CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto alla Camera dei deputati all’interrogazione di Andrea Orsini (Fi-Ppe) che chiedeva di illustrare che misure il Governo avesse in progetto di realizzare a sostegno delle esportazioni delle imprese italiane, anche attraverso la valorizzazione dell’operato della rete diplomatica nella promozione e tutela del made in Italy. Orsini ricorda come l’export sia infatti “uno degli elementi trainanti della nostra economia” e come la qualità di imprenditori e lavoratori abbiano reso l’Italia il secondo Paese manifatturiero d’Europa. L’interrogazione ricorda tuttavia anche come “da sempre le nostre imprese esportatrici devono fare i conti con alcuni svantaggi competitivi che il Governo è impegnato a ridurre, dalla carenza di infrastrutture, al peso della fiscalità, al costo del lavoro elevato”, cui si aggiungono ora le difficoltà legate al contesto internazionale instabile.
Nella sua risposta Tajani ha ricordato di aver avviato sin dall’inizio del suo mandato “un’intensa diplomazia della crescita per sostenere le nostre imprese sui mercati esteri, generare ricchezza e ridurre il debito pubblico”. “L’export vale, oggi, circa il 40 per cento del PIL italiano e nei primi nove mesi di quest’anno ha raggiunto i 466 miliardi di euro, con un attivo di 26 miliardi. L’incremento – segnala il Ministro degli Esteri – è trainato dai mercati extra europei e dai settori più dinamici, dalla meccanica all’agroalimentare, dal farmaceutico al biochimico”. “L’Italia è protagonista delle catene globali del valore – sottolinea Tajani, aggiungendo che la giornata del 5 dicembre, in cui si è svolta la Conferenza nazionale dell’Export, “d’ora in avanti sarà la giornata dell’export, tema centrale nell’agenda del Governo”.
Egli richiama poi alcune delle numerose missioni all’estero da lui guidate negli ultimi mesi – negli Stati Uniti, in Cina, in India, Kazakistan e nei Balcani occidentali in particolare – segnalando come la sua azione nasca da un “costante dialogo con le nostre realtà produttive” e abbia quale finalità la promozione di iniziative di partenariato economico.
Tra gli strumenti condivisi con aziende e associazioni di categoria italiane e messe a loro disposizione, Tajani richiama “l’utilizzo del Fondo 394, con 4 miliardi di euro per l’internazionalizzazione” e la sua apertura anche ad aziende più piccole. “Sono già 6.500 le domande ricevute. Abbiamo riservato una quota del Fondo, 200 milioni di euro, per finanziare iniziative nei Balcani e stiamo studiando nel quadro del Piano Mattei un’iniziativa simile per l’Africa. Abbiamo stanziato – prosegue il Ministro – 600 milioni di euro per sostenere le aziende che hanno perso quote di mercato con la guerra in Ucraina. Supportiamo le imprese esportatrici colpite dalle alluvioni e la loro filiera con pacchetti speciali di finanza agevolata, contributi a fondo perduto e quote dedicate del Fondo. Abbiamo previsto sostegni al sistema fieristico e stipulato accordi per rafforzare la presenza dei prodotti italiani su piattaforme digitali e grande distribuzione estera”.
“Nonostante rincari e guerre il nostro tessuto produttivo dimostra grande dinamismo. Possiamo contare su gruppi industriali noti in tutto il mondo e su oltre 4 milioni di piccole e medie imprese. L’obiettivo del Governo è chiaro – conclude Tajani: – semplificare le procedure per aiutare le aziende a lavorare meglio e incrementare l’export, volano di crescita per tutto il Paese”.
In sede di replica, Orsini si dichiara “pienamente soddisfatto” della risposta e ribadisce come “la politica estera, la politica economica e la politica industriale di un grande Paese sono tutt’uno e il posizionamento internazionale dell’Italia non è soltanto una questione valoriale, ma è una questione che attiene a scelte decisive per la nostra economia”. Ringrazia quindi il Governo per l’impegno dimostrato con le azioni di sostegno dell’export illustrate, impegno sostenuto anche dal lavoro della rete diplomatica italiana all’estero. (Inform)