direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Germania; manifestazione davanti al Consolato generale di Colonia contro i tagli ai Patronati

ITALIANI ALL’ESTERO

Organizzata da Acli, Inas, Epasa, Ital e Labor con il sostegno dei Comites di Colonia e Dortmund

 

Delegazione di Patronati e Comites  ha incontrato il vice console Buzzoni. Consegnata una lettera

 

DORTMUND – Numerosissime persone – riferisce in una nota l’ufficio Ital Uil di Dortmund – si sono radunate il 12 novembre alle ore 11 davanti al Consolato Generale di Colonia per protestare contro i tagli alle risorse dei Patronati che il Governo intende mettere in atto con la legge di stabilità.

La giornata di protesta – prosegue la nota – è stata organizzata dai Patronati presenti sul territorio del Nordreno Vestfalia, Acli, Inas, Epasa, Ital e Labor con il sostegno dei Comites di Colonia e di Dortmund. Al termine della protesta una delegazione dei rappresentanti dei Patronati con le due presidenti Comites, Rosella Benati e Marilena Rossi è stata accolta dal vice console di Colonia dott. Rudy Buzzoni.

Giuseppe Bartolotta dell’Ital Uil di Colonia ha illustrato, a nome di tutti i presenti, le motivazioni della protesta e le conseguenze devastanti che un eventuale taglio potrebbe avere sulla rete consolare consegnando al vice console una lettera firmata dai rappresentanti della delegazione. Il vice console ha sottolineato il meritorio lavoro di assistenza ai connazionali svolto all’estero dai patronati e spera – riferisce ancora l’Ital Uil – di poter continuare ad avvalersi della preziosa attività dei patronati anche in futuro.

Nella lettera – sottoscritta dai patronati operanti nella circoscrizione consolare di Colonia Acli,Epasa, Inas,Labor,Ital-Uil Colonia,Ital-Uil Köln Bonn,Ital-Uil Gummersbach,Ital-Uil Dortmund,Ital-Uil Lüdenscheid e dai Comites di Colonia e di Dortmund – si chiede al console  “un intervento presso le sedi che riterrà opportune per esprimere la propria contrarietà ai tagli facendo presente l’impatto devastante che si avrebbe anche all’estero in seguito alla chiusura dei Patronati”.

Si fa presente che “tutti i giorni i cittadini italiani qui residenti si rivolgono alle nostre strutture per chiederci informazioni e consulenza in materia pensionistica e assistenziale. Sono persone della vecchia e nuova emigrazione, famiglie, giovani, donne, pensionati”.

“Da alcuni anni – si fa presente – è ricominciato un forte flusso migratorio verso la Germania e migliaia di nuovi emigrati italiani hanno attivato una pratica presso i nostri uffici; dietro ciascuna c’è il volto e la storia di una vita. E questo numero non tiene conto delle tante altre persone che si rivolgono quotidianamente a noi per una semplice informazione o per una consulenza sui servizi consolari che i consolati non sono piú in grado di fornire in tempi brevi per le drastica riduzione della rete consolare”. “Da 70 anni – prosegue la lettera – siamo accanto ai cittadini in ogni fase della vita per offrire un sostegno qualificato, competente e aggiornato rispetto ai mutamenti legislativi in Italia e in Germania su previdenza, assistenza, infortuni e malattie professionali e molto altro ancora. Svolgiamo il lavoro con passione e dedizione, convinti che ogni diritto riconosciuto rappresenti un valore positivo affinché si affermi e si estenda sempre di più il principio di giustizia sociale a cui ci ispiriamo. Vedersi riconosciuto un diritto in molte occasioni può cambiare la vita”. Nella lettera si ricorda che “i Patronati all’estero sono mediatori di rapporti socio-culturali con il paese di accoglienza e le istituzioni italiane, svolgono un lavoro prezioso che contribuisce anche al buon funzionamento degli enti pubblici, di quelli previdenziali e assistenziali in Italia e all’estero”. “Promuoviamo e favoriamo l’integrazione, forme di partecipazione, modelli di solidarietà nel Paese di accoglienza e concorriamo al recupero del senso di “cittadinanza attiva” dei nostri connazionali e del senso di appartenenza affettiva e culturale verso l’Italia” sottolineano i Patronati dicendosi “convinti che non basti la motivazione della crisi economica per bloccare un processo culturale e una serie di iniziative che hanno lo scopo di preservare i diritti degli italiani all’estero per il presente e il futuro”. “E’ evidente – si sottolinea ancora – che i Patronati all’estero rappresentino una risorsa strategica anche in termini sociali e umani.

“ Ora la legge di stabilità prevede un taglio economico ai Patronati con gravi conseguenze sulla tutela dei diritti dei cittadini. L’uguaglianza di accesso ai diritti sarà così cancellata” .”Se la manovra dovesse passare così com’è, le persone per ricevere questo tipo di assistenza dovranno rivolgersi a consulenti a pagamento e non credo sinceramente che tutti potranno permetterselo”.

Una scelta che “potrebbe mettere in ginocchio la rete consolare essendo i Patronati l’unico welfare gratuito a favore dei cittadini italiani all’estero”. Secondo i Patronati “la rete consolare non sarà in grado di affrontare le migliaia di richieste e le persone si troveranno costrette a rivolgersi a consulenti a pagamento per un servizio oggi gratuito, con il rischio di dover rinunciare alle tutele previdenziali e assistenziali cui hanno diritto”. Per i Patronati “il taglio di 150 milioni di euro al fondo patronati e la riduzione del 35% dell’aliquota previdenziale destinata ad alimentarlo non costituiscono un risparmio per nessuno. Lo 0,226% dei contributi sociali versati da circa 21 milioni di lavoratori oggi assicura a oltre 50 milioni di persone la possibilità di usufruire dei servizi gratuiti dei patronati”. Ed è “per contrastare questa misura che minerebbe seriamente la tenuta del sistema di welfare del nostro Paese” che “i patronati d’Italia hanno avviato una mobilitazione sia a livello nazionale che locale, per sensibilizzare l’opinione pubblica e far comprendere al Governo e al Parlamento l’importanza di modificare immediatamente la proposta contenuta nella legge di stabilità”. Nella lettera si fa infine presente che “dal 29 ottobre è partita la petizione “No ai tagli ai patronati” per raccogliere le firme dei cittadini e delle cittadine in tutte le sedi dei Patronati, per chiedere al governo modifiche sostanziali della norma”. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform