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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, illustra le linee programmatiche del suo dicastero

IMMIGRAZIONE E SICUREZZA

L’intervento alle Commissioni riunite Affari costituzionali di Camera e Senato. Per la sicurezza una grande alleanza tra Stato e territori e, sul fronte immigrazione, un progetto organico con il coinvolgimento dell’Unione Europea e “Centri permanenti di rimpatrio” al posto dei Cie

 

ROMA – Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha illustrato alle Commissioni riunite Affari costituzionali di Camera e Senato le linee programmatiche del suo dicastero, incentrate su gestione dell’immigrazione, sicurezza, territorio. “Finora abbiamo avuto un impatto positivo sul controllo del territorio. Questo non ha inciso sull’indebolimento della tranquillità dei cittadini. C’è stata una grande presenza nei luoghi pubblici e possiamo dire, quindi, che abbiamo un meccanismo di sicurezza che funziona ma va continuamente aggiornato – afferma Minniti. “È giunto il momento – prosegue – di presentare al Parlamento un piano organico di sicurezza urbana che preveda poteri ministeriali e poteri locali. Se vogliamo affrontare l’imprevedibilità dell’attacco terroristico dobbiamo tenere insieme l’attività di intelligence e l’attività di controllo del territorio. Dobbiamo avere un modello di sicurezza nazionale gestito da Roma, dal Viminale, ma dobbiamo avere un parametro nazionale e degli allargamenti locali attraverso i rapporti con il territorio”. Il Ministro prefigura così la realizzazione di una più stretta alleanza tra Stato e territorio.

Sull’immigrazione Minniti ha ribadito come essa sia “una questione cruciale nella storia del mondo e non può essere ristretta in orizzonti temporali troppo brevi”. “Non va né subita né inseguita, ma governata, tenendo conto dei diritti di chi fugge e del sentimento del nostro popolo. Considero sbagliata e fuorviante, dal punto di vista analitico, l’equazione immigrazione-terrorismo – ha precisato. Individuate quindi due direttrici di azione: un cambiamento di approccio dell’Unione europea e una forte iniziativa nazionale. “L’Italia, in questi anni, ha fatto un grandissimo sforzo e si è assunta delle forti responsabilità, riconosciute da tutti, e dobbiamo misurarci adesso con un progetto organico – ha dichiarato il Ministro. “Nel 2015 furono promesse 40mila ricollocazioni entro settembre 2017. Oggi siamo a 3200 perché c’è un’evidente indisponibilità ad accogliere i migranti – segnala. Particolare attenzione, infine, ai migranti richiedenti asilo: “Bisogna evitare – dichiara Minniti – il vuoto dell’attesa. La mia proposta è quella di impegnarli in lavori finanziati dall’Unione Europea”. “Dobbiamo accogliere e integrare chi ha diritto – conclude – e rimpatriare chi non ha diritto e delinque. Lo dice la giurisdizione italiana. Proporrò che i Cie vengano cancellati e che siano sostituiti dai Centri permanenti di rimpatrio”. (Inform)

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