STATI GENERALI ASSOCIAZIONISMO ITALIANI NEL MONDO
ROMA – Numerosi gli interventi che hanno seguito la relazione “L’Associazionismo degli italiani all’estero, tra integrazione nuova emigrazione: diritti, partecipazione e rappresentanza sociale”, contributo di apertura dell’assemblea degli Stati generali dell’associazionismo italiano nel mondo con cui il Comitato organizzatore ha espresso gli obiettivi dell’iniziativa (vedihttp://comunicazioneinform.it/
Pietro Lunetto dell’associazione La comune del Belgio, sodalizio nato dalla nuova emigrazione, ha auspicato che il Forum che si sta per costituire possa elaborare soluzioni collettive e concrete alle problematiche che emergono in particolare con i nuovi flussi. Tra le attività messe in campo dall’associazione che egli rappresenta, azioni di mutuo soccorso per coloro che giungono in Belgio e uno sportello di informazioni per l’orientamento, iniziativa in rete divenuta poi punto informativo fisico. Auspicato anche il legame con la problematiche dell’immigrazione in Italia.
Per le Regioni è intervenuta Silvia Bartolini del coordinamento delle Consulte regionali dell’emigrazione, cui fanno riferimento – ha rilevato – oltre 3000 sodalizi. L’auspicio formulato è che il Forum rappresenti un’occasione per superare la fragilità dei singoli protagonisti del mondo dell’emigrazione, debolezza che non ha consentito una più efficace risposta ai tagli di risorse avvenuti. “Nonostante tutti i tagli e le difficoltà – ha aggiunto – siamo ancora qui e vogliamo fare un passo avanti. Per farlo però occorre superare il senso di inferiorità che spesso ci affligge e ci autolimita – prosegue Bartolini, precisando come il rilancio del Paese su scala internazionale non posa prescindere dall’appoggio e dalla presenza delle collettività italiane all’estero. Sollecita infine anche il Ministero dello sviluppo economico a coinvolgere le collettività nella promozione di eccellenze e territori. Appoggio completo al contributo del Comitato organizzatore viene espresso da Mario Bartocci, presidente della Fais, Federazione delle associazioni italiane in Svezia, mente Carmelo Lucera, presidente di un’associazione di promozione culturale dedicata alla Magna Grecia, si sofferma sul difficile momento attraversato dall’Europa e dalla Grecia in particolare, sollecitando la socializzazione di proposte e provvedimenti che riguardano l’emigrazione e un maggior coinvolgimento delle associazioni in eventi promozionali come Expo 2015. Sulla necessità di autodeterminazione e l’indipendenza dalle forze politiche insiste Francesco Raco della Filef di Sydney, mentre Tiziana Grassi, giornalista esperta di emigrazione, presente in rappresentanza dell’Aitef, sottolinea come l’assemblea di questi giorni sia un nuovo “punto di partenza” dell’associazionismo degli italiani nel mondo, che deve sempre più coinvolgere gli “80 milioni di italo-discendenti che hanno un bisogno di italianità fortissimo e meritano un’attenzione autentica”. Sull’importanza dell’autonomia del mondo associativo si sofferma anche Giuseppe Bartolotta della Uim di Colonia, che segnala come ricorrano quest’anno i 60 anni degli accordi per lo scambio di manodopera italiana firmati con la Germania. Infine, Ugo Melchionda, presidente del Centro studi e ricerche Idos, segnala come il saldo tra nuovi ingressi in Italia ed emigrazione sia oggi negativo – 155 mila italiani che emigrano a fronte di 91mila nuovi immigrati in Italia, – dato che induce a riflettere sul rischio che il nostro Paese divenga “un Paese di serie b, non più capace di attrarre intelligenze, competenze e innovazione”. Rileva anche come le problematiche più sentite dalle associazioni di immigrati in Italia siano analoghe a quelle che si presentano tra gli italiani all’estero: l’esigenza di mantenere un contatto con la lingua e la cultura dei Paesi di origine, anche per le generazioni più giovani, e la soluzione di problematiche concrete. Suggerisce che le imprese di stranieri in Italia – numero in crescita, a differenza di ciò che avviene per le imprese italiane – potrebbero promuovere ulteriormente gli interscambi e lo sviluppo dei Paesi di origine. (V. P. – Inform)