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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il presidente del Comitato delle Associazioni Venete in Argentina (Cava) sulla sospensione per il 2015 della Consulta dei Veneti nel Mondo e del Meeting dei Giovani

ASSOCIAZIONI

Mariano Gazzola contrario a merito e metodo della decisione assunta dall’assessore ai Servizi Sociali della Regione Veneto con delega ai flussi migratori

 

ROSARIO – Il presidente del Comitato delle Associazioni Venete in Argentina (Cava) Mariano Gazzola interviene in merito alla sospensione per il 2015 della Consulta dei Veneti nel Mondo e del Meeting dei Giovani comunicata tramite lettera dal neo assessore ai Servizi Sociali della Regione Veneto, con delega ai flussi migratori, Manuela Lanzarin.  Una sospensione motivata da ragioni di bilancio dall’assessore che informa di aver deciso, sentite le associazioni con sede in Veneto, di utilizzare le risorse di cassa disponibili, piuttosto che per la realizzazione della Consulta, “per pagare quantomeno quelle spese di funzionamento che aiutano gli organismi associativi a vivere”.

Il presidente del Cava segnala la sua personale contrarietà alla decisione, ricordando in particolare come la Consulta Regionale dei Veneti nel Mondo sia “lo strumento che la Regione Veneto si è data per legge per dare rappresentanza alle comunità venete nel mondo e per confrontarsi con esse in vista della formulazione dei piani regionali” che includono anche iniziative per i veneti nel mondo.

“Tutti siamo coscienti delle difficoltà delle finanze pubbliche in questo periodo di crisi – afferma Gazzola, – ma tutti sappiamo benissimo che la Consulta dei Veneti nel Mondo è una delle più ridotte in numeri e in spese di tutte le consulte dell’emigrazione italiane, e che le spese per il loro funzionamento sono una percentuale quasi infinitesimale nel complesso del bilancio regionale del Veneto”. “Cancellare l’unico momento di contatto con i rappresentanti dei veneti nel mondo, cancellare l’unica istanza di rappresentazione della comunità veneta nel mondo, non è una scelta obbligata da ragioni di bilancio – prosegue, – ma una vera e propria scelta politica. Noi che viviamo nella fine del mondo – aggiunge – e che di crisi economiche che colpiscono le finanze pubbliche ne sappiamo eccome, siamo più che convinti che quando c’è volontà politica di onorare un obbligo di legge, le risorse si trovano”. Gazzola critica inoltre il metodo con cui si è presa tale decisione, senza cioè preventivamente interpellare, anche solo telefonicamente o via email, i presidenti e/o i consultori delle Federazioni e dei Comitati esteri. In questo modo “si intende che l’opinione delle Federazione e dei Comitati all’estero è superflua, giacché bastano le associazioni operanti nel Veneto per portare i bisogni di chi vive nel mondo – contesta il presidente del Cava, che teme possa essere in corso una riflessione per riformare la legge regionale tale da prevedere nella Consulta solo rappresentanti delle associazioni con sede nel Veneto, “decisione politica – chiosa – che darebbe soluzione al problema del costo della Consulta”. (Inform)

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