CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Nell’Aula della Camera dei Deputati Ministro del Lavoro Marina Calderone ha risposto ad una interrogazione della deputata Maria Chiara Gadda (IV) sulle iniziative da mettere in atto per un piano nazionale volto a favorire il rientro in Italia dei lavoratori qualificati. Nell’illustrazione della interrogazione Gadda ha segnalato l’alto costo per l’Italia della fuga dei giovani talenti italiani all’estero, pari a circa 16 miliardi. “Se non ci saranno interventi strutturali, da qui al 2035 – ha rilevato la deputata – ben 760.000 laureati in termini cumulati mancheranno al nostro Paese e questo comporterà una perdita di prodotto interno lordo per il Paese di 307 miliardi”. “Se pensiamo ai numeri – li confronto con gli altri Paesi europei -, nella fascia 20-29 anni il nostro tasso di occupazione – ha aggiunto Gadda – è al 47,6; se guardiamo alla Germania abbiamo il 77 per cento e l’84 per cento nei Paesi Bassi. “Il tema posto – ha esordito in sede di replica il Ministro Calderone – è sicuramente centrale. La capacità di offrire ai giovani delle opportunità di lavoro, crescita professionale, autonomia e allo stesso tempo di attrarre e riportare in Italia competenze e esperienze maturate all’estero rappresenta una delle condizioni essenziali per la competitività futura del Paese. È precisamente su queste condizioni che il Governo ha scelto di intervenire fin dall’inizio della legislatura attraverso una strategia che ha riguardato occupazione stabile, redditi, autoimprenditorialità, competenza e attrazione del capitale umano qualificato. Con il decreto Coesione abbiamo introdotto il bonus giovani attraverso un esonero contributivo totale per le assunzioni a tempo indeterminato degli under 35 che non abbiano mai avuto, rafforzando le regioni della ZES unica; abbiamo introdotto il bonus donne, nuovi strumenti per sostenere l’autoimpiego e l’avvio di attività imprenditoriali da parte delle nuove generazioni. A questi interventi – ha proseguito il Ministro – si sono aggiunte le misure delle successive leggi di bilancio, da ultimo quelle adottate nel 2026, per continuare a sostenere l’assunzione e la stabilizzazione dei giovani. La direzione è chiara: non favorire soltanto l’ingresso nel mercato del lavoro, ma costruire le condizioni perché i giovani possano avere carriere solide e prospettive professionali durature nel nostro Paese. I risultati raggiunti sul versante occupazionale rappresentano un primo importante riscontro. Sappiamo naturalmente che resta aperta una sfida fondamentale: fare in modo che sempre più giovani qualificati possano scegliere di costruire il proprio futuro in Italia e che coloro che hanno maturato esperienze professionali all’estero possano trovare conveniente tornare. Anche su questo il Governo è intervenuto: con la riforma della fiscalità abbiamo mantenuto uno specifico regime agevolativo per i lavoratori rimpatriati che trasferiscono la propria residenza fiscale nel nostro Paese”. “Siamo consapevoli, tuttavia, – ha aggiunto Calderone – che la politica per il rientro dei talenti non possa esaurirsi nelle agevolazioni fiscali, ma nel lavorare costantemente per rendere l’Italia attrattiva, creare lavoro stabile, sostenere redditi, favorire l’impresa giovanile, investire sulle competenze, e costruire un mercato del lavoro capace di riconoscere adeguatamente professionalità e merito rimane la sfida principale. È in questo quadro che si collocano le proposte volte a rafforzare le opportunità per i giovani e l’attrattività del nostro Paese, dalla cosiddetta start-tax, alle ipotesi di una tassazione agevolata degli incrementi retributivi dei lavoratori più giovani, sulla scia di quanto già fatto nell’ultima legge di bilancio per i rinnovi contrattuali, nonché l’istituzione di un reddito di merito destinato agli studenti universitari più capaci. Si tratta di iniziative che per i rispettivi profili fiscali e finanziari richiedono le valutazioni delle amministrazioni competenti, ma rappresentano una priorità e un’attenzione particolare per il Governo. In questi anni – ha concluso il Ministro – abbiamo dimostrato di voler intervenire sulla tassazione del lavoro: continueremo a valutare senza preclusioni ogni proposta sostenibile che possa rafforzare l’occupazione giovanile, migliorare le retribuzioni, creare condizioni sempre più favorevoli affinché i nostri giovani possano scegliere di costruire in Italia il proprio futuro. Nell’ambito della legge di bilancio 2027, oltre a rinnovare l’impegno sul fronte della tassazione agevolata degli aumenti contrattuali e della premialità, inseriremo anche delle misure specifiche a sostegno dei giovani che rientrano e dei loro redditi”. In sede di replica la deputata Gadda ha sottolineato come l’Italia abbia bisogno non solo di laureati ma anche di tante professionalità. “I giovani non rientrano – ha segnalato la deputata – perché i salari sono troppo bassi: se guardiamo i numeri, dal 2000 al 2024 il divario del salario tra noi e la Spagna è passato dall’1 al 7 per cento; rispetto alla Germania dal 14 al 36 per cento; rispetto alla Svizzera dal 39 al 71 per cento”. (Inform)