ITALIANI ALL’ESTERO
ROMA – “Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha recentemente diffuso due pareri su provvedimenti legislativi che toccano temi cruciali per la nostra collettività: la cittadinanza iure sanguinis e la riorganizzazione dei servizi consolari. Entrambi i documenti sono stati accompagnati da comunicati ufficiali dai toni severi e fortemente critici, dai quali si evince una posizione sempre più irrigidita, maggiormente ideologica che istituzionale”. Così in una nota i consiglieri del Cgie Vincenzo Arcobelli, Luigi Billè , Alessandro Boccaletti , Agostino Canepa, Antonio Cenini, Paolo Dussich, Gianluigi Ferretti, Vincenzo Zaccarini. “Colpisce, tuttavia -proseguono i consiglieri – , un elemento di fondo che merita una riflessione pubblica: non si è voluta cogliere l’opportunità di valorizzare quanto emerso in maniera costruttiva nel dibattito assembleare sulla governance e sulla riforma del Consiglio generale; un momento che avrebbe potuto rappresentare l’avvio di un serio confronto sul rilancio dell’organo”. I consiglieri Arcobelli, Billè , Boccaletti, Canepa, Cenini, Dussich, Ferretti, Zaccarini parlano di una componente “progressista” che, forte della maggioranza numerica, “porta avanti posizionamenti di parte”. Un’impostazione da cui, secondo i consiglieri, occorre prendere le distanze. Per i consiglieri l’azione recente, proposta come una strenua difesa dei diritti, in realtà evidenzia “incapacità di proporre soluzioni oggettive”. Secondo i consiglieri “il Cgie non può trasformarsi in una palestra di scontro permanente. Servono responsabilità, ascolto delle istanze reali delle collettività, e soprattutto la volontà di riformarsi dall’interno”. Serve per Arcobelli, Billè, Boccaletti, Canepa, Cenini, Dussich, Ferretti e Zaccarini “una governance all’altezza del compito”. (Inform)