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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il senatore del Pd Francesco Giacobbe: “No alla riduzione dei rappresentanti degli italiani all’estero”

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

A favore del referendum contro la riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari

 

ROMA – “Sono passati alcuni mesi dall’approvazione definitiva della riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari. Vengono ridotti i parlamenti eletti all’estero, infatti si prevede una rappresentanza numerica di 4 senatori e 8 deputati.  La mia contrarietà al taglio del numero dei parlamentari è determinata dal fatto che non si dovrebbe mai risparmiare sulla rappresentanza politica, peraltro il risparmio economico, in questo caso, sarebbe davvero irrisorio, come è stato dimostrato da importanti istituti di ricerca e analisi. Non si risparmia sulla democrazia”. Lo afferma in una nota il senatore del Pd Francesco Giacobbe , eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.

“Sosterrò – prosegue Giacobbe – insieme ai miei colleghi senatori che lo hanno già avviato l’iter di raccolta delle firme per l’avvio del Referendum Popolare, previsto dall’art. 138, secondo comma, della Costituzione. In sede di discussione del Disegno di legge costituzionale avevo presentato due emendamenti dove si chiedeva che la riduzione non riguardasse la rappresentanza estero. Non una presa di posizione fine a sé stessa ma avvalorata dal fatto che già oggi la rappresentanza è numericamente sottostimata.

Non potevo allora e non posso accettare che passi l’idea per cui la rappresentanza degli italiani all’estero si riduca ad un mero simbolo nelle istituzioni ribadisco che il valore della rappresentanza è importante per l’Italia per l’immagine del nostro Paese nel Mondo. Spero – continua il senatore – che oltre alla mia netta opposizione si possa levare un grido anche da parte delle nostre Comunità che verrebbero penalizzate da una idea sbagliata che sottende a tutto questo. Ancora per la rappresentanza all’estero due ragioni mi guidano a firmare per la richiesta del referendum: I numeri: in Italia alla Camera il quoziente di rappresentanza sarebbe di 151.000 elettori, all’estero di 687.500 (+4,5), mentre al Senato in Italia di 302.000 elettori, all’estero di 1.375.000. Eppure, in nessuna parte della Costituzione sta scritto che i cittadini italiani sono diversi sulla base della residenza territoriale; un rapporto così squilibrato tra eletto ed elettori all’estero significherebbe rendere puramente simbolica la partecipazione dei cittadini all’estero alla vita democratica del Paese; ancor più il rischio che si corre è che nella possibile nuova ripartizione dei seggi alcune aree del mondo potrebbero perdere la loro rappresentanza diretta”.

“Oggi – conclude Gicobbe – ho aggiunto la mia firma alla richiesta di referendum permettendo così di raggiungere il limite delle firme richieste. Credo che consentire ai cittadini Italiani dentro e fuori i confini della Patria di esprimersi su una riforma così importante, va oltre il merito di qualsiasi posizione politica. Consentire l’indizione del Referendum Popolare è un gesto di grande sensibilità istituzionale, perché permette ai cittadini di esprimersi direttamente e partecipare alla formazione di un importante processo di riforma costituzionale”. (Inform)

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