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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il ministro degli Esteri Gentiloni interviene in Aula sulla liberazione delle due volontarie italiane rapite in Siria

CAMERA DEI DEPUTATI

“Sul riscatto riferimenti e indiscrezioni privi di reale fondamento. Nei confronti degli italiani presi in ostaggio, la nostra priorità è in ogni modo indirizzata alla tutela della vita e dell’integrità fisica dei nostri connazionali”

 

ROMA – Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è intervenuto nell’Aula della Camera dei Deputati sulla  liberazione  delle due volontarie italiane rapite in Siria nel luglio 2014.

“Questa mattina, – ha esordito il ministro – poco dopo le 4, all’aeroporto di Ciampino ho dato il bentornato a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo e penso di averlo fatto, oltre che a nome del Governo, a nome dell’Italia intera. Le due volontarie sono molto provate. Si tratta di una vicenda che non dimenticheranno facilmente, ma sono libere, circondate dall’affetto dei loro familiari, con i quali si sono ricongiunte pochi minuti dopo l’atterraggio del volo proveniente dalla Turchia”. “Un grande Paese – ha proseguito Gentiloni – si impegna a proteggere e a salvare la vita dei propri cittadini sequestrati e, quando riesce a liberarli, si unisce anzitutto nel ringraziare chi ha reso possibile la loro liberazione. Voglio, quindi, ringraziare in particolare i servizi d’intelligence, che hanno lavorato con coraggio e professionalità, l’unità di crisi della Farnesina e tutte le autorità coinvolte con un gioco di squadra che ha prodotto un risultato importantissimo”.

Il ministro , dopo aver ricordato che le due connazionali rapite presso il villaggio di Abizmu non avevano informato le autorità italiane della loro intenzione di raggiungere la Siria, ha sottolineato come nel corso del sequestro si sia sviluppata una sorta di guerra mediatica tra i gruppi terroristi che, non esitando a fare opera di disinformazione, si  attribuivano rivendicazioni e facevano filtrare indiscrezioni prive di fondamento.

“Quanto al tema dei riscatti, – ha proseguito Gentiloni – ho letto riferimenti e indiscrezioni privi di reale fondamento e, in qualche caso, addirittura veicolati da gruppi terroristici. E mi sorprende che a queste illazioni e queste fonti sia stato dato da taluno credito senza alcuna verifica. Io voglio qui ribadire che in tema di rapimenti l’Italia si attiene a regole e a comportamenti condivisi sul piano internazionale e che abbiamo operato in continuità con la linea seguita nel tempo dai Governi che si sono succeduti: non è la linea di questo Governo, è la linea dell’Italia. Vi ricordo – ha aggiunto il ministro – che in Siria, con Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, sono tre i connazionali liberati da un anno a questa parte. Sempre in Siria, nello stesso periodo, è nota la liberazione di otto ostaggi provenienti dalla Francia, dalla Spagna, dalla Danimarca e dagli Stati Uniti. Noi siamo contrari al pagamento di riscatti e partecipiamo, come i Paesi che ho sopra citato, al contrasto multilaterale del fenomeno dei sequestri di persona a scopo di riscatto. Nei confronti degli italiani presi in ostaggio, la nostra priorità è in ogni modo indirizzata alla tutela della vita e dell’integrità fisica dei nostri connazionali”.

 

Gentiloni ha poi respinto le critiche rivolte da alcuni alle due cooperanti italiane per la mancanza di prudenza, segnalando  “ la generosità e coraggio” che in queste settimane ho avuto modo di vedere “in tanti campi profughi, incontrando molti volontari e volontarie italiani che danno il loro contributo per la soluzione di tante vertenze umanitarie. L’Italia – ha aggiunto il ministro – ha bisogno di questi cooperanti e di questi volontari e credo che il Parlamento unito deve ringraziare questa generosità e questo coraggio. Iniziative che naturalmente devono coordinarsi con l’azione dello Stato e delle sue rappresentanze all’estero”. Gentiloni, dopo aver segnalato che giovedì prossimo sarà a Londra alla conferenza dei Paesi della coalizione anti Isis, ha infine rivolto un pensiero alle famiglie di padre Paolo Dall’Oglio e di Giovanni Lo Porto  sequestrati rispettivamente in Siria e in Pakistan il 29 luglio 2013 e il 19 gennaio 2012. Ancora due vicende che, per il ministro hanno bisogno dell’Italia. (Inform) 

 

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