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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Gentiloni nell’intervento alla Conferenza interparlamentare per la politica estera e di sicurezza: la crisi libica minaccia comune

ESTERI

Impegno comune contro l’Isis; Ucraina, margini per soluzione politica

 

ROMA – La crisi in Libia che potrebbe essere aggravata dall’annullamento delle elezioni deciso dalla Corte costituzionale libica e dal successivo scioglimento del parlamento, rappresenta una ”minaccia non soltanto per l’Italia ma per tutti”: il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni, nel suo intervento alla Conferenza interparlamentare per la politica estera, sicurezza e difesa comune al Senato (v. Inform di ieri, http://comunicazioneinform.it/aperta-oggi-a-palazzo-madama-la-conferenza-interparlamentare-sulla-politica-estera-e-di-sicurezza-comune-dellunione-europea-e-la-politica-di-sicurezza-e-difesa-comune/) ha posto l’accento sulla necessità di rilanciare l’iniziativa delle Nazioni Unite, nell’ambito di una soluzione politica della crisi libica.

Il numero crescente di profughi verso l’Italia

Il ministro ha sottolineato che dalla Libia sono giunti sulle coste italiane 132.000 rifugiati dei 162.000 totali arrivati in Italia. Ed anche per questa emergenza e’ necessaria la ”presenza” dell’Europa.

La minaccia rappresentata dall’Isis – ha detto Gentiloni – è una minaccia inedita e richiede un impegno comune. Un impegno politico, militare e anche culturale.

Per quanto riguarda l’Ucraina il ministro ha sottolineato che ”la posizione dell’Italia è chiara, ossia il rispetto dell’integrità territoriale e l’indipendenza dell’Ucraina, per questo non abbiamo riconosciuto le elezioni nel Donbass e condiviso le sanzioni contro Mosca”. Gentiloni ha aggiunto che “ci sono ancora margini per soluzione politica”, legati al mantenimento di questa “fermezza” e alla volontà di “dialogo con paesi come la Russia”.

Quanto alla crisi tra israeliani e palestinesi la ”soluzione dei due Stati’ è l’unica possibile”. (Inform)

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