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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

I parlamentari del Pd Fabio Porta e Francesca La Marca sugli accordi contro le doppie imposizioni fiscali

ITALIANI ALL’ESTERO
I parlamentari del Pd Fabio Porta e Francesca La Marca sugli accordi contro le doppie imposizioni fiscali
Al ministro dell’Economia e delle Finanze si chiede un impegno per la stipula degli accordi con i Paesi dell’America latina ancora esclusi (Cile, Perù, Uruguay, Colombia, Costarica, Bolivia e Repubblica Dominicana)
ROMA – I deputati eletti nella circoscrizione Estero per il Pd Fabio Porta (ripartizione America meridionale) e Francesca La Marca (ripartizione America settentrionale e centrale) sollecitano il ministero dell’Economia e delle Finanze a stipulare convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali con i Paesi dell’America latina non ancora soggetti a questo tipo di accordi e significativi per la presenza di connazionali ivi residenti e l’immigrazione in Italia, cui si aggiunge la rilevanza assunta per le attività delle imprese italiane all’estero.
Si tratta di Paesi come il Cile, il Perù, l’Uruguay, la Colombia, il Costarica, la Bolivia e la Repubblica Dominicana, in cui risiedono in alcuni casi anche decine di migliaia di italiani – segnalano i parlamentari – e da dove sono giunti in Italia migliaia di immigrati.
Porta e La Marca evidenziano infatti come l’assenza di convenzioni bilaterali non solo “crei problemi di potestà impositiva e di doppia tassazione per le numerose collettività di emigrati, lavoratori e pensionati, che si spostano dall’America Latina in Italia e viceversa”, ma possa “compromettere e limitare anche l’avvio di attività economiche e finanziarie di imprese italiane e latino americane che rischiano un’applicazione incerta o penalizzante di norme che se invece fossero regolate da una convenzione eliminerebbero le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio dei rispettivi residenti e contrasterebbero l’elusione e l’evasione fiscale”. Pur segnalando come il pericolo della doppia imposizione risulti mitigato dalla normativa interna di Paesi come l’Italia, che “esclude da tassazione gli interessi attivi prodotti dai non residenti sui depositi bancari o postali, e concede per i redditi prodotti all’estero un credito a fronte delle imposte pagate all’estero”, viene ribadito come non risulti scontato che “simili disposizioni siano presenti nella normativa interna di altri Paesi o che comunque, in mancanza di accordo bilaterale, la normativa interna sia sufficiente per evitare la doppia tassazione o impedire elusione ed evasione”.
I parlamentari chiedono pertanto al ministero dell’Economia che ai rapporti da tempo già avviati e stabiliti con Paesi come l’Uruguay, il Cile, il Perù, la Colombia, il Costarica, la Bolivia e la Repubblica Dominicana facciano seguito convenzioni analoghe a quelle stipulate con l’Argentina, il Brasile, l’Ecuador e il Venezuela. Domandano inoltre i motivi per cui, nonostante i negoziati già avviati, non sia stato concluso un accordo in materia con l’Uruguay. La richiesta formulata nei confronti del governo è quella di “venire incontro alle pressanti richieste delle collettività italiane residenti nei Paesi dell’America Latina ancora non convenzionati e di quelle latino americane residenti in Italia, e delle migliaia di imprese italiane interessate a svolgere un’attività economica in America Latina, che beneficerebbero, senza costi per l’erario italiano, dalla stipula delle convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni fiscali”.
Per i due parlamentari, inoltre, in vista della VI Conferenza Italia-America Latina organizzata dal governo Italiano a Roma tra poche settimane, “sarebbe un segnale di grande rilievo politico, nonché un’iniziativa coerente con la nostra politica estera, inserire questo tema tra le grandi questioni in grado di rilanciare in maniera adeguata il rapporto del nostro Paese con un continente storicamente tanto vicino e strategicamente così importante per la nostra internazionalizzazione”. (Inform)
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