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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Ieri l’incontro organizzato dal Maie in vista delle elezioni europee

MOVIMENTI POLITICI

Presentata la candidata della lista Io cambio /Maie – circoscrizione Italia centrale Elisabetta Cassano, coordinatrice Giovani in Italia del movimento. Sono intervenuti anche il presidente Ricardo Merlo e Mario Borghese, deputati eletti nella ripartizione America meridionale

ROMA – Si è svolto ieri nella sala della Mercede di Palazzo Marini, a Roma, un incontro organizzato dal Movimento Associativo Italiani all’Estero per promuovere la presenza del Maie sul territorio nazionale, coinvolgendo in particolare i giovani, e per presentare Elisabetta Cassano, coordinatrice del Maie Giovani Italia candidata al Parlamento europeo con la lista Io cambio/Maie (circoscrizione Italia centrale). Una candidatura che rappresenta in primis la volontà di puntare sulle giovani generazioni e sulla società civile per il rinnovamento del Paese: Elisabetta Cassano è infatti una giovane 27enne, laureata in scienze politiche alla Luiss di Roma e con all’attivo un’esperienza di co-fondatrice di una onlus che si occupa di ambiente.

Ad aprire l’incontro la segretaria del Maie, Antonella Rega, che ha ricordato come esso sia un movimento culturale e politico nato dall’associazionismo di emigrazione, movimento che dal 2008 ad oggi è cresciuto nei consensi e geograficamente: dal Sud America, “roccaforte” dell’associazionismo italiano all’estero, al Nord America, dall’Australia al Nord e Sud Africa. Fondatore e presidente del Maie, Ricardo Merlo, eletto nella ripartizione America meridionale al Parlamento italiano con circa 50mila preferenza nel 2008 e riconfermato nel 2013 con 75mila voti. Oggi il Maie si sta diffondendo in misura crescente anche in Europa – come ha ribadito il coordinatore di quest’area, Gian Luigi Ferretti, che riconosce l’entusiasmo della giovane candidata e ribadisce come il successo del Maie sia dovuto “all’idea vincente di un movimento nato per gli italiani all’estero e con gli italiani all’estero” – e il prossimo traguardo è il consolidamento di una presenza in Italia, il cui cammino viene inaugurato proprio in occasione di queste elezioni europee.

Ha rimarcato l’impegno del Maie nel coinvolgere le giovani generazioni Mario Borghese, deputato eletto nella ripartizione America meridionale, che ha sottolineato come oggi sia quanto mai necessario l’avvicinamento alla politica delle forze migliori e più meritevoli della società, “perché con la politica si possono fare grandi cose”.

Elisabetta Cassano definisce la sua candidatura con il Maie “un privilegio che ho accolto da subito con gratitudine e vivo con fiducia e guardando al futuro” e segnala l’impegno più difficile in vista del voto, quello di “riconciliare un’opinione pubblica, diffusamente scoraggiata con la politica”, un compito difficile ma necessario per ripartire. Si sofferma poi sulla natura del movimento, che incarna un “progetto politico nuovo, libero da personalismi e senza pregiudiziali ideologiche, che mira a fare dell’Italia un Paese che cresce – rileva, con un richiamo “alla responsabilità” e al “coraggio”, “perché – dice – non possiamo più permetterci la sfiducia, il delegare ad altri la soluzione dei problemi”.

“Occorre adottare una prospettiva nuova, progressista, liberarci dalla dittatura del presente e dai limiti in cui essa ci costringe – prosegue la candidata, lamentando in particolare l’eccessiva flessibilità del mercato del lavoro “che produce altissimi costi a livello occupazionale ma anche personale” e la costante sensazione “che la nostra vita dipenda da qualcun altro e non da noi”. Per Elisabetta Cassano è necessario “rimettere in gioco forze nuove e nuove idee”, “con forza, moderazione ma soprattutto fatti e comportamenti visibili”, attraverso l’impegno di persone “guidate da morale e ragione”, dall’impegno civile e dalla cura per la cosa pubblica, animati dall’interesse per i risultati ma anche da una prospettiva di lungo periodo. “Noi del Maie rappresentiamo quella parte dell’Italia che si è trovata costretta a lasciare il Paese di origine per cercare all’estero un futuro migliore – continua, ricordando come nel 2012 siano state 68.000 le persone, soprattutto giovani, emigrate all’estero, in media 200 al giorno, “un’emigrazione diversa dal passato” ma comunque sintomo – ribadisce – di “un Paese che fa scappare la propria gioventù e svende il proprio futuro”. “Serve allora una visione che aggiorni i termini la nostra identità di italiani, che guardi alla nostra storia recente e all’emigrazione italiana come ad un’opportunità per riprendere quel filo vitale rappresentato da una memoria che unisce passato, presente e futuro – afferma la coordinatrice del Maie, che si augura come risultato di queste elezioni la presenza di “un’Italia che sieda in prima fila in Europa e rivendichi il suo ruolo di Paese fondatore dell’Unione Europea”, di leader per la “sua diretta esperienza dei flussi migratori e per la crescita”. L’obiettivo è “più Italia all’estero e più estero in Italia”, ma soprattutto “riscrivere politiche che rispondano veramente alle necessità dei cittadini” e diano spazio a parole come “merito, formazione, lavoro, competenza, dialogo e mediazione”.

Di prospettiva di lungo periodo parla Ricardo Merlo, che spiega come il Maie si stia muovendo, puntando ora sulla diffusione in Italia, pensando “ai prossimi 20 anni”: “cominceremo, a partire da Roma e dal Lazio, a coinvolgere persone che vengono dalla società civile e dal mondo del volontariato, mondo da cui proviene il nostro movimento – ricorda Merlo, definendo la sua esperienza nell’associazionismo italiano in Sud America la fase più importate della propria formazione politica. In prospettiva segnala anche una riflessione su nome e simbolo del Maie, pur ribadendo come la priorità sia “risolvere i problemi del Paese, problemi concreti come la disoccupazione e le difficoltà delle piccole e medie imprese, modello che è stato oggetto di studio in Sud America ed è oggi stritolato dalle tasse”. A proposito di Europa il presidente del Maie parla della promozione di “un’idea differente”: “vogliamo un’Europa unita e integrata, ma uno degli obiettivi per cui essa è nata, lo sviluppo economico e sociale, da 10 anni a questa parte è oscurato da quella che sembra essere divenuta una corporazione burocratica, in cui professori parlano di persone come se fossero numeri”. “Se l’Europa non cambia dobbiamo prendere comunque delle decisioni per l’Italia – afferma Merlo, citando tra le misure più urgenti su cui intervenire la gestione dei flussi migratori, la crescita e i problemi delle imprese. “Il nostro è un movimento aperto, il tentativo è cercare di trovare un sintesi tra persone diverse e lavorare sui temi concreti – prosegue, sollecitando “le persone oneste a prendere in mano la politica”, “perché sappiamo di non avere tutte le soluzioni”, e a partecipare ad un “progetto, come il nostro, che non è solo politico ma anche morale”. “Qualunque sarà l’esito del voto europeo, l’esperienza sin qui vissuta è già stata vincente – sostiene Merlo, – perché ci è servita ad avere visibilità, a far comprendere come il nostro sia un linguaggio vicino alla gente, come il nostro fine sia la soluzione di problemi concreti”, “al di là delle definizioni di destra e sinistra” “questo – afferma – è l’unico modo di far politica che conosciamo”. (Viviana Pansa – Inform)

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