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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il servizio “Inviti al rimpatrio” trasmesso da Radio Colonia il 19 settembre scorso

ITALIANI ALL’ESTERO

Precisazioni del caporedattore a seguito di interpretazioni rilanciate da parte di alcuni giornali italiani

 

COLONIA – Radio Colonia, la trasmissione in lingua italiana dell’emittente pubblica  Cosmo/Wdr, prende le distanze da alcune interpretazioni formulate dalla stampa italiana in merito al servizio “Inviti al rimpatrio” di Luciana Mella andato in onda mercoledì 19 settembre.

Il tema è quello relativo alle prestazioni assistenziali dello Stato tedesco e all’avviso recapitato ad alcuni connazionali in cui li si invita a lasciare il Paese, venendo meno i requisiti previsti dalla legge per l’erogazione del sussidio di disoccupazione.

Nei chiarimenti diffusi dal caporedattore di Radio Colonia si precisa come “stando alle nostre stime, nell’arco di un anno (agosto 2017- agosto 2018), sono circa un centinaio le lettere recapitate ad italiani in cui si prospetta un eventuale rimpatrio”. “Il numero è circoscritto e non si tratta certamente di un fenomeno di massa, come alcuni organi di stampa hanno voluto riportare”.

Per quanto riguarda i possibili destinatari delle lettere, la nota precisa che “in base alla vigente normativa tedesca, dopo un anno di lavoro, si matura il diritto al sussidio di disoccupazione, che ha la durata di 6 mesi. Per altri 6 mesi, nel caso se ne faccia richiesta, si possono percepire prestazioni di sostegno sociale. Superato questo periodo, se non si risiede in Germania da almeno cinque anni, o si svolge una prestazione lavorativa di almeno 10,5 ore settimanali, non vengono più erogate prestazioni assistenziali. Succede quindi che alcuni Comuni, dopo aver ricevuto l’informazione da parte dei Jobcenter (gli uffici del lavoro locali) di richieste di rinnovo di aiuto sociale, oltre i 6 mesi garantiti, venendo a mancare i requisiti previsti dalla legge (come detto, 5 anni di residenza o prestazione lavorativa di almeno 10,5 ore settimanali), consiglino agli italiani, e agli altri stranieri di origine europea, di lasciare il Paese, a meno che non dimostrino di essere alla ricerca di un lavoro”.

“Discutibile è che alcuni Comuni, a fronte di una legittima negazione di una prestazione sociale, facciano seguire l’invito a lasciare il territorio federale, pur trattandosi di cittadini comunitari – prosegue la nota, precisando comunque che “di fronte a titoli di giornali, secondo i quali la Germania caccerebbe gli italiani poveri dal proprio territorio, degli oltre 700.000 italiani residenti in Germania, circa 70.000 percepiscono in modo pieno e legittimo un sussidio sociale”. (Inform)

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