direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi in audizione alla Commissione Esteri

CAMERA DEI DEPUTATI

ROMA – La Commissione Esteri della Camera, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge sull’istituzione di una Commissione parlamentare per le questioni degli italiani all’estero, ha svolto l’audizione del Presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi. La Società fu fondata nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosué Carducci ed è ente morale per un Regio Decreto del 1893. Il suo obiettivo primario è la diffusione della cultura e della lingua italiana nel mondo rafforzando i legami tra gli emigrati e la Madrepatria e al contempo consentendo agli stranieri di avvicinarsi alla nostra cultura. La Società ha ad oggi 400 Comitati nel mondo con una concentrazione forte in Europa, in America Latina e in Africa; non è presente in Cina e fatica a spiccare il volo negli Usa.

“Quando circa cinque anni fa ho assunto la Presidenza della Dante Alighieri mi sono trovato di fronte ad una società nobile ma ferma. Da una parte c’era un movimento centrifugo dei Comitati, dall’altra un insieme di soci fondamentalmente ital-nostalgici cioè provenienti da storie di emigrazione con un legame di nostalgia verso il Paese. Lo sforzo fatto in questi anni è stato coronato dal Congresso di Buenos Aires del luglio 2019 passando dagli ital-nostalgici agli ital-simpatici, incorporando tutto ciò che è Italia nella lingua. C’è stata quindi una metamorfosi dei Comitati, con il rafforzamento delle scuole già esistenti ed aprendone altre”, ha spiegato Riccardi sottolineando in cosa consista l’autonomia dei Comitati anche sotto l’aspetto finanziario. “Il Comitato di Rosario per esempio ha un bilancio di 9 milioni di euro ”, ha ricordato Riccardi sottolineando la  forte presenza in Argentina della Dante con cento sedi e più di mille docenti. Riccardi ha poi parlato del rilancio dell’insegnamento anche nei Balcani e soprattutto in Albania; si sta lavorando su Mosca, mentre in Africa c’è stato un problema con la Scuola di Asmara che è stata chiusa per una questione tra il Governo e l’Ambasciata.

Riccardi ha lamentato inoltre la differenza di trattamento economico, ossia di fondi percepiti dalla Dante, rispetto a quanto avviene tra gli omologhi istituti stranieri ed i rispettivi Stati: ha citato il British Council, il Goethe Institut, il Cervantes ma anche il portoghese Camões: quest’ultimo, come ha evidenziato Riccardi, percepisce dal Portogallo circa 16 milioni mentre quello della Dante è passato dai 300 mila euro annui di cinque anni fa alla soglia dei 3 milioni. Comunque pochi rispetto ai competitor europei. “C’è una grande richiesta di insegnamento di lingua italiana, ma se lo studente non trova una risposta soddisfacente cambia, perché l’italiano non è una necessità come lo può essere l’inglese. Quindi il nostro lavoro è stato quello di innalzare l’offerta creando nei Comitati una capacità di attrazione”, ha spiegato Riccardi evidenziando come il lockdown abbia messo in crisi l’insegnamento che avveniva per lo più in presenza. “Per l’anniversario dantesco del 2021 vorremmo lanciare una grande piattaforma e abbiamo già la collaborazione del Maeci e del Ministero dell’Università per arrivare a una formazione degna e competitiva rispetto agli istituti omologhi europei, supportando i Comitati con una serie di prodotti culturali”, ha aggiunto Riccardi.

Il Segretario generale della Dante Alighieri Alessandro Masi, ha sottolineato l’importanza dei certificati di lingua secondo i parametri europei soprattutto per le terze e quarte generazioni di italo-discendenti. Il deputato Piero Fassino (Pd) ha rievocato il problema di “non avere nell’italiano una lingua business, come può esserlo l’anglofona, pur tuttavia la nostra lingua possiede un soft-power importante”. Massimo Ungaro (IV), eletto nella ripartizione Europa , ha chiesto quali strategie si prospettano per il futuro considerato che la Dante e gli Istituti di Cultura rischiano di avere un ruolo frammentario rispetto all’unitarietà d’azione che possono avere un British Council o un Goethe Institut, i quali appunto accorpano in sé tutte queste funzioni. “Come implementare l’attrazione verso la nostra lingua e cultura più che l’appartenenza?”, ha quindi chiesto Ungaro. “Una risorsa in più di carattere non solo nostalgico ma dinamico è rappresentata dai nuovi expat e proprio da loro è venuta domanda di rinnovamento”, ha spiegato Riccardi sottolineando come storicamente una certa concorrenza tra la Dante e gli Istituti di Cultura sia stata determinata dal fatto che un tempo la Dante aveva una sorta di “monopolio” nell’insegnamento della lingua e della cultura italiana. “La nostra strategia è stata quella di riunificare questa frammentarietà e alle riunioni dei direttori degli Istituti di Cultura siamo presenti”, ha concluso Riccardi. (Inform)

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