ATTIVITA’ PARLAMENTARE
(fonte immagine Presidenza del Consiglio)
ROMA – “Il Consiglio europeo di giovedì avrà in agenda temi estremamente importanti, sui quali l’Italia ha tutte le carte in regola per offrire il suo contributo autorevole: l’aggressione russa all’Ucraina, la sicurezza e la difesa, l’energia, i rapporti con il Vicinato sud dell’Europa, le relazioni transatlantiche, l’allargamento dell’Unione”. Sono “sfide di portata globale che l’Europa e l’Occidente nel suo complesso devono saper affrontare con visione, strategia ed efficacia. E l’Italia, stato fondatore tanto dell’unione Europea quanto dell’Alleanza Atlantica, non intende tirarsi indietro di fronte a questo compito”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera dei deputati in vista del Consiglio europeo del 15 dicembre
“Noi – ha sottolineato Meloni – siamo chiamati a essere protagonisti e non comprimari in questo dibattito, forti della capacità che abbiamo avuto di onorare la nostra parte degli impegni assunti tra Nazioni libere che hanno scelto di seguire un percorso comune in base ai comuni valori di libertà e democrazia. Perché, inevitabilmente, a questi valori corrispondono i nostri interessi nazionali e gli interessi stessi dei nostri cittadini, atteso che la storia ci ha insegnato che non ci sono benessere e sviluppo dove non ci sono anche giustizia, pace e libertà. E’ la ragione per la quale riteniamo che l’Unione Europea debba continuare ad essere unita nel sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa. Come sempre, anche su questo non abbiamo cambiato idea, perché le nostre convinzioni non mutano in base al fatto che ci troviamo al Governo o all’opposizione”.
“Con convinzione e a viso aperto – ha detto ancora Meloni – , continueremo a sostenere il cammino europeo dell’Ucraina e continueremo a impegnarci perché si faccia ogni sforzo diplomatico utile alla cessazione dell’aggressione da parte della Federazione Russa. Tra timidi segnali incoraggianti (come lo scambio di prigionieri o l’accordo sulla commercializzazione del grano e dei fertilizzanti ucraini), e continue azioni inaccettabili (come i deliberati attacchi russi alle infrastrutture civili), lo spazio di manovra per il cessate il fuoco appare oggi, purtroppo, assai limitato. Ma l’Italia sosterrà in ogni caso gli sforzi in proposito e, anzi, crede che l’Unione Europea debba assumere su questo fronte un ruolo più incisivo, riappropriandosi della sua vocazione geografica e geopolitica a beneficio della sicurezza dell’intero Continente.
Perseguire questo obiettivo e assistere il popolo ucraino implica che l’Italia contribuisca, anche sul piano militare, al sostegno europeo e internazionale all’Ucraina. Perché, lo ripeto, al di là della facile propaganda in tema di pace, le condizioni possibili per cessare le ostilità, in questi contesti, sono da sempre solo due: che uno dei due perisca, o si arrenda, e nel caso in cui si trattasse dell’Ucraina noi non ci troveremmo di fronte a una pace, ma a una invasione. Oppure, che via sia tra le forze in campo un sostanziale equilibrio, e dunque uno stallo nel conflitto che costringa chi ha mosso invasione a desistere dai suoi intenti e addivenire a più miti consigli.
Per questo, per perseguire la pace, sì, ma una pace giusta, l’Italia deve continuare a fare la sua parte”. (Inform)