GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA TORTURA
Il Consiglio Italiano per i Rifugiati segnala come 141 Paesi pratichino nel mondo tortura o trattamenti inumani o degradanti e come un rifugiato su tre giunto in Italia sia vittima di tortura
ROMA – Si celebra domani, giovedì 26 giugno, la Giornata internazionale a sostegno delle vittime di tortura e il 30° anniversario della Convenzione Onu contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti.
Partecipa all’evento in Italia il Consiglio Italiano per i Rifugiati, impegnato in progetti di accoglienza e cura delle vittime che ha coinvolto nel corso degli ultimi 18 anni oltre 4000 rifugiati (il progetto attuale ha in carico circa 1400 richiedenti asilo e rifugiati sopravvissuti a tortura). Il Cir organizza in questa occasione una serie di eventi, video e testimonianze per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, segnalando come secondo i dati di Amnesty International 141 Paesi risultino praticare ancora tortura o trattamenti inumani o degradanti e come un rifugiato su tre tra quelli che giungono in Italia abbia personalmente subito esperienze di tortura.
Presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale a Roma (Piazza San Marco 51) il Cir organizzerà domani un convegno di due sessioni: la prima, intitolata “Il progetto di Riabilitazione e cura delle vittime di tortura Together with VI.TO.”, illustrerà i risultati del progetto transnazionale per la riabilitazione delle vittime di tortura sostenuto dalla Commissione Europea e discuterà le diverse forme di assistenza messe in campo ed i loro benefici sulle vittime; la seconda sessione, “Scenari globali: le cause e le dimensioni delle migrazioni nel continente africano”, affronterà le misure internazionali di prevenzione, contrasto e protezione alla luce degli attuali conflitti, dalla Siria ad intere regioni dell’Africa sub-sahariana, che comportano atti di crudeltà, inclusa la tortura, nonché esodi di popolazioni e rappresentano anche la principale causa del forte aumento del numero di rifugiati che arrivano sulle nostre coste. Al convegno è previsto anche un intervento di Romano Prodi.
Sempre il 26 giugno, alle ore 20.30, presso l’Aranciera di San Sisto – In Via Di Valle delle Camene, 11 (Terme di Caracalla) con il Patrocinio di Roma Capitale si terrà lo spettacolo teatrale “Mare Monstrum”, serata introdotta da una lettura di Monica Guerritore tratta dal romanzo di Giuseppe Catozzella “Non dirmi che hai paura”. Protagonisti dello spettacolo i rifugiati sopravvissuti a tortura che hanno partecipato ai laboratori di riabilitazione psico-sociale del Cir promossi all’interno del progetto Together with Vi.TO. Lo spettacolo è liberamente ispirato al racconto “L’annegato più bello del mondo” di Gabriel García Márquez.
Durante gli eventi verrà inoltre lanciata la campagna di comunicazione “Vere torture – Oggi è il tuo giorno”, con gli spot video interpretati da Lucia Lavia e Luca Amorosino. Gli spot scelgono un punto di vista nuovo per raccontare la tortura, quello degli indifferenti, nella consapevolezza che il moltiplicarsi della diffusione di immagini di crudeltà hanno in qualche modo creato assuefazione da parte del pubblico. L’obiettivo è offrire uno sguardo lucido, senza effetti audiovisivi e montaggio serrato, con cui si invitano gli spettatori a guardare in faccia la realtà.
Nella serata, il Cir lancerà anche un concorso di cortometraggi per filmaker sul tema del diritto d’asilo, promosso da dieci personalità del mondo della cultura e del cinema insieme alla Siae, che da sempre contribuisce e sostiene iniziative di solidarietà.
“La particolare complessità delle problematiche legate a esperienze di violenza, abusi e traumi estremi, richiede risposte e supporti diversificati, che agiscano in modi e su piani diversi ma fortemente integrati tra loro – afferma Fiorella Rathaus del Cir. “Per questa ragione – prosegue -utilizziamo una prospettiva di lavoro multidisciplinare, in cui gli interventi di tipo sociale, psicologico, medico e legale si intersecano e si rinforzano reciprocamente e concorrono alla realizzazione di un positivo percorso di riabilitazione e integrazione”. La tortura mira alla distruzione dell’identità delle sue vittime. Poter ricostruire una “storia che cura”, recuperando per integrare l’indicibile, è un processo difficile da compiere, ed è necessario uno spazio intermedio in cui sia possibile uno scambio simbolico. In questo spazio – segnala il Cir – si colloca l’esperienza del laboratorio di riabilitazione psico-sociale attraverso il teatro, dove l’utilizzo delle metafore può recuperare quei piccolissimi frammenti di vita umana rimasti impigliati nel silenzio. (Inform)