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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente Fico all’evento “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Legge di Bilancio 2021 e lo sviluppo sostenibile”

CAMERA DEI DEPUTATI

Incontro organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)

ROMA – Il Presidente della Came4ra dei Deputati, Roberto Fico, è intervenuto alla presentazione del rapporto annuale dell’Asvis concernente l’impatto della legge di Bilancio sugli obiettivi di sviluppo sostenibile che quest’anno opera anche una prima valutazione delle misure contenute dal progetto di Programma nazionale per la ripresa e la resilienza. Erano presenti anche i ministri Bonetti, Colao e Cingolani. L’analisi dell’Asvis  – ha esordito Fico – è particolarmente preziosa nello scenario politico e istituzionale interno ed internazionale. Sul piano interno, ricordo che il nuovo Governo ha inteso riservare allo sviluppo sostenibile una rilevanza centrale sin dalla sua formazione, così come esplicitato dal Presidente Draghi nelle dichiarazioni programmatiche. Queste dichiarazioni trovano poi riscontro in alcuni dei primi atti del nuovo Governo. Mi riferisco alla nomina di un Ministro per la transizione ecologica – il professor Cingolani oggi qui presente – preposto ad un nuovo e apposito dicastero, come pure alla ridenominazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in “Ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili”. E mi riferisco anche all’istituzione presso la Presidenza del Consiglio del Comitato interministeriale per la transizione ecologica. Un organo che ha il compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali in questo campo e di adottare a questo scopo, nei prossimi tre mesi, il Piano per la transizione ecologica.

Questo importante comitato dovrà coordinare le politiche in materia di mobilità sostenibile, contrasto al dissesto idrogeologico e al consumo del suolo, risorse idriche e relative infrastrutture, qualità dell’aria ed economia circolare, individuando le azioni, le misure, le fonti di finanziamento e il relativo cronoprogramma. Siamo ora chiamati tutti – a partire da Parlamento e Governo – a utilizzare al meglio questo nuovo assetto istituzionale per fare un salto di qualità decisivo verso un cambiamento del nostro modello di sviluppo in senso economicamente e socialmente sostenibile. È un impegno, anzi una vera e propria missione. Occorre – ne siamo consapevoli – uno sforzo concertato di tutto il Paese, uno sforzo certamente notevole, tanto più nella fase difficile che stiamo attraversando. Proprio l’Asvis – nel Rapporto sullo Sviluppo Sostenibile 2020 – ha evidenziato come la crisi provocata dalla pandemia abbia determinato a livello globale un arretramento nel cammino verso l’attuazione dell’Agenda 2030.

La crisi ha inciso negativamente sul capitale economico, umano e sociale. Ha infatti ridotto la capacità produttiva, gli investimenti, i redditi. Ha inciso su disoccupazione e sottoccupazione, nonché su scuola, università ed attività formative. E ha ridotto tutte le forme di interazione e relazione. La transizione verso un modello sostenibile è l’unica via per garantire un benessere durevole ed equo alle prossime generazioni. Dobbiamo pertanto riconvertire il nostro sistema industriale e ricorrere a fonti di energia pulita e a basso costo. Dobbiamo utilizzare tutte le potenzialità dell’innovazione tecnologica ma in modo oculato, senza trascurarne l’impronta ecologica. Ridurre le diseguaglianze, lottare contro la povertà, garantendo a tutti risorse adeguate per una vita dignitosa. Così facendo potremo creare posti di lavoro sostenibili e duraturi e strutturare tutele sociali avanzate, anziché competere sui mercati internazionali abbassando i salari e gli standard sociali.

Ci siamo dotati di strumenti istituzionali adeguati a questo scopo. Ed abbiamo ora anche i mezzi finanziari necessari, grazie agli oltre 200 miliardi destinati all’Italia dai programmi della Next Generation Eu di cui il Piano nazionale per la ripresa e la resilienza stabilirà la destinazione e gestione. Come sappiamo ogni Stato deve destinare almeno il 37% della dotazione complessiva alla transizione verde che, infatti, costituisce uno dei tre assi di intervento del progetto di Piano trasmesso alle Camere nello scorso gennaio.

Nella parte conclusiva del suo intervento, Fico ha ricordato che fino alla fine del 2021, l’Italia eserciterà per la prima volta la Presidenza del G20, incentrato intorno al rilancio di una crescita verde e sostenibile a beneficio di tutti. Inoltre, insieme al Regno Unito l’Italia organizzerà la Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (Cop 26).

Nella cornice del G20 e della Cop26, la Camera intende organizzare, unitamente al Senato e d’intesa con il Parlamento britannico, un apposito incontro interparlamentare per promuovere una risposta internazionale ai problemi legati ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile che sono per loro natura globali. Siamo dunque in una congiuntura interna e globale quanto mai difficile ma al tempo stesso piena di opportunità per operare la transizione ecologica e sostenibile. E sono certo – ha concluso Fico – che il nostro Paese saprà non sprecare questa occasione. (Inform)

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