MOVIMENTI POLITICI
A Palazzo Grazioli un colloquio cui ha partecipato anche il responsabile forzista per gli Italiani nel mondo Vittorio Pessina
ROMA – Si è svolto nei giorni scorsi a Roma un incontro tra il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il responsabile del partito per gli Italiani nel mondo, Vittorio Pessina e il presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero (Maie) Ricardo Merlo.
Nel corso dell’incontro Merlo è stato fortemente critico in relazione all’impegno dei governi che si sono succeduti dal 2006 ad oggi in favore dei connazionali residenti all’estero ed ha presentato una bozza di programma contenente le politiche a riguardo promosse dal Maie.
A Pessina Merlo ha riconosciuto il merito di “aver favorito questa opportunità di confronto con Berlusconi, con cui – ha aggiunto – abbiamo approfondito tanti argomenti di politica nazionale e internazionale e, soprattutto, abbiamo parlato del futuro dell’Italia e degli italiani nel mondo”. “Sono molto contento per l’attenzione e l’ interesse che il presidente Berlusconi ha dimostrato per la nostra proposta e soprattutto – ha aggiunto il deputato eletto nella ripartizione America meridionale – perchè ha ammesso la necessità di ricostruire una politica seria e matura per gli italiani all’estero, assente negli ultimi 10 anni, adeguata alle sfide attuali”.
Dal canto suo Pessina sottolinea come siano state poste “le basi per una concreta collaborazione tra Maie e Forza Italia a favore dei nostri connazionali”.
Di seguito i punti programmatici del Maie proposti per gli italiani all’estero e allegati alla nota diffusa in proposito.
Per quanto riguarda il capitolo “servizi” si propone: la riapertura di Ambasciate e Consolati laddove la collettività sia consistente; il ripristino in finanziaria dei capitoli di spesa relativi agli italiani all’estero, con risorse pari a quelle stanziate nei primi anni del 2000; il potenziamento dei servizi consolari; l’abolizione dell’Imu per la casa posseduta in Italia dai connazionali residenti all’estero, che deve essere considerata a tutti gli effetti come prima casa; la valorizzazione dell’autenticità della cultura culinaria italiana attraverso la creazione di un board che tuteli e promuova il lavoro dei ristoratori che usano prodotti italiani originali; la promozione del made in Italy attraverso un marchio di “Prodotto Italiano” a tutela dei prodotti italiani realizzati all’estero.
Per il capitolo “cittadinanza”: l’abolizione del contributo di 300 euro per le pratiche di cittadinanza dei discendenti di italiani; il riacquisto della cittadinanza per chi l’ha persa per motivi di lavoro; per le donne che l’hanno perduta a seguito del matrimonio con uno straniero e loro discendenti (anche se nati prima del 1948); il riconoscimento della cittadinanza a chi è nato ed era residente nei territori dell’impero austroungarico e ai loro discendenti (in riferimento alla legge 379/2000).
Per il capitolo “pensioni e assistenza”: evitare che le pensioni italiane pagate in euro in alcuni Paesi (Argentina e Venezuela) vengano erose da cambi di valuta fortemente penalizzanti; il ripristino dei programmi di assistenza sanitaria ed economica diretta ed indiretta per i connazionali residenti all’estero in stato di necessità.
Per l’informazione: il potenziamento di Rai Internazionale per metterla alla pari con emittenti similari dei grandi paesi europei; l’impegno della Rai per l’informazione di ritorno; il coordinamento e l’agevolazione per le centinaia di giornali, cartacei e on-line, stazioni radio e televisive in lingua italiana esistenti all’estero, ai quali si chiede sia commissionata la pubblicità istituzionale.
Sul fronte lingua e cultura: l’agevolazione della diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo, attraverso il rafforzamento della Società Dante Alighieri e degli istituti e associazioni similari con stessi obiettivi e una ristrutturazione degli Istituti Italiani di Cultura che li renda strumenti più efficaci; aiuti concreti alle scuole italiane all’estero esistenti.
Per la politica economica: l’aggregazione in una “rete di imprenditori italiani e di origine italiana nel mondo; il coordinamento di Camere di Commercio, associazioni di italiani e oriundi.
Per le nuove emigrazioni: una maggiore attenzione, a partire da una adeguata politica di censimento del fenomeno; una rinnovata visione degli strumenti di assistenza e supporto delle nuove ondate emigratorie. (Inform)