MOSTRE
FRANCOFORTE SUL MENO – Era ormai da più di quarant’anni che la fotografia italiana contemporanea non trovava nei paesi di lingua tedesca, ma anche in Europa, non solo uno spazio espositivo prestigioso, ma soprattutto un’attenzione al mezzo di comunicazione più rappresentativo e narrativo di una nazione come l’Italia che vanta grandi maestri dietro l’obiettivo quali Franco Fontana, Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Guido Guidi, solo per citarne alcuni. Così ci ha ricordato il fotografo italiano William Guerrieri – in rappresentanza di ben 10 colleghe e colleghi presenti all’inaugurazione, sabato scorso 27 settembre a Darmstadt presso la Kunsthalle – all’apertura di una ricca e ben articolata mostra dedicata alla fotografia italiana dal 1980 ai giorni nostri, curata da Ralph Goertz dell’Institut für Kunstdokumentation und Szenografie (Istituto per la documentazione artistica e la scenografia) di Düsseldorf. Un’inaugurazione alla quale erano presenti 150 visitatori, aperta dai saluti istituzionali del Direttore della Kunsthalle León Krempel, del sindaco della città di Darmstadt Hanno Benz e del Console Generale d’Italia Massimo Darchini. La mostra – che trova il pieno sostegno dell’Ufficio culturale del Consolato – è veramente unica proprio per essere una retrospettiva che presenta 42 artisti italiani e 350 lavori esposti in prima assoluta in Germania e si sviluppa negli spazi della Kunsthalle di Darmstadt in forma di dialogo tra i grandi maestri degli anni ‘80 e‘90 e le nuove generazioni di fotografe e fotografi di questo primo quarto di secolo. Nelle sette sale della Galleria d’arte di Darmstadt si apre così al pubblico un panorama che spazia dagli esordi poetici della “Scuola italiana” alle voci innovative del presente, dimostrando che in Italia la fotografia è molto più che semplice documentazione: è un mezzo di dialogo, riflessione e speranza. Non è una mostra sull’Italia meta turistica, luogo ideale di bellezza connotato dalle immagini patinate e oleografiche del Bel Paese, ma uno spaccato della società, dell’economia, dei territori, delle autorappresentazioni delle nuove generazioni, uno specchio delle trasformazioni sociali e culturali di un paese che si presenta nelle sue diverse dinamiche socio-economiche e culturali, nelle atmosfere di assenza e presenza e di profonde trasformazioni urbane. In questa esposizione i fotografi non sono solo cronisti, ma anche voci di un’epoca che media tra passato e presente. Artisti che disvelano nuove prospettive sull’identità, sull’appartenenza e sul plurale concetto di patria, temi che stanno assumendo un’importanza crescente nel nostro mondo globalizzato. È la fotografia che porta con sé l’insopprimibile testimonianza di un’identità, una storia, uno spazio preciso e inaggirabile dove allo spettatore si chiede di addentrarsi in quel frammento di un vissuto rintracciabile e narrabile.
Sono tutti fotografi che hanno nobilitato lo sguardo sulla quotidianità, condensato poeticamente lo spazio urbano e rurale e ripensato il rapporto tra immagine e memoria, tra mezzo fotografico e capacità di rappresentazione di una nazione che muta come paesaggio umano sia culturalmente che socialmente ed economicamente, capace di mantenere tuttavia una sua vitalità anche nelle differenze territoriali, nelle contraddizioni tra modernità e tradizione, nel confronto tra le generazioni e la periferica presenza di giovani con retroterra migratorio, in quel nuovo senso di estraniamento e solitudine dei luoghi. Ciò è particolarmente evidente nelle posizioni più recenti degli anni 2000: fotografe e fotografi come Francesca Iovene, Giulia Iacolutti, Carmen Colombo, Michela Palermo, Tomaso e Federico Clavarino, Piero Percoco, ed altri, affrontano questioni quali la migrazione e la diversità, la cultura della memoria e le nuove realtà sociali, l’intimità, l’adolescenza e le sue potenzialità e incongruenze, il genere e l’identità collettiva. Le loro opere combinano approcci concettuali con una forte impronta personale, ampliando così gli orizzonti della fotografia italiana con nuove forme espressive. Questo nuovo viaggio in Italia, attraverso quattro decenni di fotografia italiana, consentirà ai visitatori di entrare in contatto con dimensioni e sguardi altri sull’Italia contemporanea, da una parte esplorando la varietà dell’arte fotografica italiana e dall’altra riscoprendo attraverso la forza dell’immagine fotografica, un tratto o le tracce di quei luoghi italiani che narrano le incertezze e i mutamenti del quotidiano nonché i diversi spazi urbani, o intimamente personali, pienamente vissuti e trasformati o viceversa come spazi ed individui soggetti alla sottile e costante influenza di quell’ambiente. Questa quanto mai suggestiva mostra fotografica – che rimarrà aperta fino al 11 gennaio – farà, come esposto dal curatore Ralph Goertz, ulteriori due tappe in Germania nel 2026 e nel 2027 con focus espositivi diversi quali quello cronologico o tematico, in attesa che anche in Italia trovi una sede espositiva che la ospiti. Un prezioso catalogo (pubblicato dalla casa editrice Buchhandlung Walter und Franz König), corredato da un’ampia scelta di foto ed interessanti contributi esplicativi in tedesco e in inglese, completa questo progetto unico ed alquanto originale nella sua varietà di temi, tecniche fotografiche, modalità di esposizione, ed accenti che sa porre nel presentare la fotografia italiana contemporanea. (Michele Santoriello*/Inform)
*Affari culturali e comunicazione del Consolato Generale d’Italia a Francoforte sul Meno