CAMERA DEI DEPUTATI
(fonte immagine Camera dei Deputati)
ROMA – In occasione del Giorno del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata (che si celebra ogni anno il 10 febbraio), l’8 febbraio presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera è stato proiettato il docu-film “Ricordare, portare al cuore”. Il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha parlato di “grande responsabilità e dovere nell’onorare le vittime della tragedia delle Foibe e dell’esodo forzato di nostri connazionali”. Fontana ha definito quegli eventi come “una delle pagine più buie e orribili della storia” con il massacro iniziato nel 1943 e che si è poi protratto per alcuni anni ai danni di civili “le cui famiglie per secoli avevano pacificamente convissuto in quelle terre con altre etnie e culture”. Così Fontana ha introdotto il docu-film “Ricordare, portare al cuore” sottolineando l’etimologia stessa della parola ‘ricordare’. “Il Giorno del Ricordo istituito nel 2004 ci interroga non solo sulle cause della tragedia ma su quelle che la tennero nascosta”. Per Fontana il fanatismo ideologico che nel secolo scorso causò tante morti deve essere contrastato coltivando quotidianamente la democrazia e il dialogo. Il Presidente della Camera ha anche chiesto scusa a nome della politica per la sofferenza patita da quelle famiglie costrette a subire violenza e l’esilio forzato, spesso non trovando nel luogo di arrivo neanche la giusta accoglienza. “Non trovare l’accoglienza che si aspettavano deve essere stata una delle ferite più dolorose per questi nostri connazionali”, ha sottolineato Fontana. Il giornalista Fausto Biloslavo ha moderato l’incontro raccontando di aver vissuto questa tragedia in famiglia con un nonno che non ha mai conosciuto perché portato via durante l’occupazione militare di Tito quando si portavano via gli italiani in quanto tali. “Lui non aveva fatto niente di male e non aveva neanche partecipato alla guerra perché aveva un problema di salute. Sono figlio di un esule che ha dovuto lasciate l’Istria”, ha raccontato Biloslavo che deve anche a queste vicende l’aver scelto di essere un giornalista di guerra. “Le guerre, il lato oscuro dell’umanità da raccontare fino in fondo”, le ha definite Biloslavo”. Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, ha ricordato come sia necessario a distanza di 70 anni scrivere una storia comune quale “processo di responsabilità che dobbiamo compiere per le future generazioni affinché il passato non si faccia presente”. Il processo di conoscenza e di divulgazione storica deve quindi “fondare le basi solide per le sfide della pacifica convivenza che una società complessa ci impone”, ha precisato Fedriga andando col pensiero a quanto sta accadendo da un anno tra Russia e Ucraina. “Il rischio di riportare i nostri Paesi nell’oscurità è ancora troppo vicino. La storia del ‘900 dovrebbe ricordarci che l’estremismo ideologico è culla di odio: la pace europea è stata possibile con il dialogo e con un‘Europa unita”, ha aggiunto Fedriga invitando ancora a ricordare come un dovere la tragedia delle foibe e dell’esodo dalle terre lungo il confine nord-orientale italiano. Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega nazionale di Trieste, ha invitato a capire il perché tutto ciò sia accaduto altrimenti il solo ricordo non sarebbe sufficiente. Il fenomeno in questione, secondo Albertini, è accaduto “secondo una logica ben precisa: quella di Tito che voleva costruire un nuovo Stato, quello comunista, con lo strumento della rivoluzione”, utilizzando il terrore contro tutti coloro si pensasse potessero dare fastidio alla nascita della nuova nazione. Paolo Valerio, direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia-Giulia e coautore del docu-film, ha parlato di un assordante silenzio per troppi anni. “Il Giorno del Ricordo ha rappresentato per molte persone, che avevano mantenuto un doloroso silenzio, una spinta necessaria per trovare il coraggio di parlare delle loro storie”, ha spiegato Valerio sottolineando come parlare con i testimoni oculari di quelle vicende è stato fondamentale per realizzare diverse opere. (Inform)