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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Guida alle radici italiane”, presentazione dell’iniziativa in occasione della Giornata dell’immigrato italiano in Argentina

ASSOCIAZIONI

ROMA – CRAM Argentina (Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo) e FEDAMO (Federazione delle Istituzioni Abruzzesi in Argentina) hanno tenuto online la presentazione della Guida alle radici italiane realizzata dall’associazione Raíz Italiana con il sostegno della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci. Il primo volume riguarda Abruzzo, Puglia, Basilicata ed Emilia-Romagna. L’obiettivo della Guida è quello di permettere a tutti gli oriundi italiani di conoscere i luoghi legati alla storia dei loro antenati emigrati dall’Italia e di vivere un’esperienza unica e indimenticabile nella terra delle loro radici. Questo incontro, che vede coinvolti i consiglieri Marcello Castello, Federico Mandl e Maxi Manzo (moderatore dell’incontro), è stato organizzato per celebrare il 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, e il 3 giugno ossia la Giornata dell’immigrato italiano nella Repubblica Argentina. Hanno partecipato Giovanni Maria De Vita Capo Ufficio I della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci, Marina Gabrieli di Raiz Italiana, Luigi Scaglione, Coordinatore nazionale delle Consulte regionali dell’Emigrazione. Roberto Santangelo, Vicepresidente del Consiglio Regionale Abruzzo, ha espresso orgoglio per la Guida ringraziando i funzionari del CRAM: “si stima oggi che ci siano circa 80 milioni di discendenti italiani nel mondo e questo volume vuol far conoscere a loro il territorio italiano”, ha spiegato Santangelo anticipando l’idea di incentivare il turismo delle radici con una serie di bandi. “Un pensiero va alla comunità argentina che festeggia la festa dell’immigrazione italiana ed è un sancire le radici che non si raffreddano”, ha aggiunto Santangelo. Marcello Castello ha ricordato come spesso gli italiani siano arrivati con poco o nulla in Argentina e lì hanno potuto realizzarsi. Il Consigliere Giovanni De Vita ha sottolineato il ruolo delle associazioni presso le comunità italiane che operano per tenere vive tradizioni, ricordi e cultura degli emigrati italiani. “Dobbiamo essere orgogliosi di questa ricorrenza – ha commentato De Vita riferendosi alla festa del 3 giugno – perché in Argentina circa la metà della popolazione è di origine italiana: per noi è un grande patrimonio che ci dimostra quanto sia importante la dimensione delle nostre comunità nel mondo. Le nuove generazioni di italiani in Argentina sono arrivati ai più alti livelli della società. Il Ministero degli Esteri sostiene le iniziative per promuovere il turismo delle radici quale opportunità per rafforzare i nostri legami con gli 80 milioni di oriundi italiani nel mondo: un potenziale sul quale siamo impegnati a sviluppare un rapporto privilegiato”, ha spiegato De Vita evidenziando come la Guida al turismo delle radici sia uno degli strumenti concreti messi a disposizione e sostenuti dal Maeci. “Il turismo delle radici non porta in Italia persone che vogliono visitare il patrimonio Unesco perché quello che si vuole riscoprire sono le mete al di fuori dei grandi circuiti: andare nei borghi d’origine degli antenati deve essere un’esperienza emotiva da tramutare in un momento unico”, ha aggiunto De Vita ricordando che è in lavorazione la seconda edizione della Guida riguardante Calabria, Lombardia, Molise e Sicilia. De Vita ha menzionato tra le varie iniziative anche quelle di ricerca, tramite questionari e raccolte dati, volte ad avere un quadro più preciso di chi sia il turista delle radici; a tal proposito è in corso un master per operatori del turismo delle radici presso l’Università della Calabria.

Dal canto suo Luigi Scaglione ha ricordato il lavoro già avviato da tempo con l’Abruzzo nel rapporto con le comunità emigrate. “C’è un mondo che cambierà dopo la pandemia e dobbiamo fare in modo che il turismo delle radici sia uno strumento di ripartenza. Bisogna far sentire che c’è ancora un territorio da far scoprire ed è importante che ci sia anche chi indichi le modalità per far funzionare il meccanismo di accoglienza. Non è assistenza ma giusta promozione”, ha spiegato Scaglione invitando le Regioni a ragionare in modo quanto più uniforme. Marina Gabrieli ha ricordato che l’idea della Guida è nata diversi anni fa proprio in Argentina. Ha quindi spiegato come è strutturato il volume: per ogni Regione c’è un capitolo dedicato ai luoghi della memoria e ai musei dell’emigrazione, ossia quelli dell’800 e del ‘900 dai quali sono generalmente espatriati più connazionali. Non manca un capitolo sulla tradizione gastronomica regionale, sulle feste locali tramandate nei secoli e sui personaggi celebri. La Guida è scaricabile in più lingue dal sito del Ministero degli Esteri e di Raìz Italiana. L’associazione Raìz Italiana sostiene inoltre un progetto nato dall’idea di Maxi Manzo che traduce in un video-documentario dal titolo “El vestido de Dora” che è una storia sull’emigrazione regionale. “Sono immagini della mia famiglia che però appartengono a tutti noi. Parte tutto dai racconti ascoltati da bambini come fossero favole. Si racconta la nostra versione della storia per superare la nostalgia dei nonni”, ha spiegato Manzo. Florencia Caretti, Presidente di Feditalia Argentina, ha ricordato che il turismo sarà uno dei settori che più rapidamente si avvierà al recupero. L’idea è quello di organizzare viaggi in nave: “un viaggio che riporta alle radici anche in questo senso”, ha precisato Caretti riferendosi al fatto che l’emigrazione storica arrivava in Sudamerica in nave. Marcelo Carrara, consigliere Cgie-Argentina, ha ricordato la presentazione della Guida avvenuta a Buenos Aires più o meno nell’autunno del 2019, quindi pochi mesi prima dell’inizio della pandemia. “La Guida è uno strumento molto utile e per noi della Federazione delle Società Italiane a Mar del Plata è un punto di riferimento”, ha spiegato Carrara evidenziando come proprio a Mar del Plata si sia creato un gruppo di lavoro sul turismo delle radici. “Il turismo sarà uno dei canali per affrontare questa crisi a livello mondiale e c’è molta voglia di tornare in Italia: potremo arrivare a un grande traguardo”, ha aggiunto Carrara esprimendo un pensiero sulla Giornata dell’immigrazione italiana in Argentina quale evento molto sentito emotivamente. Hector Fonzo ha parlato dell’importanza del legame tra le radici e il futuro dei giovani. “Abbiamo bisogno di questi rapporti, soprattutto dopo il tempo perso per la pandemia”, ha spiegato Fonzo. Roberto Berardi ha ricordato il lavoro congiunto tra le comunità e l’Università Nazionale de La Plata. (Inform)

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