ASSOCIAZIONI
Su “Piemontesi nel mondo”, ottobre 2014, l’editoriale del presidente Michele Colombino
TORINO – Recentemente la nostra preziosa collaboratrice che vive e infiamma la piemontesità a New York, Simona Rodano, nella sua dirompente professionalità è stata in una terra lontana, nel Middle East, in Oman nella capitale Muscat, dove ha visitato il grande deserto, conoscendo la gente del posto e una diversa cultura.
Con grande sorpresa ha incontrato alcuni Piemontesi nel mondo “doc”, fra cui un giovane di appena 30 anni con una brillante carriera, impegnato nella realizzazione di 2.500 chilometri di ferrovia ad alta velocità in una terra prevalentemente desertica. E’ la prima ferrovia nel Middle East, progettata per sviluppare commercio e turismo.
Questo giovane in una sua presentazione via mail ha scritto : “Sono in Oman dal 3 giugno 2014 e svolgo l’attività di Procurement per la mia compagnia. La lontananza dal mio adorato Piemonte è ormai una ferita perennemente aperta, visto che prima di approdare in Oman ho lavorato in Romania svolgendo il ruolo di consulente legale per lo sviluppo degli investimenti sulle energie rinnovabili dei nostri connazionali. Tutta questa lontananza, però, non scalfisce minimamente l’amore per la mia terra…”.
Sempre la nostra collaboratrice Simona Rodano ci ha chiesto tre tessere dell’Associazione Piemontesi nel Mondo da recapitare a questo giovane e ad altre due famiglie piemontesi colà insediate per motivi di lavoro, in segno di solidarietà e di vicinanza. Questo lo faremo volentieri e con entusiasmo perché comprendiamo la nostalgia per la terra piemontese dei nostri giovani emigrati, che rientrano nell’ambito di un fenomeno socio-economico molto più ampio ed articolato, che si estende a macchia d’olio.
Non si tratta solo di fughe all’estero e scambio di talenti, ma di un percorso di vita e di crescita, anche se questo fenomeno, sotto certi aspetti, impoverisce il nostro Paese di energie umane. Spesso chi si “trasferisce” in paesi esteri non ha trovato adeguate opportunità di lavoro e sicurezza in Italia e quindi cerca altrove la realizzazione delle proprie aspettative.
Considerando che con le tecnologie odierne è molto più facile che in passato restare in contatto e in collegamento, possiamo impegnarci per cogliere gli aspetti positivi e di esperienza internazionale di questa nuova emigrazione temporanea o permanente di giovani, innescando l’occasione di un nuovo e vitale fermento sociale, culturale e morale, quale risposta responsabile capace di trasformare le difficoltà, la nostalgia e la permanenza all’estero in una solidale catena umana, di valori e di dignitosa operatività senza confini, che non interrompa i legami con la terra di origine. (Michele Colombino – “Piemontesi nel mondo”, ottobre 2014 /Inform)