ESTERI
In Libia resta aperta la nostra ambasciata. Sulla vicenda marò un significativo cambio di passo
ROMA – Sul Medio Oriente, in particolare sulla strada da percorrere per la soluzione del conflitto tra israeliani e palestinesi, l’Italia conferma la sua tradizionale posizione, in linea con quella europea: il ministro Paolo Gentiloni alle commissioni Esteri riunite di Camera e Senato ha ribadito che per l’Italia la priorità resta la ripresa del negoziato tra le parti e ha sottolineato l’opposizione del governo italiano a qualsiasi modifica dello status quo nei luoghi santi di Gerusalemme e a nuovi insediamenti.
Per quanto riguarda la questione del riconoscimento della Palestina, uno dei temi del colloquio tra il Ministro e il suo omologo palestinese Riyad Al Malki, svoltosi alla Farnesina, Gentiloni ha detto che sarà valutata con la massima attenzione dall’Italia al momento opportuno e più utile per rilanciare il negoziato. Il ministro, che ha condannato ”nel modo più fermo le violenze terroristiche degli ultimi giorni”, ha auspicato che non si cada nella ”trappola dell’incitamento alla violenza”.
Gentiloni, nell’affrontare la crisi libica, ha sostenuto che la strada per una sua soluzione non è quella militare, ma di ”peacekeeping”: se in Libia – ha detto il ministro – il percorso di transizione indicato dall’Onu prende forma, potrà essere sostenuto anche da un’operazione di peacekeeping sotto l’egida delle Nazioni Unite. Ma è escluso che se non c’è l’embrione di una soluzione ci possa essere una soluzione militare della questione”. Il ministro ha poi annunciato che l’ambasciata italiana in Libia “continua a rimanere aperta e lo sarà fin quando ci saranno le condizioni”.
Sulla vicenda dei due marò italiani – ha detto Gentiloni – ”c’è stato un significativo cambio di passo rispetto al passato e entrambi i governi, Roma e New Delhi, vogliono superare il caso positivamente. Il dialogo rispettoso è la strada da seguire”. (Inform)