CINEMA
Serbia, a Novi Sad “Sacro Gra” di Gianfranco Rosi
BELGRADO – “Sacro Gra”, film documentario di Gianfranco Rosi vincitore del Leone d’Oro alla 70^ Mostra del Cinema di Venezia, sarà proiettato questa sera alle 21.30 presso il Centro Culturale di Novi Sad (Vojvodina, Serbia) in Katolička porta 5. L’evento, a ingresso libero, rientra nella 12^ edizione delle Giornate del Cinema Italiano a Novi Sad dedicate al meglio del cinema d’autore italiano contemporaneo e organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado
Il film sarà proietatto in lingua italiana con sottotitoli in lingua serba.
Il Grande Raccordo Anulare, che racchiude la città di Roma nel suo complesso circuito, è il protagonista del documentario di Gianfranco Rosi,che per due anni lo ha percorso per scoprire soprattutto la vita degli individui che abitano il paesaggio urbano circostante. Il regista ha incontrato personaggi singolari come un nobile piemontese decaduto che vive con la figlia in un appartamento in periferia (accanto ad un dj indiano), un pescatore d’anguille, un esperto botanico che combatte per la sopravvivenza delle palme, un paramedico con madre affetta da demenza senile, un nobile che affitta il suo castello come set per fotoromanzi, un gruppo di fedeli che osservano un’eclisse al Santuario del Divino Amore e la attribuiscono alla Madonna, alcune ragazze-immagine sedute in un bar…
Gianfranco Rosi ha dichiarato di essersi ispirato al romanzo ”Le città invisibili” di Italo Calvino in cui Marco Polo descrive al grande imperatore Kublai Khan cinquantacinque città diverse. Come il grande viaggiatore veneziano, il regista visita i luoghi sconosciuti attorno ai quali si snoda il Grande Raccordo Anulare. Per meglio comprendere il rapporto esistente fra questi spazi e i loro abitanti entra nelle case e nell’intimità delle persone che compaiono nel film. Il risultato è una sorta di caleidoscopio metaforico dell’Italia contemporanea, presentata con un documentario che si distacca dalla tradizione propria di questo genere, per avvicinarsi al cinema di finzione, di cui riprende forme espressive e linguaggi propri, ad esempio, della commedia italiana degli anni Cinquanta o del cinema di introspezione psicologica del grande Antonioni. (Inform)