ITALIANI ALL’ESTERO
Solidarietà agli operai di Orcenico
PORDENONE – Gli “Young Adults”, in questi giorni ospiti a Pordenone dell’Ente friulano per l’assistenza sociale e culturale degli emigranti (Efasce) , esprimono la propria solidarietà nei confronti dei lavoratori dell’Ideal Standard. La loro vicinanza è legata la fatto che i loro genitori, nonni o bisnonni dovettero lasciare molti anni fa la Destra Tagliamento a seguito della mancanza di lavoro nel Friuli Occidentale e cercare fortuna al difuori del territorio nazionale.
Piena solidarietà ai lavoratori dell’Ideal Standard che rischiano di perdere il lavoro, perché la condizione dei dipendenti dello stabilimento di Orcenico è la stessa che vissero i loro predecessori e che costrinsero nonni e genitori a lasciare l’Italia per trovare fortuna all’estero. Ad esprimerla sono stati i circa quaranta giovani figli e nipoti di pordenonesi residenti all’estero che in questi giorni si trovano nel Friuli Occidentale per ripercorrere le tracce dei loro avi e scoprire quelle terre in cui i loro predecessori avevano vissuto prima di fare le valigie e salire su un treno o una nave per trovare un lavoro che nella Destra Tagliamento non c’era più.
Ospiti dell’Ente Friulano per l’assistenza sociale e culturale degli emigranti (Efasce), gli Young adults hanno compiuto una serie di visite alle istituzioni del nostro territorio. Prima in Comune a Pordenone, poi nella municipalità di Maniago ed infine in Provincia, i ragazzi hanno incontrato i sindaci e il vicepresidente dell’ente di Largo S. Giorgio per conoscere il funzionamento delle istituzioni locali. E proprio mentre erano a colloquio con Eligio Grizzo, nella sala accanto si stava portando avanti una importante trattativa riguardante il futuro dell’Ideal Standard. Venuti a conoscenza di quanto stava accadendo, i giovani corregionali hanno voluto esprimere al vicepresidente tutta la loro vicinanza e solidarietà ai lavoratori. “Seppur non vivono in prima persona il disagio che il nostro territorio sta subendo in questo periodo – spiega il presidente dell’Efasce Michele Bernardon che in questi giorni sta accompagnando i ragazzi nei vari incontri istituzionali – tuttavia sono molto attenti e sensibili ai temi del lavoro. Non dimentichiamoci infatti che i loro genitori, nonni o bisnonni hanno subito esattamente le stesse ripercussioni, lasciando la nostra provincia per andare a cercare un lavoro all’estero. È quindi nella loro storia – conclude Bernardon – la sofferenza legata al posto del lavoro, una difficoltà che non ha lasciato questi ragazzi indifferenti”. (Antonio Liberti/Inform)