direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Presidente del Consiglio Gentiloni interviene in Aula sul Consiglio europeo straordinario per la Brexit del 29 aprile

CAMERA DEI DEPUTATI

 

“Tra le priorità del negoziato della Brexit vi è il destino dei 3.200.000 cittadini dei diversi Paesi dell’Ue che attualmente risiedono nel Regno Unito. Un 15% di questi sono italiani. Noi abbiamo il dovere di pretendere per questi nostri concittadini diritti e tutele amministrative certe e immediatamente applicabili”

 

ROMA – Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è intervenuto nell’Aula di Montecitorio per comunicazioni sul Consiglio europeo straordinario sulla Brexit che si terrà il 29 aprile. Nel corso del suo intervento il premier si è soffermato anche sulla ricaduta della Brexit rispetto alle comunità italiana e alle collettività di altri Paesi Ue che risiedono in Gran Bretagna. “Siamo interessati in modo molto netto – ha affermato Gentiloni – al fatto che tra le priorità del negoziato della Brexit, anche nella sua fase immediata, vi sia il destino dei cittadini dei diversi Paesi dell’Unione europea che attualmente risiedono nel Regno Unito: si tratta di 3.200.000 cittadini europei e all’incirca un 15% di questi sono italiani. Noi abbiamo il dovere e il diritto di pretendere per questi nostri concittadini diritti e tutele amministrative certe, immediatamente applicabili, non discriminatorie e basate su un principio di reciprocità con i cittadini britannici: ve ne sono 900 mila che vivono nei diversi Paesi dell’Unione. In Spagna ad esempio – ha continuato Gentiloni – vi sono più cittadini britannici di quanti spagnoli ci siano nel Regno Unito. Normalmente è il contrario, ma, certamente, dobbiamo fondare questo negoziato su questo punto: su certezze e reciprocità. Ce lo chiedono i nostri concittadini e credo che sia un nostro dovere porre questa come questione assolutamente prioritaria nella prima fase del negoziato”.

Gentiloni ha anche sottolineato come l’uscita del Regno Unito apra per il nostro Paese anche importanti opportunità sul piano economico e finanziario e per quanto riguarda la ridislocazione di alcune delle grandi agenzie europee che oggi hanno sede a Londra “Ce la possiamo giocare – ha affermato il premier dopo aver ricordato la candidatura in questo ambito della città di Milano – e credo sarebbe molto importante per il sistema Italia arrivare ad un buon risultato”.

“In parallelo con questo negoziato su “Brexit”, – ha poi ricordato Gentiloni – ci attende anche nelle prossime settimane e nei prossimi mesi un più generale confronto sul futuro dell’Unione. Un confronto nel quale l’Italia non solo può, ma deve svolgere un ruolo da protagonista. Un ruolo nel quale, al di là delle ovvie differenze nelle posizioni di ciascuno, è fondamentale per il Governo il confronto, la dialettica e, se possibile, quando è possibile, il supporto del Parlamento”. Gentiloni, dopo aver evidenziato l’esigenza di portare avanti l’aggiornamento all’oggi dell’Ue e di sviluppare politiche di sostegno alla ripresa a livello europeo, si è soffermato sulle problematiche legate alle politiche migratorie.

“Noi non accettiamo l’idea – ha affermato il premier – di un’Europa a due rigidità, ossia un’Europa che sia molto rigida su alcuni criteri, quando si calcolano, ad esempio, le dinamiche di applicazione dei patti fiscali, e sia invece molto flessibile, quando si devono applicare le decisioni sulla ricollocazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Questa logica per noi non è accettabile”. (Inform)

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform