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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente Mattarella al Simposio COTEC “Sovranità tecnologica”: “L’Europa deve riorientare profondamente i suoi sforzi collettivi per colmare il divario di innovazione”

QUIRINALE

 

(Fonte foto Presidenza della Repubblica)

LAS PALMAS DE GRAN CANARIA- “Ancora una volta è stato scelto un tema di grande rilevanza e attualità, che si inserisce nella riflessione strategica in corso a Bruxelles e su cui è intervenuto recentemente, con un rapporto autorevole anche Mario Draghi. In quel rapporto ,centrato come tutti sappiamo sulla competitività europea , il divario di produttività tra Unione Europea, Stati Uniti e Cina è imputato principalmente al settore tecnologico”.  Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Presidente Onorario Cotec Italia intervenendo al XVII Simposio COTEC Europa dedicato alla ‘sovranità tecnologica’ organizzato dalle Cotec di Portogallo, Spagna e Italia a Las Palmas de Gran Canaria in Spagna. Il Simposio si è tenuto al Teatro Pérez Galdós alla presenza del Re Felipe VI, Presidente Onorario Cotec Spagna. “L’Unione Europea è debole nelle tecnologie emergenti, quelle che guideranno la crescita futura” ha aggiunto il Capo dello Stato avvertendo che l’Europa deve “riorientare profondamente i suoi sforzi collettivi per colmare il divario di innovazione”. “Un bilancio demografico, con sempre meno giovani, certamente – ha continuato Mattarella – costituisce motivo di allarme per il futuro. È dalle nuove generazioni che arriva la spinta al cambiamento e all’innovazione. Ma mentre è utile porre in atto ogni possibile correttivo per invertire un trend così squilibrato, occorre, nel contempo, attivare politiche nei settori della formazione e della ricerca che affrontino il problema del divario tecnologico oggi, sollecitando il sistema industriale europeo a innovare, per essere resiliente e competitivo. Nelle imprese in ampia parte crescono i talenti dell’innovazione. L’Europa – ha rimarcato – deve fortemente accelerare, attuando misure che consentano di promuovere la sua capacità industriale nei settori ad alto contenuto tecnologico”. Il Presidente della Repubblica ha ricordato come “la supremazia tecnologica sia una componente rilevante nel rapporto tra gli Stati” e come “il trasferimento delle tecnologie tra Paesi sia sempre stato un segno di fiducia e di condivisione, di crescita”. E “in questa corsa, l’Europa deve poter competere a parità di condizioni e si impone, in questo senso, la capacità di dar vita a ‘campioni’ europei, espressione di sovranità condivisa”. “Le politiche pubbliche hanno, infatti, un ruolo determinante, sia sul terreno delle regole, sia nella creazione di condizioni utili a far crescere il mondo della ricerca e la correlata capacità di trasformare le nuove conoscenze in valore e in impresa”. Ma “per restare competitivi servono risorse”: “anzitutto fondi per i nostri sistemi educativi e per la ricerca – e in Italia permane un significativo deficit di istruzione nell’ambito delle lauree Stem (science, technology, engineering and mathematics) – oltre a intese che assicurino l’approvvigionamento delle materie prime indispensabili per la produzione delle nuove tecnologie”. “La sovranità in campo tecnologico si nutre di questi fatti e di cooperazione, perché non è indifferente la questione della internazionalizzazione della ricerca e degli investimenti relativi, della tutela del valore strategico di alcuni ambiti”, ha detto Mattarella facendo riferimento ad aerospazio, digitalizzazione, intelligenza artificiale e ai temi della difesa e della sicurezza. “L’apertura e la capacità di inclusione proprie alla cooperazione scientifica internazionale sono fattori essenziali perché l’accesso all’innovazione non resti prerogativa esclusiva di alcuni Paesi, ma contribuisca allo sviluppo e alla crescita equa e collettiva” ha detto Mattarella. Che ha concluso: “L’innovazione al servizio del progresso opera con efficacia all’interno di regimi liberi e democratici che hanno al centro la dignità della persona: in questo l’Europa ha il suo punto di forza e la sua caratteristica. Spagna, Portogallo e Italia possono sviluppare un’azione di stimolo importante nell’Unione europea. Il Simposio è un incoraggiamento, è una spinta in questa direzione”.(Inform)

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