direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Germania – Natale d’artista

ITALIANI NEL MONDO

Dal Messaggero di sant’Antonio, dicembre 2020

Natale, Berlino e arte italiana: è la combinazione che si ripete ogni anno grazie alla collaborazione tra Fulvio Pinna e la Missione Cattolica Italiana della capitale tedesca. Pinna è l’unico nostro connazionale ad avere avuto l’onore, nel 1990, di dipingere uno dei murali di quel pezzo di Muro conosciuto oggi come East Side Gallery, il monumento più emblematico per rappresentare la gioia dei cittadini per la riunificazione. «Il mio rapporto come artista col Natale è stato sempre importante. Anni fa realizzai anche il presepe per il mio paese d’origine, Furtei, centro della Sardegna. Ogni anno, fin dal mio trasferimento, nell’ottobre del 1987, dono alcune delle mie opere alla Missione Cattolica per una mostra il cui ricavato è completamente destinato a diverse missioni nel mondo. Quest’anno ricorre anche il trentesimo anniversario del mio “Inno alla Gioia” sulla East Side Gallery».

Proprio il Muro fu una delle ragioni che spinse Pinna a trasferirsi in Germania. «All’epoca avevo 39 anni, vivevo a Roma e avevo un atelier a San Lorenzo. Le cose andavano bene, ma ero curioso di vedere un luogo così importante per l’attualità e il suo status unico di città divisa. Volevo conoscere la città di quegli anni, un luogo dove il concetto di libertà era stato violato. Dovevo rimanere in città solo un po’. E invece, travolto dall’attualità e dall’entusiasmo che vi si respira tuttora, sono ancora qui. Ho una galleria personale nel quartiere di Charlottenburg, e continuo ad esporre quadri e sculture tanto in città che nel resto della Germania».

Il rapporto con l’Italia è quello di un amore a distanza, fatto di ricordi e visite frequenti. «Torno sempre più spesso, conosco tanti tedeschi pensionati che vivono nel nostro Paese; ogni tanto ci penso anch’io, ma la mia vita è ormai qui e per lavoro viaggio comunque moltissimo. Un pezzo di italianità poi la trovo nelle persone della Missione Cattolica. Mio padre Antonio era abbonato al “Messaggero di sant’Antonio”. E anche qui, quando mi capita tra le mani, ripenso ai miei anni da bambino, alla Sardegna e a ciò che sembra che ci lasciamo alle spalle, ma che in realtà portiamo sempre con noi, anche a distanza di centinaia di chilometri». (Andrea D’Addio – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)

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