direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il sì dell’Aula alle modifiche della legge in materia di cittadinanza italiana

CAMERA DEI DEPUTATI

Il testo, approvato con 310 voti, affianca allo ius sanguinis lo ius soli e lo ius culturae. Tra le dichiarazioni di voto anche quella di Renata Bueno (Misto), eletta nella ripartizione America meridionale

ROMA – La Camera dei Deputati ha approvato ieri con 310 voti a favore, 66 contrari e 83 astenuti il provvedimento che modifica la legge in materia di cittadinanza italiana (la n. 91 del 1992) affiancando allo ius sanguinis, la trasmissione della cittadinanza dai genitori ai figli, lo ius soli, connesso al luogo di nascita, e lo ius culturae, legato al percorso scolastico compiuto nel Paese “d’adozione”.

La nuova norma prevede infatti che possano diventare cittadini italiani coloro che sono nati in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per i soggiornanti di lungo periodo (attraverso dichiarazione di volontà di un genitore o entro due anni dal raggiungimento della maggiore età da parte del soggetto interessato). Può ottenere la cittadinanza italiana anche il minore straniero, nato in Italia o ivi residente da prima del suo 12° anno di età, che abbia frequentato regolarmente per almeno cinque anni nel territorio nazionale uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali idonei al conseguimento di una qualifica professionale.

In Aula, tra le dichiarazioni di voto favorevoli al provvedimento anche quella di Renata Bueno (Misto), deputata eletta nella ripartizione America meridionale, che ha richiamato deputati e governo ad una maggiore attenzione nei confronti degli italiani all’estero. “Un’altra Italia fuori dall’Italia – ha affermato Bueno, ricordando i 60 milioni di cittadini di origine italiana nel mondo che spesso non possono accedere al riconoscimento di tale status, pur riconosciuto dalla legge italiana, per il ritardo delle procedure burocratiche, con tempistiche che in Brasile – segnala – possono arrivare sino a 10 anni. Una situazione – rileva – che non è mutata nonostante l’avvicendarsi di diversi governi. La deputata lamenta anche in questo provvedimento l’assenza di un “adeguato riconoscimento” rivolto agli italiani all’estero, vista la bocciatura degli emendamenti loro riguardanti (sulla trasmissione della cittadinanza italiana ai figli di donne emigrate nati prima del 1948 e per i residenti dei territori appartenuti all’ex impero austro-ungarico e loro discendenti).

Pur apprezzando i passi avanti compiuti dal governo guidato da Matteo Renzi, Bueno ritiene necessario un “cambio di mentalità per dare l’attenzione necessaria a quelli che sono i veri italiani, sangue del sangue, a prescindere dal luogo in cui vivono”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform