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Gemellaggio tra Greenwich e i comuni di Rose e Morra de Sanctis

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Da “America Oggi” del 3-3-2013
Un duplice gemellaggio stipulato tra Greenwich e i comuni di Rose e Morra de Sanctis

GREENWICH, Connecticut – Non c’è dubbio che la città di Greenwich in Connecticut respira e parla italiano, i dati lo confermano. Qui si registra infatti la più alta densità di italiani d’America con una particolarità che li contraddistingue: provengono tutti da due paesini, Rose in provincia di Cosenza e Morra de Sanctis in provincia di Avellino, ora ufficialmente gemellate.

La sala consigliare del municipio di Greenwich venerdì sera era gremita con gente in piedi per la cerimonia che ha suggellato il gemellaggio dei due comuni italiani con la città del Connecticut che aveva visto arrivare i primi immigrati nel 1880, impegnati prevalentemente nel settore edilizio.

Per sancire il gemellaggio sono giunte a Greenwich due delegazioni dai rispettivi paesi guidate dai sindaci Stefano Leone di Rose e Gerardo Capozza di Morra de Sanctis, a spese proprie per scambiare con il sindaco di Greenwich, Peter Tesei gli atti ufficiali del riconoscimento.

Alla cerimonia hanno partecipato il console generale Natalia Quintavalle, accompagnata dal direttore didattico Carlo Davoli, il senatore statale del Connecticut Carlo Leone e il congressman Jim Himes.

Al termine della cerimonia i sindaci hanno inaugurato una mostra multimediale che raccoglie le testimonianze di circa duecento persone dedicate a dare evidenza della fierezza degli italiani, delle loro origini, degli sforzi e dell’impronta lasciata in questa città del Connecticut che conta 62 mila abitanti, molti dei quali hanno virtuosamente legato le due comunità di qua e di là dell’Atlantico.

La mostra, ospitata presso la Historical Society, resterà aperta per quattro mesi e già nel giorno dell’inaugurazione ha suscitato l’interesse di un folto pubblico di visitatori.

In questa città del Connecticut molti edifici pubblici, ville e chiese portano l’impronta delle maestranze italiane che le hanno realizzate nel tempo, segno tangibile dell’impegno dei nostri immigrati nella crescita della città che li ha accolti.

Il giusto titolo del sindaco Peter Tesei di Greenwich è First Selectmen. Agli ospiti ha raccontato che i suoi antenati provengono da Rose e che qui hanno realizzato il sogno americano.

“Il contributo dei morresi e rosetani allo sviluppo di questa comunità è stato dato con il lavoro delle loro mani e mentre ogni generazione progrediva, si presentava l’opportunità per lo studio, facendo nascere commercianti, medici, avvocati e anche politici”, ha detto Tesei indicando una folta delegazione di congressisti in aula.

“L’amministrazione comunale di Greenwich – ha aggiunto Tesei – è arricchita da persone di origine italiana, tanti hanno contribuito al servizio pubblico di Greenwich che alcune sale del municipio portano i nomi di Mazza, Evaristo e Chimblo”. Dopo avere definito storico il momento, Tesei ha concluso dicendo “questo gemellaggio segna anche il rafforzamento del rapporto e del legame con la nostra patria, con lo scopo di continuare a conoscersi”.

La città del Connecticut conta anche un’altra figura del tutto particolare: l’ambasciatrice Bea Crumbine che ha contribuito a realizzare il gemellaggio e che ha condotto la cerimonia.

“È la prima volta in vita mia – ha esordito il console generale Quintavalle – che assisto ad un triplo gemellaggio, ma la storia di Greenwich è fortemente legata ai due villaggi di Rose e Morra de Sanctis che soltanto in questo modo, credo che si possa celebrare le reali originali di questa città”.

Al pubblico nella sala consigliare Natalia Quintavalle ha raccontato che le piace venire in Connecticut (parte della giurisdizione consolare), anche se New York l’assorbe maggiormente nelle sue funzioni.

“Mi piace anche perché è lo stato con la più alta percentuale di italiani rispetto al resto degli Stati Uniti e sono orgogliosa – ha sottolineato Quintavalle – per la collaborazione che abbiamo stabilito con differenti istituzioni cultutrali del Connecticut come Yale, dove sarò in aprile per l’apertura del Italian Film Festival e il Museo di Hartford che a maggio ospiterà la mostra di Caravaggio”.

In conclusione il console generale, ricordando che il 2013 è l’Anno della Cultura italiana negli Stati Uniti, ha detto: “Sono convinta che la vera ricchezza della cultura italiana in America è rappresentata dai molti italiani, uomini e donne che sono venuti in cerca di un futuro migliore per se e le proprie famiglie portando la bellezza della nostra lingua, tradizioni e cultura, contribuendo enormemente alla realizzazione di città come Greenwich, di metropoli come New York e dell’intera nazione americana”, raccogliendo un caloroso applauso.

Infine, alle delegazioni italiane, quella di Rose di nove persone guidata dal sindaco Leone e, all’altra di Morra de Sanctis di sei persone con alla testa il sindaco Capozza, il console generale ha detto “spero che portiate in Italia la sensazione di amicizia che lega i vostri paesi a questo, ma più in generale l’Italia agli Stati Uniti”. (Riccardo Chioni -America Oggi del 3 marzo 2013 /Inform)

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