ITALIANI NEL MONDO
Dal Messaggero di sant’Antonio, novembre 2018
BERLINO – La sempre più ampia comunità italiana in Germania (più di 700 mila persone) ha da poco anche un suo connazionale vigile del fuoco a Berlino. Si chiama Davide Palmisano, ha 29 anni eppure la sua vita è già piena di svolte. Nato a Francoforte sul Meno (Germania sud-occidentale) da genitori italiani, a 1 anno di età si trasferisce con la famiglia ad Amandola, provincia di Fermo, paese natale del padre. Lì cresce, tornando in Germania diverse estati per dare una mano nei due ristoranti di cui il padre era rimasto proprietario. Da sempre appassionato di pallanuoto, riesce a entrare nella nazionale giovanile e in una squadra di serie A, il Bologna, ma, a 19 anni, un’allergia al cloro gli impone di lasciare gli sport acquatici. «Nel frattempo – racconta il protagonista – mi ero iscritto all’Istituto alberghiero. Dopo due anni ho lasciato gli studi per lavorare come muratore. Ho continuato in questa direzione per circa quattro anni, ma era quasi impossibile ottenere un contratto. Il lavoro in nero e la precarietà erano la normalità e così ho pensato di emigrare. Avevo degli amici ad Amburgo – continua Davide – e parlavo un po’ di tedesco, avendo continuato a studiarlo all’alberghiero. Cinque anni fa ho deciso di trasferirmi».
Appena arrivato in Germania, Davide non si accontenta. «Ho iniziato subito a lavorare come carpentiere. Nonostante i 1.700 euro netti al mese e i contratti regolari, ho cercato informazioni per diventare pompiere». In Germania per accedere al corso per vigili del fuoco, è necessario avere un titolo riconosciuto, l’Ausbildung, in qualche ambito della carpenteria. «Qui è fondamentale dimostrare di avere manualità. Io, invece, nonostante gli anni di esperienza in Italia, non avevo nessuna certificazione e così ho dovuto ricominciare da capo». A Berlino, Davide ha trovato un’azienda presso cui fare la formazione richiesta per il titolo professionale. «È durata due anni, ma finalmente avevo le carte in regola per candidarmi ad entrare nei vigili del fuoco».
È iniziato così un periodo di prova di un anno e mezzo, culminato lo scorso marzo con un’assunzione. «Sono l’unico italiano – spiega Davide – e tra i pochissimi stranieri, a far parte del corpo dei vigili del fuoco. Devo anche dire che il non conoscere bene la lingua in questo contesto non è un grande ostacolo. Il salario base è di 2050 euro al mese, abbastanza per poter metter su famiglia. Qui tre anni fa ho conosciuto una ragazza tedesca e da dieci mesi sono anche papà». Il suo cuore, ammette, è ancora in Italia. Ma, a causa dell’attuale situazione economica, «l’unico nuovo futuro trasferimento che riesco a immaginarmi è di spostarci tutti in Baviera. Da lì, le Marche non sono poi così lontane – conclude Davide –. Sempre che la mia vita non cambi ancora in maniera completamente inaspettata». (Andrea D’Addio – Il Messaggero di sant’Antonio, edizione italiana per l’estero /Inform)