IMMIGRAZIONE
ROMA – In una nota il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) esprime preoccupazione per i contenuti del Decreto Immigrazione approvato dal Consiglio dei Ministri. “Le misure contenute nel Decreto Legge, se confermate, – si legge nella nota – andranno a deteriorare il livello di protezione, il sistema di accoglienza e le possibilità di integrazione di quanti arrivano nel nostro Paese perché bisognosi di protezione”. Tra le misure introdotte il CIR segnala in modo particolare quelle relative alla “militarizzazione del tema asilo e alla cittadinanza”. Il Direttore del Cir Mario Morcone afferma: “Preoccupa molto l’effetto che alcune misure, come l’abolizione della protezione umanitaria, avranno sulla gestione dei flussi migratori”.
Nella nota il CIR segnala come il decreto introduca la revoca della cittadinanza per “stranieri e apolidi” che abbiano una condanna definitiva per delitti commessi per finalità di terrorismo. “Si costruiscono, – prosegue il comunicato – in aperto contrasto con lo spirito e con la lettera della Costituzione, due categorie di cittadini: gli “italiani doc” e quelli “non originali”, ovvero tutti quelli che hanno acquistato la cittadinanza italiana ma sono di origine straniera. E a questi la cittadinanza, secondo il Decreto, la si può togliere”. Il comunicato del CIR rileva anche la presenza nel decreto della possibilità di trattenere ai fini dell’espulsione migranti fuori dai CPR in strutture idonee e nella disponibilità dell’autorità di pubblica sicurezza. “Una previsione – commenta Morcone – che, da un lato, fa venir meno tutte le garanzie procedurali del trattenimento delle persone e, dall’altro avvia una sorta di militarizzazione del tema dell’immigrazione contraria alla storia e alla cultura di questo Paese”.
Il Consiglio Italiano per i Rifugiati evidenzia anche come il decreto introduca la sospensione dell’esame della richiesta di protezione con conseguente notifica di espulsione per i richiedenti asilo che hanno in corso un procedimento penale, prima che una sentenza definitiva certifichi una condizione di colpevolezza. Una misura che per il Cir incrina il principio di presunzione di innocenza, pilastro del nostro ordinamento.
Il Cir si dice contrario anche al superamento del sistema di accoglienza diffusa a favore della nascita di centri governativi di grandi dimensioni. “L’ingresso nel sistema SPRAR – si spiega nella nota – viene negato a tutti i richiedenti asilo che dovranno attendere l’esito della loro domanda in centri governativi in cui non avranno accesso alcuno a percorsi di integrazione. Tutto il lavoro fatto a favore della delocalizzazione e della concertazione tra Stato-Regioni, per la creazione di piccoli centri che favoriscano un positivo dialogo sociale e possibilità di coesione, viene distrutto. Verranno privilegiati i grandi numeri di centri come Cona, Bagnoli e Mineo”.
Il Decreto Legge, una volta deliberato dal Consiglio dei Ministri, per entrare in vigore, dovrà essere emanato dal Presidente della Repubblica (ai sensi dell’art.87 Cost.) e successivamente sarà sottoposto alla conversione in legge ad opera del Parlamento ed infine la legge di conversione dovrà essere promulgata, come ogni legge, dal Presidente della Repubblica. “Siamo ancora fiduciosi – conclude Morcone- che prima della definitiva entrata in vigore di queste norme, sostanziali modifiche possano essere apportate”. (Inform)