direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il dibattito su stampa italiana all’estero e promozione della lingua italiana nel mondo

CGIE

 

ROMA – L’Assemblea del Cgie affronta anche la tematica della stampa italiana all’estero rispetto alla promozione della lingua italiana nel mondo. Interviene in proposito Alessandro Masi, segretario generale della Dante Alighieri: “la stampa e l’informazione sono un bene prezioso come la lingua in cui si esprimono. L’italiano è stata dichiarata nel corso degli Stati Generali la quarta lingua più studiata al mondo. La nostra lingua trasmette i valori identitari dell’Italia e gli elementi più creativi della cultura italiana. Si trasmettono valori unici in un mondo globalizzato. L’italiano è una lingua di valori identitari e dovrebbe essere maggiormente rispettato da noi italiani. L’abuso della lingua inglese andrebbe un po’ ridimensionato. Questo denuncia un limite da parte nostra. Con Rai Italia stiamo facendo uno sforzo per mandare un segnale da parte della lingua italiana nel mondo. Noi sappiamo quanto bisogno c’è di lingua italiana nel mondo e in questo senso tutti i docenti rappresentano l’ossatura della diffusione. Il tema della formazione soprattutto in Italia dovrebbe essere sentito. L’attenzione che deve essere posta sul tema della lingua dovrebbe riguardare anche la formazione perché la lingua cambia con la nostra società. Noi scriviamo in italiano ma in un italiano diverso da Svevo. Bisogna seguire il cambiamento ma preservare la lingua. La lingua italiana ha mille possibilità. Non è vero che la telematica cancella la carta stampata: sono due tempi di lettura differente. Dove c’è la carta stampata c’è il tempo dello studio. Noi abbiamo un’editoria e una narrativa che meriterebbe di essere portata all’estero in uno sforzo congiunto con la stampa. L’indice delle cose da raccontare e delle buone notizie è lungo”.

Interviene su questo tema Vittorio Giordano del Cittadino canadese: “la stampa italiana all’estero è parte integrante del sistema paese e promuove ogni giorno l’Italia attraverso la lingua, la narrazione comunitaria, attraverso un racconto di eccellenza del made in Italy, attraverso il turismo di ritorno e tramite la presenza di una redazione come presidio italiano. La lingua è cultura: sono due facce della stessa medaglia. Mai come in questa caso il senso rappresenta anche il fine: scrivendo in italiano noi stiamo dicendo che l’italiano è una lingua che va letta e parlata. È la quarta lingua straniera più studiata al mondo. Noi abbiamo il dovere di salvaguardare la nostra lingua e in questo senso noi giornali all’estero siamo una risorsa da salvaguardare e non una spesa da tagliare. Sta cambiando il mondo e il villaggio globale ha valorizzato la richiesta delle proprie radici. Noi abbiamo nuovi lettori che parlano inglese, francese e spagnolo ma vogliono anche imparare l’italiano e noi dovremmo sviluppare tematiche più accattivanti senza intaccare gli interessi dei nostri lettori over 60”.

 

Silvana Mangione, vice segretario del Cgie per i Paesi Anglofoni extraeuropei, afferma poi: “i giornali italiani all’estero hanno avuto la funzione della conservazione della lingua, dell’informazione locale e non solo, una funzione di consolidamento della struttura dell’italiano, hanno una funzione di dibattito dei temi che ci riguardano come italiani all’estero e dei temi italiani. Difendiamo la stampa italiana all’estero in qualsiasi modo”.

A questo punto prende la parola Tony Mazzaro (Germania)  : “senza la stampa fatta da italiani per gli italiani non ci sarebbero i Comites e il Cgie. Le trasmissioni radio televisive si sono assunte l’onere di assumere la diffusione culturale e linguistica. L’obiettivo è quello di fare da ponte tra la cultura di provenienza e quella del paese in cui si va a vivere. Effettivamente la lingua ha trovato il suo canale di informazione tramite i mass media fatti da italiani. Molti insegnanti di lingua fanno ricorso anche alla stampa locale di lingua italiana perché i contenuti sono importanti. La stampa italiana nazionale non parla di noi italiani all’estero e quindi togliere il fiato economico all’editoria della stampa italiana all’estero vuol dire rendere nullo lo sforzo che si è fatto”.

Sul tema della stampa come promozione del Sistema Paese parla Nello Gargiulo (Cile) : “nel 1857 a Buenos Aires nasceva il primo giornale italiano di Giovanni Battista Cuneo per far capire l’Italia, poi alla fine dell’800 Carducci crea l’Associazione Dante Alighieri e grazie ai comitati dell’Associazione c’è un’unificazione della lingua italiana, perché fino a quel momento si parlava in dialetto nelle diverse realtà. Con l’inizio della globalizzazione i governi dell’epoca riprendono contatto con le comunità all’estero con contributi non solo economici. Ci sono due fasi: una della solidarietà e la seconda dell’assistenzialità. Ora c’è la fase della digitalizzazione e mi sembra di capire che potrebbero soppiantare il resto: ci dovrebbe invece essere una complementarità tra i due sistemi. Questo suggerirei”.

Prende la parola il consigliere Cesare Villone (Brasile) : “Per il Sistema Paese ci sono due pilastri: lo sviluppo economico e quello culturale che crescono contemporaneamente. La comunicazione è indispensabile perché il sistema Italia possa implementarsi e favorire lo sviluppo economico e culturale delle nostre comunità e presentare così il concetto di vivere all’italiana. Apprendiamo con preoccupazione che il governo ha deciso di non sostenere più questa realtà. Noi capiamo che siamo in una fase di cambiamento ma dobbiamo tenere conto anche di una generazione di mezzo che non può essere coinvolta a pieno nel cambiamento. La necessità di un sostegno economico è forte. Se approvato, il taglio in un periodo così breve provocherebbe la certa chiusura della maggior parte del sistema di comunicazione italiana all’estero”.

La parola passa a Pietro Petraglia editore di “Comunità italiana” in Brasile: “in questi anni abbiamo studiato la presenza dell’Italia in Brasile. Si è detto che dobbiamo reinventarci ma noi lo facciamo già ogni giorno con la presenza sui social e con la promozione di eventi. Noi italiani all’estero siamo contenti del risultato ottenuto e dell’aiuto che abbiamo dato all’Italia e ai Paesi in cui ci siamo trasferiti. Pochi paesi hanno una rete come quella degli italiani all’estero. Siamo responsabili del contatto dei nostri figli con la cultura italiana. Viviamo già un periodo di crisi e il supporto del governo è necessario. Fortunatamente abbiamo un Presidente della Repubblica che comprende il nostro valore. Tutti coloro che lavorano per la stampa italiana all’estero rappresentano un valore e non siamo neanche un peso per il sistema pensionistico. Vorrei perlomeno che fossimo riconosciuti con il giusto valore che abbiamo. Siamo divulgatori dei servizi forniti dal sistema Italia. Per il passato, il presente e il futuro l’Italia deve avere incentivi alla comunicazione italiana nel mondo”.

 

In conclusione interviene Marco Giudici, direttore di Rai Italia : “il mio sarà un intervento di informazione. Voglio spiegare cosa fa il servizio pubblico. La criptazione di molti programmi non è un capriccio ma un’esigenza drammatica legata alla dinamica dei diritti nel mondo. Mi sono trovato in una condizione particolare: conduco una navicella molto tradizionale. Porto alcune immagini, come un “The best of” nelle case di alcuni italiani all’estero. Questa scelta antologica appartiene alla veicolazione tradizionale della tv ma questo è necessario e lo sarà ancora per 10 anni. L’obiettivo dell’Europa è quello di una fruizione totale del pacchetto Rai senza criptazione. Il mio lavoro poggia su una struttura di risorse limitata rispetto al passato: fino al 2007 la Presidenza del Consiglio erogava 35 milioni di euro e attualmente eroga 6.7 milioni fino ad aprile, dopo non si sa perché l’ultimo aggiornamento non include la proroga. Con questa somma bisogna acquisire anche i diritti per mandare in onda all’estero. Ora parliamo delle novità: entro la primavera del 2019 avremo il quarto palinsesto differenziato che differenzierà nord e sud America e in questo modo ci sarà una programmazione di palinsesto più aderente alle popolazioni sudamericane; abbiamo poi creato un nuovo daily show che si pone l’obiettivo di ricalcare lo stesso modello dei programmi fruiti in Italia. Stiamo coinvolgendo volti noti della Rai affinché si spendano per Rai Italia e per i programmi dedicati agli italiani all’estero. Ad esempio avremo una rubrica di posta condotta da Giancarlo Magalli che risponderà ogni giorno in video alla posta dall’estero. Siamo inoltre riusciti a far sì che i nostri prodotti siano inseriti regolarmente sulla piattaforma Rai Play. Poi le fiction fino a poco fa andavano in onda con serie differenziate: stiamo lavorando perché questo non avvenga e vadano in onda all’estero serie appena andate in onda in Italia. Per quanto riguarda la non visibilità del canale negli Stati Uniti invece abbiamo avuto problemi con le piattaforme che volevano l’esclusiva e la trattativa si è arenata e interrotta e siccome si è interrotta all’improvviso il problema è stato esserne stati informati tardi. Ora sul web ci sono date indicazioni per fruire Rai Italia su altre piattaforme sebbene la maggior parte della trasmissione arriva via cavo e non via satellite e questo ha consentito di mantenere la visione comunque alla maggior parte degli utenti. Ultimo punto: noi verremo a Matera e il sostegno del Cgie all’esistenza di Rai Italia è un sostegno che ci fa piacere”.

Interviene poi la Senatrice del Pd Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa, che critica sia la mancanza di un contradditorio con il sottosegretario Crimi, sia la posizione espressa dall’esponente del governo sui contributi per la stampa italiana all’estero. “Io – aggiunge – parlo a nome del Partito Democratico che rappresento: noi crediamo nella comunicazione agli italiani all’estero…. l’assenza di risorse vuol dire certificare la fine di una serie di realtà e testate che hanno fatto bene oggi a raccontare la loro storia”. La senatrice esprime anche preoccupazione per la libertà di informazione.

 

Dopo l’intervento del Presidente della Fusie Giangi Cretti che esprime soddisfazione per la partecipazione al dibattito e si dice pronto a lavorare per far cambiare idea al Governo sui contributi per la stampa all’estero, il segretario generale Schiavone chiude i lavori e afferma: “è stato un arricchimento per tutti questo confronto, anche per il sottosegretario che è andato via. Non ci ha portato delle proposte e siamo ignari di ciò che succederà nella finanziaria. Noi volevamo capire quali fossero i margini e informare il sottosegretario dei vari contesti. Il Cgie ha capacità di critica e la nostra opinione va espressa ad alta voce ma dobbiamo avere la possibilità di confronto”. Schiavone rileva inoltre che il Cgie si batterà in favore della stampa italiana all’estero. “Noi – prosegue –  alzeremo le barricate e in questa battaglia avremo bisogno non solo dei consiglieri ma anche dei rappresentanti del Parlamento…. gli strumenti di informazione all’estero hanno grosse potenzialità che vanno alimentate con gli strumenti che siamo capaci di gestire. Il Cgie rispetto alla comunicazione in generale si spenderà come ha sempre fatto finora e speriamo che si aggiunga anche l’onere finanziario del governo”. (Maria Stella Rombolà- Inform)

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