direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il presidente Porta parla delleaudizioni di Vincenzo De Luca (Maeci) e Michele Schiavone (Cgie) sui profili attuativi della legge “Buona Scuola” riguardanti il sistema dell’insegnamento della lingua italiana all’estero

LINGUA E CULTURA ITALIANA

Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese

“Gli enti gestori vengano definiti in maniera più esplicita dal decreto attuativo… La riorganizzazione dell’insegnamento all’estero della nostra lingua rappresenta un fatto positivo, però questo a condizione lo che si faccia tenendo conto della pluralità e della ricchezza di questo settore, quindi non solo dal punto di vista della scuola italiana all’estero ma anche dei soggetti privati come gli enti gestori”

 

ROMA –  Si sono svolte ieri alla Camera dei Deputati, presso il Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese, due audizioni informali sui profili attuativi della legge 13 luglio 2015, n. 107,denominata “Buona scuola”,  con riferimento al sistema della scuola italiana all’estero. Al primo incontro ha partecipato il direttore generale del Maeci per la Promozione del Sistema Paese Vincenzo De Luca. La seconda audizione ha visto l’intervento del segretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero Michele Schiavone.

Per inquadrare meglio nella dinamica parlamentare queste audizioni e fare il punto sugli argomenti trattati durante gli incontri abbiamo rivolto alcune domande al presidente del Comitato della Camera sugli italiani nel mondo Fabio Porta.

On. Porta, la legge sulla “Buona scuola” inciderà profondamente anche sull’insegnamento della lingua italiana all’estero. Come si sta evolvendo il dibattito parlamentare sul decreto attuativo della riforma che riguarda direttamente questo settore? 

“Nella seduta congiunta, svoltasi giovedì scorso, fra la Commissione Esteri e la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, si è deciso di porre in essere due audizioni specifiche per quanto riguarda l’insegnamento della lingua italiana all’estero e tutti i collegamenti alla riforma della ‘buona scuola’ di questo settore. Si è pensato di realizzare una prima audizione con il direttore generale per la promozione del Sistema Paese del Maeci, in quanto questa direzione dopo la riforma dell’organizzazione della Farnesina è l’unica responsabile per il coordinamento delle politiche per la promozione all’estero della cultura e della lingua italiana, e una seconda audizione con il segretario generale del Cgie in particolare per quanto riguarda l’attuazione all’estero della riforma rispetto agli enti gestori dei corsi di lingua italiana. Questi incontri rientrano nel ciclo di audizioni che sta svolgendo prevalentemente la Commissione Cultura in quanto otto decreti su sette riguardano tematiche relative alla scuole in Italia. Un solo decreto concerne l’insegnamento della lingua all’estero e su questa tematica giustamente la Commissione  Esteri ha chiesto di avere una voce in capitolo decidendo di svolgere due audizioni presso il Comitato italiani nel mondo . Ricordo inoltre che queste audizioni sono importanti perché i pareri che verranno redatti a seguito del lavoro delle Commissioni diverranno,  come ha detto lo stesso ministro della Pubblica Istruzione nell’ambito del Consiglio dei ministri, un vincolo per il Governo nell’interpretazione e nell’attuazione dei decreti “buona scuola”. Una volta terminate le audizioni che proseguono in Commissione Cultura , nei seguiremo anche le altre audizioni in quanto potrebbero emergere questioni relative alla realtà all’estero, credo che si andrà avanti rapidamente per i pareri finali delle Commissioni  Esteri e Cultura che potrebbero essere , ma questo non è ancora stato deciso, anche espressi in maniera congiunta.

Questo per quanto riguarda il percorso parlamentare della riforma, ma quali punti sono stati affrontati nel corso delle due audizioni svoltesi presso il Comitato per gli italiani all’estero con il dirigente del Maeci e il segretario generale del Cgie?

Nella sua audizione il direttore generale per la Promozione del Sistema Paese Vincenzo De Luca ci ha illustrato come il  ministero, anche alla luce della sua riorganizzazione interna, intenda affrontare e seguire tutto questo settore. Il direttore generale si è detto d’accordo su quanto avevo anticipato nella mia introduzione all’audizione e cioè la necessità di dare nell’attuazione del decreto e nella riorganizzazione che ne consegue un’attenzione particolare agli enti gestori che hanno costituito e costituiscono un elemento fondamentale per la promozione della lingua italiana all’estero. Anche il segretario generale del Cgie ha sottolineato con forza la necessità di valorizzare il lavoro degli enti gestori. Schiavone con una certa preoccupazione ha evidenziato l’esigenza di utilizzare le risorse che sono state sia approvate in legge di bilancio, ma anche promesse dal Governo per queste politiche nel corso dell’anno. Vi sono poi altri punti,  che avevo illustrato nel mio discorso introduttivo anche a nome del Comitato, che mi sembrano siano stati recepiti da De Luca e Schiavone. In primo luogo che la riorganizzazione dell’insegnamento all’estero della lingua italiana rappresenta un fatto positivo, e quindi che il decreto stia cercando di coordinare meglio, di aggiornare e anche di razionalizzare gli interventi che come sappiamo sono fatti da vari soggetti ed enti. Però questo a condizione lo che si faccia tenendo conto della pluralità e della ricchezza di questo settore, quindi non solo dal punto di vista della scuola italiana all’estero ma anche dei soggetti privati come gli enti gestori. Un secondo punto è quello della valorizzazione, sia dal punto di vista della quantità che della qualità del peso degli Enti gestori, che oggi sono responsabili per almeno 300.000 studenti e che corrispondono a più dell’80 % dei percettori dei corsi di lingua. Un altro aspetto è quello della valorizzazione del personale assunto in loco che diventa sempre più importante non solo per la razionalizzazione dei costi, ma anche per lo sviluppo del rapporto fra l’insegnamento e le realtà territoriali. Per ultimo voglio ricordare la questione del personale di ruolo del ministero della Pubblica Istruzione distaccato presso il Maeci che in questi anni ha lavorato coordinando i corsi di lingua dal ministero degli Esteri. Un patrimonio importante di competenze ed esperienza, questo personale tiene i rapporti con le scuole, i professori e gli enti gestori cioè coloro che conoscono le realtà all’estero,  che nell’azione di riorganizzazione di questo settore va valorizzato e tenuto nel dovuto conto.

Come si è evoluto il dibattito durante le audizioni e vi sono altri argomenti da segnalare?

Le audizioni sono state improntate all’ascolto, da parte dei parlamentari, delle indicazioni provenienti su questa materia dal Maeci e dal Cgie. Voglio però evidenziare un altro punto e cioè l’esigenza che gli enti gestori vengano definiti in maniera più esplicita dal decreto attuativo della “Buona scuola”che li riguarda. Il decreto li cita infatti soltanto in un paio di passaggi, mentre dovrebbe riferirsi a loro in maniera più chiara, soprattutto tutte le volte che nel testo si parla di enti senza fine di lucro che all’estero sono responsabili per l’insegnamento della lingua e cultura italiana. Gli enti gestori vanno individuati in maniera meno vaga e quindi penso che il parere delle Commissioni servirà a chiarire che il decreto, tutte le volte che si riferisce ad entità senza fine di lucro che a vario titolo all’estero si occupano della promozione delle lingua italiana, sta parlando in maniera prevalente degli enti gestori. (Goffedo Morgia -Inform)

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