, nei 14 giorni precedenti, in alcuni Paesi tra i quali i 26 dell’area Schengen. Tale divieto riguarda “tutti i possessori di visti lavorativi come molti lavoratori italiani ed europei, che si vedono negati il diritto di rimettere piede nella nazione in cui hanno famiglia e lavorano”; tra essi vi sono “studenti, ricercatori, medici, manager, investitori, imprenditori, impiegati e molti che, per urgenti motivi familiari, sono ritornati in Italia e non riescono più a varcare il confine degli Stati Uniti – segnala l’interrogante, oppure “connazionali bloccati negli Usa che non possono ritornare in Italia per paura di non poter più rientrare negli Stati Uniti”.

Ricordando anche che “dal 16 maggio scorso gli Stati dell’Ue hanno aperto i confini comunitari ai turisti americani vaccinati o che presentano un tampone negative”, Delle Vedove chiede “cosa intenda fare e cosa abbia già fatto il Governo affinché venga riconosciuta la condizione di reciprocità nelle modalità di spostamento da e per gli Usa, con particolare riferimento alla situazione dei nostri connazionali bloccati in Italia o in Usa”.

Il Sottosegretario sottolinea che “il tema delle limitazioni agli ingressi negli Stati Uniti dall’Area Schengen continua a essere seguito con la massima attenzione dalla Farnesina e dalla nostra Ambasciata a Washington” e che “si tratta di una problematica che interessa non solo l’Italia, ma tutti i Paesi dell’Unione”.

Pur afferendo la gestione degli ingressi “alla sovranità esclusiva di ogni singolo Stato, abbiamo costantemente sollevato la questione della reciprocità sull’argomento, sia in ambito di Unione europea, sia in occasione di incontri politici bilaterali di vertice, da ultimo nel corso dell’incontro tra il ministro Luigi Di Maio e il segretario di Stato americano Antony Blinken del 27 giugno – ricorda Della Vedova, segnalando inoltre che “la nostra Ambasciata a Washington, anche in stretto coordinamento con la Delegazione dell’Unione europea e con i partner Ue e Schengen, ha regolarmente affrontato il problema ai più alti livelli con il Dipartimento di Stato e con il Dipartimento per la Sicurezza Interna”. “Anche grazie a questa intensa attività di sensibilizzazione, il Dipartimento di Stato Usa, a luglio, ha ampliato le fattispecie di visti suscettibili di valutazione di ‘interesse nazionale’ – National Interest Exception – includendo alcune categorie aggiuntive di ricercatori, studenti, investitori e operatori economici. Nell’ambito della nuova Agenda Transatlantica Congiunta, lanciata al vertice Unione europea – Stati Uniti del 15 giugno, è stato inoltre istituito un gruppo di lavoro ad hoc, il Working Group on the Resumption of Travel, finalizzato allo scambio di informazioni e conoscenze per ritornare a condizioni di viaggio sicure e sostenibili tra le due sponde dell’Atlantico – prosegue il Sottosegretario, evidenziando come in questa sede si siano fatte presenti “le difficoltà create dai lunghi tempi che i Consolati americani impiegano nel processare le pratiche di visto e le richieste di National Interest Exception”.

Della Vedova assicura che a tal proposito “gli Stati Uniti si sono impegnati a individuare delle soluzioni per alleggerire i carichi di arretrati della loro rete consolare e rendere più spedite le trattazioni delle richieste in questione”, tra cui rientrerebbe anche “la recente decisione del Dipartimento di Stato sulla proroga della validità dell’«eccezione per interesse nazionale» fino a 12 mesi con effetto retroattivo, e la previsione che il riconoscimento di questa eccezione consenta ingressi multipli nel Paese”.

“La nostra Ambasciata a Washington, insieme agli altri partner europei, in occasione di un recente incontro, è tornata a sensibilizzare il segretario di Stato Blinken sull’argomento. Egli – ribadisce il Sottosegretario – si è mostrato consapevole della crescente pressione e ha confermato l’attenzione e il senso d’urgenza con cui l’Amministrazione segue il tema, rispetto al quale gli Stati Uniti continueranno a basarsi sui dati e sulle valutazioni della comunità scientifica”.

“L’approccio dell’Amministrazione Biden sulle restrizioni all’ingresso negli Ua, finora improntato a forte cautela, continuerà, con ogni probabilità, a essere modulato in base all’evoluzione del quadro epidemiologico e vaccinale, come del resto stanno facendo tutti i Paesi del mondo – aggiunge Della Vedova, assicurando l’impegno della Farnesina a “far sì che le difficoltà riscontrate dai nostri connazionali possano essere progressivamente superate, con l’auspicio che una positiva evoluzione dell’emergenza sanitaria possa contribuire al pieno ripristino della mobilità da e verso gli Stati Uniti”. In sede di replica, Delmastro Delle Vedove, si dichiara parzialmente soddisfatto della risposta del Governo. (Inform)

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